• 04/12/2022

Assessore Sala: «Formazione fondamentale per innovare e creare sistema più competitivo»

 Assessore Sala: «Formazione fondamentale per innovare e creare sistema più competitivo»

Fabrizio Sala, assessore a istruzione, ricerca, innovazione, università e semplificazione di Regione Lombardia, spiega priorità e modalità d’intervento

«Supportare la trasformazione industriale verso la transizione digitale e lo sviluppo sostenibile». Questa la sfida rispetto al tema dell’innovazione a cui è chiamata a rispondere, ora e nei prossimi anni, la Regione Lombardia secondo Fabrizio Sala, assessore all’istruzione, ricerca, innovazione, università e semplificazione. «La duplice transizione, green e digitale – spiega Sala – richiederà nuove tecnologie, cui dovranno corrispondere gli investimenti e l’innovazione necessari. Un fattore chiave sarà inoltre l’investimento sul capitale umano”.

Ricerca e innovazione sono driver della ripresa. La Regione vanta tante eccellenze, pubbliche e private: come coordinarle al meglio?

«In Lombardia si realizza il 20% della spesa in R&S nazionale, lavorano il 21% dei ricercatori, si produce il 31% della ricerca scientifica più altamente citata, viene registrato il 33% dei brevetti e ha sede il 27% delle startup innovative. Ma la forza della nostra regione non è solo nella capacità dei singoli, quanto nel suo capitale sociale, nel saper costruire ecosistemi in cui le diverse competenze si integrano e danno vita a un tessuto favorevole alla crescita e allo sviluppo. Proprio a questa capacità di fare rete guarda il nostro Programma strategico triennale per la ricerca, l’innovazione e il trasferimento tecnologico, con cui sosteniamo la propensione all’innovazione del territorio lombardo. Il programma 2021-2023 è stato approvato dal consiglio regionale lo scorso 19 ottobre. Unendo risorse pubbliche e private, mobilita oltre un miliardo e mezzo di euro, per una trasformazione innovativa, digitale e sostenibile del territorio».

Grazie alle risorse della programmazione comunitaria per il 2021-2027 sono a disposizione (sommando Fondo sociale europeo e Fondo europeo di sviluppo regionale) risorse pari a 3,5 miliardi di euro. A quali obiettivi saranno destinate e con quali priorità?

«La stesura dei programmi operativi in Lombardia è in fase avanzata, in attesa che si concluda l’accordo di partenariato tra l’Italia e la Commissione Europea. Le nostre priorità di azione sono chiare e precise, perché le abbiamo definite dando grande rilevanza all’analisi dei dati, anche attraverso l’applicazione di metodologie di intelligenza artificiale. Sosteniamo il trasferimento tecnologico tra mondo della ricerca e sistema delle imprese, la realizzazione di progetti complessi, ad alto impatto sul territorio grazie al coinvolgimento di partenariati forti tra organismi di ricerca e imprese, e lo sviluppo della capacità innovativa delle nostre aziende. Accompagniamo poi il processo di trasformazione digitale, sia della pubblica amministrazione che del sistema imprenditoriale. È un percorso di trasformazione che richiede anche un investimento specifico sul capitale umano e per la prima volta sul Fondo sociale europeo di sviluppo regionale (Fesr) c’è una linea dedicata esclusivamente proprio a questo aspetto, per sviluppare le competenze necessarie alle imprese e affrontare la transizione digitale e green. E’ un segnale anche culturale: l’investimento in formazione è parte integrante della costruzione di un sistema competitivo».

In che modo è possibile sollecitare idee innovative e promuovere partenariati forti?

«Occorre andare oltre la logica tradizionale del bando e soprattutto della distribuzione “a pioggia” delle risorse, scegliendo invece di premiare l’eccellenza e gli investimenti rilevanti, sia in termini economici, sia in termini di impatto sul territorio e sui bisogni dei cittadini. Noi lo abbiamo fatto introducendo lo strumento degli accordi per la ricerca e l’innovazione, una vera e propria procedura negoziale, in cui tutti i soggetti coinvolti si mettono al tavolo per massimizzare gli impatti dei progetti sul sistema economico-sociale. La risposta del territorio, nella call hub, è stata straordinaria: con 114 milioni di euro abbiamo finanziato 33 grandi progetti ad alto tasso di innovazione, che hanno attivato 200 partner e generato investimenti diretti per oltre 250 milioni di euro. Abbiamo così messo le basi affinché questi hub possano partecipare con successo alle opportunità offerte dal Pnrr e dalle call europee».

Da un’analisi Cribis la Lombardia, nel 2020, era la prima regione per numero di imprese ad alto tasso di innovazione (13,1%): è un primato ancora attuale?

«I dati congiunturali del III trimestre 2021, pubblicati da Unioncamere, sono positivi. Il sistema lombardo dimostra ancora una volta non solo resilienza rispetto a un contesto complesso, ma grande spinta propulsiva. Un’attenzione particolare meritano start up e imprese innovative, che modificano i modelli di business e innescano cambiamenti strutturali nel mercato. La Lombardia è la prima regione italiana per numero di start up innovative, 3.627, circa il 27% del totale nazionale».

Le aziende lombarde, nonostante il contesto reso molto complesso dall’emergenza Covid-19, sono riuscite in questo periodo a perseguire internazionalizzazione e innovazione?

«Anche durante la pandemia le imprese hanno dimostrato grande flessibilità: su un campione di quasi 100 start up con sede legale in Lombardia e operanti in settori innovativi, il 36% ha modificato il proprio modello di business per rispondere all’emergenza Covid-19, per soddisfare i nuovi bisogni emersi sul mercato o diversificare le fonti di ricavo. Inoltre, il 29% di queste aziende ha ampliato il proprio organico per fronteggiare l’incremento di attività emerso o per dotarsi di nuove professionalità (indagine Osservatori startup hi-tech e startup intelligence, Politecnico)».

Quali sostegni arrivano dalla Regione per le imprese innovative?

«Sosteniamo l’innovazione e i processi di brevettazione con diversi strumenti. Da poco abbiamo lanciato l’iniziativa Tech Fast, che supporta l’accelerazione dell’innovazione tecnologica e digitale delle Pmi attraverso un contributo fino a 250.000 euro. Con oltre 32,4 milioni di euro di dotazione sosterremo circa 200 progetti di sviluppo tecnologico. Nel 2021, inoltre, abbiamo dedicato 1,2 milioni di euro alle spese delle Pmi per i brevetti europei e internazionali, ricevendo oltre 140 domande».

L’assessore regionale Fabrizio Sala

Maria Comotti

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