• 25/02/2024

Cattedra in Credito cooperativo

 Cattedra in Credito cooperativo

In Cattolica nasce la Cattedra in Credito cooperativo Finanziata da Federcasse e dalla Federazione Lombarda delle Bcc nell’ambito della Facoltà di Scienze Bancarie, finanziarie e assicurative

Ha l’obiettivo di promuovere lo studio della cooperazione di credito mutualistica in una prospettiva multidisciplinare Favorire lo studio della cooperazione di credito in una prospettiva multidisciplinare.

È questo l’obiettivo della Cattedra di Storia economica finanziata da Federcasse e dalla Federazione Lombarda delle Banche di credito cooperativo, che prende avvio giovedì 1° febbraio nell’ambito della Facoltà di Scienze Bancarie, finanziarie e assicurative dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

«È un’esperienza unica nel suo genere, che consolida ulteriormente i tradizionali rapporti tra l’Ateneo e la cooperazione di credito», spiega il professor Enrico Berbenni, titolare della Cattedra cui afferiscono due insegnamenti: “Storia economica”, attinente alla laurea triennale di Economia dei mercati e degli intermediari finanziari, e “Storia della banca e della cooperazione di credito”, attivo nella magistrale della stessa Facoltà.

In un certo senso, aggiunge il docente che da tempo si occupa di questo ambito di studi, «è il riconoscimento dell’impegno e dell’interesse con cui questa Università guarda da anni al mondo della cooperazione, come dimostrato dalla presenza di un Centro di ricerca sul Credito Cooperativo», con cui la Cattedra lavorerà in stretto collegamento, proprio per essere un «aggregatore di energie» indirizzate a una comprensione scientificamente solida di una tipologia di banca da molti considerata un modello da seguire e da applicare.

Già, perché le banche di credito cooperativo (Bcc) giocano sempre più un ruolo decisivo nel sistema bancario italiano. Di qui la necessità di capire il successo e la prosperità che hanno portato a parlare di un vero e proprio fenomeno finanziario.

«Le banche locali espressione delle comunità, infatti, continuano a rappresentare una realtà importante per i territori, più di quanto non lo siano altre tipologie di banche. Nonostante il comune convincimento che la globalizzazione possa avere indebolito la dimensione locale, l’evidenza dimostra esattamente l’opposto.

La banca del territorio sopravvive, e anzi prospera, sebbene all’interno di un sistema caratterizzato da una tendenza alla concentrazione bancaria. In questo contesto, le Bcc rappresentano una componente originale dell’industria bancaria italiana.

Un modello su cui si sono concentrati molti studiosi e che ha svolto storicamente un ruolo rilevante nell’intermediazione del risparmio e nel finanziamento delle imprese di minori dimensioni». Ecco perché, osserva il professor Berbenni, «la Cattedra, la prima di questo tipo in Italia, si presenta come un’ottima opportunità di valorizzazione dell’esperienza cooperativa, antica nelle sue radici, ma sempre attuale e vitale per il sistema bancario».

Diverse le tematiche affrontate nei percorsi di insegnamento. «Il perimetro di attività sarà “flessibile”, nel senso che saranno i problemi posti dall’evoluzione storica e attuale del mondo bancario a orientare l’analisi e a porre le grandi domande di ricerca cui si cercherà di fornire risposta.

Ciò detto, ritengo che il tema identitario racchiuda in sé tutte le altre questioni.

Esso è particolarmente avvertito come elemento centrale per veicolare a tutti i livelli il forte carattere di originalità del modello cooperativo. Ciò ha evidentemente risvolti in ambiti diversi ma tra loro complementari, abbracciando questioni di carattere storico, giuridico, economico e sociologico».

La Cattedra finanziata si colloca nell’ambito di alcune iniziative promosse credito cooperativo dalla Facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative dell’Università Cattolica: dalla nascita di un Centro di ricerca (appunto il CRCC) che si occupa di valorizzare, sempre in una prospettiva multidisciplinare, il carattere tecnico-identitario della cooperazione di credito mutualistica, all’avvio nel 2020 di un Corso su economia e diritto delle banche mutualistiche, fino alla ideazione della Collana di libri “Credito cooperativo. Innovazione, identità, tradizione”, pubblicata dalla casa editrice dell’Ateneo Vita e Pensiero.

«Si tratta di un insieme sinergico di attività di formazione, di ricerca e di divulgazione scientifica distintivo della tradizione degli studi bancari nel nostro Ateneo», precisa la preside della Facoltà Elena Beccalli. «Promuovere la biodiversità finanziaria porta con sé benefici in termini di sostegno all’economia reale, favorendo concorrenza nel settore e contribuendo alla stabilità del sistema, senza dimenticare le positive ricadute sul fronte dell’inclusione finanziaria, specie per le fasce di clientela più fragili».

Per Augusto dell’Erba, presidente di Federcasse, «l’istituzione della Cattedra finanziata e del suo insegnamento intitolato “Storia della banca e della cooperazione di credito” rappresenta un passaggio particolarmente significativo.

Produrrà effetti positivi sia in ambito accademico e scientifico, non solo nazionale, sia nelle conoscenze e nelle competenze di chi opera da amministratore o da professionista nel mondo bancario con finalità mutualistiche».

Anche per Alessandro Azzi, presidente della Federazione Lombarda delle BCC, la nuova Cattedra dedicata ad approfondire la storia delle imprese bancarie e delle banche cooperative è «un passaggio a suo modo storico».

E aggiunge: «Il sistema bancario è un’infrastruttura indispensabile nella vita contemporanea delle persone, delle imprese, delle istituzioni. Conoscerne la storia è indispensabile. L’investimento culturale, nella qualificazione delle conoscenze è la scelta strategica del Credito Cooperativo che sta assumendo varie forme nella Università Cattolica, grazie anche alla sensibilità e alla visione del rettore Franco Anelli e della preside Elena Beccalli».

 

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Redazione

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