• 25/02/2024

Bergamo Capitale della Cultura 2023

 Bergamo Capitale della Cultura 2023

Dalla resilienza alla rinascita, dalla pandemia a Capitale Italiana della Cultura 2023: come Bergamo si sta reinventando per il futuro. Strategie innovative, patrimonio culturale e sostenibilità. Ne abbiamo parlato con il sindaco Giorgio Gori

Intervista a Giorgio Gori, sindaco di Bergamo

In un’epoca di cambiamenti rapidi e sfide senza precedenti, le città si trovano ad affrontare la necessità di reinventarsi e di trovare nuove vie per la crescita e lo sviluppo. Bergamo, una città ricca di storia e cultura, non fa eccezione. Divisa in due parti distinte, la Città Alta e la Città Bassa, Bergamo è un luogo dove il passato e il presente si fondono in modo armonioso. La città alta, circondata da mura venete del XVI secolo, è un labirinto di strade acciottolate, piazze affascinanti e edifici storici – cuore della Città Alta è Piazza Vecchia, dominata dal Palazzo della Ragione. La Città Bassa, più moderna e vivace, è il centro economico e commerciale di Bergamo. Con Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, abbiamo l’opportunità unica per discutere di come la città stia navigando in questi tempi turbolenti, con un particolare focus sul ruolo del turismo e della cultura.

Quali iniziative sono state prese per promuovere il turismo a Bergamo in seguito alla pandemia di COVID-19?

«Molte. Prima abbiamo sostenuto le piccole e le piccolissime imprese della città, con un piano di aiuti, Rinascimento Bergamo, realizzato con Intesa Sanpaolo, perché potessero affrontare le difficoltà delle chiusure forzate del 2020. E poi abbiamo costruito una lunga serie di iniziative per riportare il turismo nella nostra città. Prima lavorando con le province vicine – Brescia, Cremona, Mantova e anche Milano – per costruire un turismo di prossimità e promuoverci come un’unica destinazione turistica, poi abbiamo costruito molte occasioni per riempire di contenuti positivi la notorietà che la città ha ottenuto suo malgrado durante la pandemia, come, ad esempio – insieme a Brescia – il titolo di Capitale della Cultura 2023».

Bergamo è ricca di storia e cultura. Come sta incoraggiando la città a preservare e valorizzare il suo patrimonio culturale?

«Innanzitutto, lavorando perché si presenti ai nostri concittadini nel modo migliore. Negli ultimi anni ci siamo impegnati moltissimo per restaurare e rifunzionalizzare alcuni dei luoghi più significativi e riconosciuti, che oggi sono stati restituiti alla città e alla fruizione pubblica rinnovati soprattutto nella loro veste migliore. Penso al Teatro Donizetti, che è stato oggetto di lavori per oltre 19 milioni di euro, all’Accademia Carrara, che quest’anno è stata riaperta dopo un bellissimo intervento di riallestimento delle sale, penso a Città Alta, nella quale giusto qualche settimana fa abbiamo riaperto il rinnovato Museo archeologico e tolto le auto da piazza Cittadella, cuore della città fortificata viscontea e per anni utilizzata solo come parcheggio dai residenti. Continueremo in questo modo, certamente, a lavorare sulla città fisica, ma a questa attività si accompagna un’opera di valorizzazione del nostro patrimonio che ha consentito di centrare due riconoscimenti UNESCO in meno di 5 anni, di essere quest’anno Capitale Italiana della Cultura, nel 2022 Capitale Italiana del Volontariato, nel 2017 Regione Gastronomica Europea, nel 2021 Paesaggio d’Europa, solo per citarne alcuni».

Quali sono le sfide che Bergamo affronta nel bilanciare la conservazione del suo patrimonio storico e la necessità di accogliere un numero crescente di turisti?

«Questo è uno degli aspetti che più mi sta a cuore e di cui, a più riprese, ho discusso sia con l’Associazione Nazionale dei Centri Storici che con il Governo. Per esempio, da tempo abbiamo chiesto strumenti per poter limitare la proliferazione degli affitti brevi nel centro storico di Città Alta, indispensabile per poter preservarne, a mio avviso, l’autenticità. Ma già da diversi anni, abbiamo costituito un regolamento che esclude alcune categorie merceologiche dal centro storico e dispone paletti precisi per evitare l’esplosione numerica di fast food in un luogo che è una gemma del nostro Paese. Abbiamo anche lavorato per costruire itinerari turistici in città che influenzassero il flusso delle persone e realizzassero una migliore distribuzione dei visitatori. E sempre per quel che riguarda Bergamo Alta, il Comune vanta un patrimonio di edilizia residenziale pubblica di oltre 300 appartamenti che funziona da leva per evitare lo sgretolamento del tessuto sociale del centro storico: lavoriamo per ampliarlo e perché sia tutto disponibile a beneficio delle persone in condizione di maggiore fragilità».

Lombardia Economy - Bergamo Capitale della Cultura 2023

Quali collaborazioni o partnership internazionali sono state avviate per promuovere il turismo e la cultura di Bergamo all’estero?

«Negli anni ne sono state attivate diverse, anche solo per promuovere la città alla nascita, ormai nel 2015, di VisitBergamo, il portale di promozione turistica. Allora lavorammo a stretto contatto con Ryanair, principale vettore dell’aeroporto di Orio al Serio per riuscire a costruire strategie di promozione di Bergamo come destinazione per il mercato europeo. Da allora molto è stato fatto, penso a una grande mostra di opere dell’Accademia Carrara in Cina nel 2021, a Shangai, ma anche al legame che abbiamo costruito più di recente con alcune città tedesche – su tutte Ludwigsburg – con le quali stiamo sviluppando azioni culturali sinergiche che nei prossimi anni daranno certamente i loro frutti. Abbiamo anche promosso il nostro più famoso concittadino – Gaetano Donizetti – nel mondo grazie al lavoro della Fondazione che porta il suo nome e il Festival annuale che si tiene nella nostra città attira ormai una grandissima fetta di pubblico dall’estero».

Cosa sta facendo il Comune per sostenere e promuovere le piccole imprese locali che fanno parte dell’industria turistica e culturale?

«Secondo l’ultimo rapporto di Fondazione Symbola, Bergamo e Brescia insieme sono il 4° polo culturale italiano per valore aggiunto delle imprese che operano in questo settore. Questo significa che questo territorio ha davvero una grande vivacità in questo settore, che ha saputo tenere anche in occasione di anni difficili come quelli della pandemia, che ha colpito la nostra città come nessun’altra in Europa. Il Comune e Intesa Sanpaolo in quell’occasione lanciarono un programma di aiuti territoriale da oltre 20 milioni di euro, con uno specifico focus sul mondo dello spettacolo e della cultura. Rendere Bergamo più attrattiva e più bella, io credo sia un grande aiuto a imprese e associazioni culturali, alle quali costruiamo i presupposti per poter fare bene, per potere incrementare il proprio pubblico, per realizzare le proprie idee. Il progetto della Capitale della Cultura non prevede un direttore artistico, per esempio, ma nasce dal basso, dalle idee lanciate proprio da imprese e associazioni culturali in partnership con i colleghi bresciani. E non credo di dover spiegare quale opportunità possa essere la Capitale della Cultura per tutto il settore».

Come sta la città di Bergamo integrando la sostenibilità nelle sue iniziative turistiche per minimizzare l’impatto ambientale del turismo?

«Siamo una delle prime città ad avere varato uno speciale “bollo” che identifica le iniziative culturali sostenibili e nei bandi che predisponiamo ormai da tempo c’è una specifica attenzione agli aspetti di sostenibilità ambientale delle iniziative culturali che lanciamo e che realizziamo in città. L’impatto del turismo si mitiga con politiche di mobilità dolce, che disincentivano l’utilizzo del mezzo privato per gli spostamenti in città (Bergamo è la città con più Zone a Traffico Limitato in Italia), con una raccolta dei rifiuti efficiente, che sfiora l’80 per cento di raccolta differenziata ormai, 14 punti percentuali in più di quanto fosse nel 2014».

Ci sono programmi educativi o iniziative per coinvolgere i giovani della città nella valorizzazione e promozione del patrimonio culturale di Bergamo?

«Certamente, esiste uno specifico capitolo della Capitale della Cultura dedicato ai più giovani e ai bambini, pensato proprio perché si avvicinino il prima possibile all’offerta del nostro patrimonio culturale. Ma sono tantissime le iniziative dedicate ai giovani, come progetti di volontariato estivo nei luoghi della cultura della città, il Donizetti Studio, uno spazio esterno al teatro dedicato proprio alla diffusione della musica, di Donizetti e della cultura tra i ragazzi. C’è molto spazio in città per il cinema – il Bergamo Film Meeting –, la musica (dal punk rock raduno ai cartelloni di concerti di NXTstation e di Lazzaretto Estate al concorso per giovani band Nuovi Suoni Live, a cui parteciparono anche i Pinguini Tattici Nucleari al loro esordio), l’arte in città: questi linguaggi avvicinano giovani alla vita culturale di Bergamo e questo consente che ne facciano essi stessi parte, diventando motori a loro volta della promozione della città».

Quali eventi culturali o festival sono in programma per il prossimo anno che potrebbero interessare sia i residenti che i visitatori?

«Gli appuntamenti sono moltissimi. Ne scelgo qualcuno tra i principali, come il Landscape Festival in calendario a settembre (piazza Vecchia in Città Alta si veste di verde per l’occasione), BergamoScienza (decine di appuntamenti, conferenze e laboratori per diffondere la cultura scientifica), il Donizetti Opera Festival in programma a novembre e dicembre in città, BergamoJazz (uno dei principali festival del genere in Italia). E poi c’è tantissimo ancora,  come la mostra di Kusama, che ha venduto oltre 21mila biglietti a quasi 3 mesi dall’apertura, gli appuntamenti di Accademia Carrara e di GAMeC e tantissimo ancora. Siamo capitale della cultura non casualmente, no?».

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Paola Idilla Carella

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