• 29/06/2022

Carlo Previtali, l’intelligenza della materia

 Carlo Previtali, l’intelligenza della materia

Al Pirellone per tutto giugno la mostra antologica dedicata all’illustre maestro lombardo, intervistato dalla curatrice dell’evento Chiara Cinelli

Grazie a un lavoro personale di ricerca condotto su basi storiche e maturato alla luce della sensibilità e cultura contemporanea, Carlo Previtali occupa una posizione di indiscussa centralità nel panorama artistico internazionale coevo.

La mostra antologica dal titolo “L’intelligenza della materia”, ospitata presso la prestigiosa sede di Palazzo Pirelli dal 1° al 28 giugno, vuole essere un omaggio all’opera di Carlo Previtali nei 50 anni della sua carriera artistica.

37 sculture in mostra per ripercorre il cammino esistenziale e creativo del maestro lombardo dai suoi esordi fino alla rivelazione delle sue più profonde ragioni d’artista. «Una mostra – come affermato da Alessandro Fermi, Presidente del Consiglio regionale della Lombardia – che conferma la vocazione di Palazzo Pirelli a essere sempre più punto di riferimento per eventi culturali e artistici a cui i cittadini lombardi sono invitati a partecipare, nell’unione tra la mirabile architettura del grattacielo ed esposizioni di volta in volta diverse, ma sempre di livello». Grazie all’approfondimento storico critico in catalogo a cura di Enzo Biffi Gentili, Direttore del Seminario Superiore di Arti Applicate/MIAAO di Torino, la mostra intende offrire uno sguardo inedito sull’operato artistico di Carlo Previtali, ponendo in primo piano, nella valutazione storica del suo lavoro, la scultura policroma figurativa in ceramica, iniziata nel 1987 e praticata sino a oggi.

Questa mostra antologica offre il pretesto per un incontro-intervista con l’artista che si svolge all’interno del suo studio di Grumello del Monte, un affascinante luogo rivelatore che Previtali ama descrivere come “quello spazio intimo e personale dove non puoi mentire a nessuno, neanche a te stesso”. Lo studio è lo specchio dell’anima dell’artista, lo spazio che ne restituisce il riflesso più profondo e veritiero; in questo luogo impregnato di vita, di arte e di bellezza, Previtali si è offerto, con generosa apertura di spirito e di cuore, a un dialogo sincero che prende le mosse da questa occasione espositiva per allargarsi ad una riflessione più vasta sul fare arte.

Per un artista, la scelta di una tecnica o di un materiale risponde sempre a un’istanza espressiva profonda e reale. Cosa ha significato la ceramica per te?

«La ceramica ha segnato uno snodo fondamentale nella mia carriera artistica. L’incontro con ceramisti di grande abilità tecnica mi ha spalancato le porte su un mondo, quello della terracotta e della ceramica, che fino ad allora non avevo esplorato. Per me è stata come un’epifania: era il 1984, anno in cui mi trasferii da Bergamo a Lovere: ho iniziato a lavorare la materia, sperimentando le sue potenzialità a livello sia tecnico che espressivo e ne ho compreso da subito la versatilità e la freschezza, qualità che rispondevano alle mie istanze espressive e si adattavano al mio modo di modellare, rapido e deciso. La scultura in terracotta finita corrisponde al primo stadio della lavorazione, quello del modellato; da qui quella valenza di freschezza che è una prerogativa della ceramica, e che la differenzia da altri materiali, come il bronzo per esempio, dove la scultura finita è il risultato di diversi passaggi tecnici. Nella tecnica raku, in particolare, questa freschezza è espressa al suo massimo grado. Creare una scultura in ceramica raku non è solo un procedimento tecnico ma un vero e proprio rituale che si veste di magia e di stupore: un ritorno alla natura e a un mondo antico che abbiamo perduto e che possiamo riassaporare anche solo per pochi istanti».

L’antichità ha sempre esercitato una forte seduzione su di te. Quali aspetti della grande lezione classica hanno influito, più di altri, sul tuo fare arte?

«Ciò che più amo del mondo antico è il rapporto indissolubile tra Uomo, Natura e Mito che ne è il fondamento. Un rapporto che tento di ricreare in alcune mie sculture, attraverso un lavoro di sublimazione. Ho sempre amato la letteratura classica e, ancora oggi, preferisco partire dai testi e dai loro contenuti più che dalla forma delle statue antiche. Io tento di afferrare la forza insita in quelle sculture e di leggerne in profondità i significati per ricreare, in forma contemporanea, quello stesso vigore espressivo.

Oltre alla lezione classica, nella tua produzione artistica è ravvisabile l’influenza di altre epoche della storia dell’arte. In quale misura l’arte del passato ti è stata di ispirazione?

«L’arte del passato ha influenzato il mio modo di vedere il mondo e, di conseguenza, il mio modo di fare arte. Vi sono artisti o epoche della storia dell’arte, con cui sento più affinità culturali e di stile ma, in generale, non c’è niente di assoluto nel mio rapportarmi al passato. In alcune opere si potrà ravvisare il segno volitivo del Barocco, in altre la grande lezione rinascimentale, in altre ancora la ieraticità dell’arte egizia. D’altra parte, l’assimilazione della cultura artistica del passato fa parte del necessario bagaglio culturale e tecnico di un artista, uno strumento indispensabile per la creazione di un lessico personale, grazie al quale poter dar forma alle proprie istanze espressive più profonde. Il mio rapporto con l’arte e gli artisti del passato non è, dunque, di tipo mimetico: le mie opere hanno un valore intrinseco autonomo, sono ricreazioni che non si possono rapportare ad un preciso riferimento storico-artistico ma sono il riflesso di un insieme variegato di risonanze, filtrate attraverso la mia espressività contemporanea e i miei valori di uomo, prima ancora che di artista».

In ultima istanza, il messaggio che sembra emergere con più vigore dalle tue opere è la volontà di tornare alla vera essenza dell’essere umano. Ne sono testimonianza quelle “teste” che il critico Domenico Montalto, prematuramente scomparso, considerava un elemento distintivo della tua arte, individuando nel tuo operare “la volontà di concentrare la figura nella sola testa, il caput, sede della vitalità e dei sentimenti, ovvero di quei leonardeschi moti dell’animo che sono l’interesse primario dell’artista…”.

«La testa, e in particolare lo sguardo, è la sede di tutto. Modellare teste è per me un gesto spontaneo frutto della mia passione per i moti dell’animo dell’essere umano, per quella spiritualità troppo spesso soffocata da valori esteriori e puramente mondani. Il mio vuole essere un invito a ripartire dall’Uomo, trasformandolo dal suo interno. Nutrirsi di arte, cultura e bellezza, cercando il bello anche e soprattutto nelle cose semplici, è un’arma potente a disposizione dell’essere umano per combattere la vera malattia odierna, un edonismo senza scopo che si nutre di falsi valori.

L’arte è un potente antidoto contro le illusorie chimere del nostro tempo».

Mostra antologica

CARLO PREVITALI

L’intelligenza della materia

A cura di Francesca Bianucci
e Chiara Cinelli

Introduzione storico critica

Enzo Biffi Gentili

Palazzo Pirelli

Via Fabio Filzi, 22 – Milano

Apertura al pubblico

1 – 28 giugno 2022

Orari della mostra

lunedì – giovedì 9.30 – 13.30 (ultimo ingresso ore 12.30)

14.30 – 17.30
venerdì 9.30 -13.30

Per informazioni

Tel. 02 67482777

urp@consiglio.regione.lombardia.it

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