• 27/11/2021

Arte ed economia non sono più un connubio tabù: parla l’art consultant Elisabetta Roncati

 Arte ed economia non sono più un connubio tabù: parla l’art consultant Elisabetta Roncati

Elisabetta Roncati

Arte ed economia: un connubio che non è più un tabù. Parola di Elisabetta Roncati, genovese di nascita e milanese d’adozione, che dopo una articolata formazione manageriale ha scelto la professione dell’art consultant: un vero e proprio consulente che, con competenza, avvicina le persone al mercato dell’arte, unendo la figura dell’art advisor – che consiglia ai collezionisti i migliori investimenti – a una vasta attività divulgativa, con la redazione di articoli, curatela di mostre, interviste a giovani artisti e ricerca di nuovi canali. Il suo blog, Art Nomade Milan, è una miniera di stimoli e di impressioni aperto a qualsiasi forma di espressione artistica e culturale (il relativo profilo Instagram conta ben 39mila follower).

Proprio l’utilizzo dei social media per parlare di arte al grande pubblico testimonia un grande cambiamento in atto: l’arte da universo elitario si fa più vicina al grande pubblico, la sua comunicazionediventa più chiara, trasparente e accessibile. Così come la sua valorizzazione economica.

Quanto vale un’opera d’arte? 

“Nel mio percorso – racconta Roncati – mi sono accorta di come la mancanza di informazioni chiare e di strutture gestionali definite penalizzasse il rapporto del grande pubblico con l’arte, soprattutto contemporanea. Le fiere artistiche sono pochissime e il pubblico, la gente comune, ha timore di entrare in una galleria d’arte. I prezzi non sono mai esposti e non si hanno le basi per sapere quanto valutare un’opera”. È qui che gli operatori del settore hanno le loro colpe, ed è proprio qui che interviene una figura intermedia come quella dell’art consultant, appunto, che può aiutare nella selezione dei pezzi più adatti, dare informazioni sulla quotazione, risolvere qualsiasi problema amministrativo/gestionale nella compravendita.

Arte: un investimento che vale

Oggi vale la pena investire in arte, quindi? Assolutamente sì, secondo Roncati. Con una precisazione: “Il primo obiettivo deve essere il piacere: compro ciò che mi piace e mi dà gioia, mi fa stare bene”. Riguardo al valore economico, l’arte “è stata data per morta molte volte, ma in questo ambito il ritorno sull’investimento è molto elevatoe sicuro, molto più che in altri settori”. Il discorso non vale solo per i grandi collezionisti, ma anche per le persone comuni: l’arte non è più solo un bene di lusso, la clientela sta cambiando.

Le nuove possibilità offerte dal digitalesi stanno moltiplicando, per esempio “le case d’asta hanno visto un incremento delle vendite nel periodo pandemico grazie alle aste online. E non principalmente grazie ai clienti storici, ma a quelli nuovi: il nuovo acquirente d’arte ha un’età minore. Il panorama dei collezionisti sta cambiando: nuovi canali, nuovi clienti. E questo apre a un volano di possibilità”.

Pittura, opere digitali, artisti emergenti

Ma quali sono gli ambiti artistici più interessanti e promettenti, al momento? Roncati non ha dubbi. “A costo di sembrare demodé, devo dire che è ancora la pittura a farla da padrone, lo testimoniano i tanti eventi e le tante mostre a essa dedicata, come ‘Painting is back’ ospitata negli scorsi mesi nelle Gallerie d’Italia di Milano”.

Se si punta all’investimento e si desiderano ritorni più immediati, d’assalto, è consigliabile tenere d’occhio il panorama dell’arte digitale e degli Nft. In questo caso, però, “ci si slega un po’ dal piacere visivo, possiedi un’opera nel tuo wallet, è un discorso di possesso puro. Se si vuole puntare su questo nuovo ambito occorre unire le competenze artistiche ad abilità più trasversali, attinenti alla finanza”.

E poi c’è l’universo del “mercato primario”, ovvero degli artisti emergenti. “Molti creativi negli ultimi anni hanno visto possibilità di emergere, le accademie sfornano ragazzi molto promettenti che creano opere digitali e non. Le case d’asta si sono aperte a questi mercati”. La stessa Elisabetta Roncati, insieme ad altre 11 ragazze, ha lanciato ReA!, “Real Emerging Artists”, una fiera d’arte in cui 100 artisti emergenti possono esporre le proprie opere e presentarsi al mercato.

Il panorama lombardo 

Parlando di creatività e artisti emergenti, impossibile non chiedere un focus infine sulla Lombardia e sul suo capoluogo. Qui il panorama è “molto vivace, in particolare Milano si conferma la città più interessante dal punto di vista artistico. Il numero di fiere e di gallerie è costantemente in crescita, il collezionismo gode di una stagione di fioritura e sono sempre di più le collezioni che sfociano in fondazioni, dando una forma legale alla loro passione e sostenendo premi terzi. Anche i social giocano un ruolo importante in questo”.

A testimoniare il grande fermento in atto, il ricco calendario di eventi della Milano Art Weekche si è tenuta nel mese di settembre. Qui, forse più che altrove, si può osservare come l’arte cominci a far parlare di sé sui social, a sperimentare i canali digitali, a “contaminarsi” e di avvicinarsi ad altri mondi, come quello dello sport: lo testimonia anche la crescita della vendita di memorabilia sportivi tra i collezionisti.

Irene Canziani