• 20/10/2021

Aggregazione e rappresentanza a livello nazionale per i consorzi export

E’ nata a Milano, in piazza San Babila, Ancex, l’Associazione nazionale dei consorzi export, composta da organismi presenti su tutto il territorio nazionale in rappresentanza di circa 300 aziende di tutti i settori merceologici, per oltre 3.000 persone occupate.

La mission dell’associazione è principalmente quella di aggregare e dare rappresentanza nazionale ai consorzi di imprese – micro, piccole e medie – che sono impegnate nell’internazionalizzazione, per costruire una collaborazione con le istituzioni e svolgere un’opera di formazione sulle tematiche di interesse per il settore, per impegnarsi nella tutela del Made in Italy, nonché per facilitare l’accesso ai servizi indispensabili per accedere o consolidarsi sui mercati esteri. 

«Ancex nasce dalla volontà di un gruppo di consorzi, che non si sentivano più rappresentati dalla fine di Federexport, un consorzio nazionale chiuso ormai 4-5 anni fa. Sono di fatto rimasti orfani di quella rappresentanza giuridica, che ora verrà rivestita da Ancex in maniera esclusiva a livello nazionale (per il mondo consortile). Fondata da 10 consorzi dislocati in tutta Italia (tra cui Campagna Export, Premax di Como, Gsl, Sicily Export, Genova Export), si pone l’obiettivo di poter partecipare ai tavoli delle trattative ministeriali, per avere un confronto dialettico con il ministero dello Sviluppo Economico o il ministero degli Affari Esteri, per ciò che concerne i sostegni alle imprese e ai consorzi per l’esportazione», spiega a Lombardia Economy il presidente di Ancex, Diego Costanzo. 

«Stiamo partendo ora, il nostro auspicio è riuscire a dar voce ai consorzi Export, soprattutto in questo particolare e delicato momento di ripartenza post Covid-19», dice ancora Costanzo.

Dopo la drammatica crisi pandemica è in corso un risveglio di tutti i settori economici e una ripresa delle attività delle imprese, con un conseguente incremento del fatturato. Rispetto a una perdita di circa il 9% del prodotto interno lordo dell’anno 2020, viene stimato, a livello generale, per l’anno 2021 un rimbalzo intorno al 5% e un ulteriore recupero, altrettanto significativo, per il 2022. Una parte consistente di questo rimbalzo sarà realizzato con l’incremento dell’export. A questa ripresa potranno e dovranno contribuire anche le piccole e medie imprese, in particolare quelle con la vocazione all’export. 

Il rilancio si prospetta robusto e di medio-lungo periodo: il sistema consortile rappresenta uno strumento valido ed efficace per promuovere l’export delle piccole e medie imprese, poiché è una formula di aggregazione che consente ai piccoli imprenditori di acquisire nuovi clienti e conquistare nuovi mercati. 

«Ancex dispiegherà la propria azione promozionale non soltanto a favore dei consorzi già esistenti, che hanno già aderito o che aderiranno in seguito, ma si propone anche di diffondere – tra le imprese che intendono affacciarsi sui mercati esteri – la conoscenza dell’intero complesso degli elementi utili a valutare positivamente l’opportunità che potrà offrire lo strumento aggregativo nel superare le difficoltà all’inserimento sui mercati internazionali rispetto alle iniziative intraprese in solitudine», spiega Costanzo. Che poi aggiunge: «Le piccole e medie imprese che intendiamo rappresentare, sono realtà che sovente non sono dotate di un ufficio estero e delegano pertanto ai consorzi export l’incarico di trovare nuovi mercati, di fare richieste per i fondi utili a partecipare a delle fiere e molto altro ancora. Pensi solo alla necessità, ad esempio, di conoscere tutte le normative doganali del Brasile o della Cina, che sono complicatissime: una realtà con 20 dipendenti non può affatto permettersi uno studio di consulenza di questo genere. Ed è proprio in questo scenario che intende inserirsi Ancex».

Le criticità connesse al sistema di promozione dell’internazionalizzazione

«Il mondo consortile – dice ancora Costanzo – è sovente trascurato in materia di promozione delle imprese per l’internazionalizzazione. A tal proposito risulta clamorosa la mancata messa a bando – a tutt’oggi – della somma di 2 milioni e 700mila euro, potenzialmente a disposizione dei consorzi, stanziata con il decreto legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito nella legge 29 febbraio 2020, n. 8, denominato “milleproroghe”, all’art. 14, comma 4-bis. Questa è senz’altro una delle prime attività che andremo a svolgere, sollecitando la messa a bando della legge che determini le modalità con le quali sarà possibile accedere a tali contributi. Se riuscissimo a ricevere direttamente questi fondi, per poi distribuirli ai nostri consorziati, ciò permetterebbe alle micro e piccole imprese di evitare tutta la burocrazia che concerne una richiesta del genere».

Non si tratta tuttavia dell’unico ambito di criticità connesso all’intero sistema promozionale, realizzato per dare maggiore impulso all’internazionalizzazione. Un sistema che è affidato esclusivamente a soggetti pubblici.

«Un valido esempio – spiega il presidente di Ancex – è la partecipazione di Ice, con una collettiva espositiva, alla manifestazione fieristica Anuga, in Germania, programmata per il prossimo ottobre. Inizialmente la partecipazione è stata assicurata a un consistente numero di imprese, tuttavia in un secondo tempo è stata sensibilmente ridimensionata, per via di spazi espositivi disponibili insufficienti. Questo ha comportato l’esclusione di molte imprese, che avevano già investito del denaro nelle fasi preparatorie. Qualcosa dunque, non deve aver funzionato nella pianificazione delle partecipazioni o nelle relazioni contrattuali tra Ice e l’ente fieristico».

Il sistema consortile delle pmi è integrativo al pubblico

In conclusione Ancex, fatto salvo quanto dichiarato, precisa che «non ha in alcun modo la presunzione di potersi sostituire agli enti pubblici. La nostra posizione è quella di ricordare al pubblico che esiste anche il sistema consortile delle piccole e medie imprese, come sistema integrativo al sistema di intervento pubblico. Ancex, nelle proposte che da qui in poi formulerà ai Ministeri e alle altre istituzioni competenti in materia di internazionalizzazione, chiederà di sostenere i consorzi di piccole e medie imprese per consentire loro l’autonomia nel prescegliere le azioni promozionali più opportune da intraprendere, prevedendone una rigorosa e chiara pianificazione, nonché trattative complesse con le agenzie estere con le quali sarà necessario interfacciarsi», conclude il presidente.

Beatrice Elerdini