• 03/12/2022

Caldo, in anticipo scatta da Casalmaggiore la raccolta italiana del pomodoro da salsa

 Caldo, in anticipo scatta da Casalmaggiore la raccolta italiana del pomodoro da salsa

Esplodono costi produzione da gasolio a manichette

Scatta la raccolta di pomodoro da salsa in Lombardia in anticipo di circa una settimana rispetto allo scorso anno a causa del grande caldo, con le temperature che in questi giorni sfioreranno punte vicine ai 40 gradi. Lo rende noto la Coldiretti regionale in occasione dell’avvio della raccolta del pomodoro in Italia, che parte a Casalmaggiore (Cremona) in via Staffolo, presso l’azienda agricola Assagri.

Il caldo intenso e le alte temperature – spiega la Coldiretti regionale – stanno facendo maturare molto in fretta il prodotto che promette bene sotto il profilo qualitativo. “Lo stato delle piantine è buono – conferma Davide Rocca, direttore del Consorzio Casalasco del pomodoro -. Abbiamo registrato anche pochi danni meteo nelle ultime settimane, se si fa eccezione per il vento forte che a inizio luglio, in alcune zone di nostra competenza, ha fatto danni sulla pianta e sui fiori. Dipenderà da temperature e disponibilità idrica, ma è possibile che il grosso del prodotto maturi ad agosto”.

La siccità – precisa la Coldiretti Lombardia – preoccupa soprattutto per le rese delle varietà tardive, mentre per quelle più precoci gli agricoltori sono riusciti a salvaguardare la crescita delle piantine garantendo le irrigazioni, in alcuni casi facendo scelte dolorose come quella di bagnare il pomodoro a scapito di altre colture come il mais. Nonostante questo – afferma la Coldiretti Lombardia – in alcune zone del Mantovano si prospetta già un calo delle rese di circa il 15% a causa dell’impatto del caldo e degli episodi di violente grandinate. Si tratta – precisa la Coldiretti – delle prime previsioni da confermare a raccolta avvenuta.

Oltre che con caldo e siccità – continua la Coldiretti Lombardia – quest’anno le aziende agricole si trovano a fare i conti con l’esplosione dei costi di produzione sulla scia delle speculazioni internazionali, dagli effetti del conflitto scatenato dai russi e delle tensioni internazionali sulle materie prime. Si registrano infatti aumenti su tutti i fronti che mettono a rischio la tenuta stessa delle imprese: dal gasolio ai concimi, dalle manichette ai film plastici.

In Lombardia – prosegue la Coldiretti regionale – il pomodoro è coltivato su circa 7 mila ettari di terreni, che si trovano per oltre il 70% tra le province di Mantova e Cremona. Quello del pomodoro è un comparto che in Italia – sottolinea la Coldiretti – mette in moto una filiera di eccellenza del Made in Italy che coinvolge 6.500 imprese agricole, circa 90 imprese di trasformazione e impiega 10.000 addetti, per un fatturato di 3,7 miliardi di euro di cui più della metà realizzato grazie alle esportazioni all’estero in crescita del 5% nei primi quattro mesi del 2022 nonostante la guerra in Ucraina.

L’Italia – conclude Coldiretti – rappresenta il 15% della produzione mondiale, è il primo produttore europeo di pomodoro davanti a Spagna e Portogallo e il secondo a livello globale subito dopo la California.

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