• 30/09/2022

BRESCIA: forte rialzo dell’export nel 2° trimestre 2022 (6,1 miliardi)

 BRESCIA: forte rialzo dell’export nel 2° trimestre 2022 (6,1 miliardi)

Il risultato è legato, in particolare, all’aumento delle quotazioni delle materie prime.

·       EXPORT: tra aprile e giugno 2022, le vendite, pari a 6.130 milioni, aumentano del 22,5% rispetto al 2° trimestre 2021 (tendenziale);
·       EXPORT: nella prima metà dell’anno, le vendite, attestatesi a 11.639 milioni, evidenziano una crescita del 25,0% rispetto allo stesso periodo del 2021;
·       SALDO COMMERCIALE: 3.931 milioni di euro nel primo semestre, di fatto invariato nei confronti del 2021, a seguito della forte crescita dell’import (+43,2%).

Nel 2° trimestre del 2022, l’export bresciano si attesta a 6.130 milioni di euro, il valore più alto di sempre, ed evidenzia una crescita del 22,5% sullo stesso periodo del 2021. Anche per gli acquisti dall’estero si assiste a una cifra record (3.973 milioni) e a un incremento particolarmente significativo in prospettiva tendenziale (+34,2%). Nei primi sei mesi dell’anno, le vendite all’estero, complici i livelli elevati dei prezzi delle materie prime industriali, si sono attestate a 11.639 milioni, segnando un +25,0% sul periodo gennaio-giugno 2021. Il saldo commerciale è pari a 3.931 milioni, di fatto invariato nei confronti del primo semestre dell’anno scorso.

A rilevarlo sono i dati ISTAT elaborati dal Centro Studi di Confindustria Brescia.

La dinamica degli scambi con l’estero ha mostrato quindi un nuovo incremento, nonostante il protrarsi del conflitto bellico tra Russia e Ucraina, le problematiche legate al costo degli input energetici (che si sono poi ulteriormente esacerbate nel corso dell’estate) e l’inflazione galoppante, che impatta sulla fiducia degli operatori economici. L’evoluzione delle esportazioni bresciane si inserisce in un contesto di consolidamento del commercio internazionale, cresciuto nel primo semestre di quest’anno del 4,5% sul 2021, a cui si affianca il movimento di indebolimento dell’euro (-9,3% sul dollaro nello stesso periodo), che ha favorito le vendite al di fuori dell’Europa.

“I dati relativi all’export bresciano nel 2° trimestre 2022 vanno letti su un doppio piano: da un lato le aziende del nostro territorio continuano a lavorare e ad esportare i loro prodotti, in un  contesto internazionale in cui gli scambi si sono mantenuti vivaci nonostante il clima geopolitico di forte tensione – commenta Mario Gnutti, Vice presidente di Confindustria Brescia con delega all’Internazionalizzazione –; dall’altro tuttavia la dinamica record è, almeno in parte, ascrivibile alle quotazioni elevate in prospettiva storica delle principali materie prime industriali utilizzate dall’industria bresciana. Ciò favorisce un aumento inflattivo del valore delle merci scambiate, sia in acquisto, sia in vendita, a parità di quantitativi: di fatto, il valore aggiunto che viene scambiato risulta inferiore a quello riscontrato in passato, nonostante i fatturati appaiano più elevati. Per la seconda parte dell’anno, rimangono gli elementi di incertezza, alla luce, in particolare, delle incognite legato al caro energia e alla capacità delle imprese di fare fronte a tale emergenza”

La crescita delle esportazioni bresciane nel periodo aprile-giugno risulta nel complesso allineata a quanto rilevato in Lombardia (+20,7%) e in Italia (+22,2%). Il saldo commerciale nazionale si mantiene negativo per il secondo trimestre consecutivo, dopo oltre dieci anni di valori positivi.

Tra i prodotti esportati, i più dinamici nel primo semestre dell’anno risultano: prodotti della metallurgia (+46,9%), prodotti alimentari e bevande (+24,8%), prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+23,0%),

Tra i mercati di destinazione, la crescita delle esportazioni è generalizzata: le dinamiche più intense riguardano i flussi verso Germania (+32,1%), Stati Uniti (+31,3%), Brasile (+42,5%) e India (+69,6%). In controtendenza le vendite verso Russia (-6,1%) e Cina (-21,6%).

Per quanto riguarda le importazioni, sono in forte crescita i prodotti della metallurgia (+60,7%), prodotti chimici e farmaceutici (+48,3%), prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+46,5%),

Dal punto di vista dei principali mercati di origine, solo la Russia si caratterizza per una dinamica negativa (-23,0%), mentre le variazioni più elevate vengono sperimentate da india (+77,8%), Cina (+75,7%), Brasile (+74,2%) e Turchia (+70,8%).

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