• 04/12/2022

Turismo e cultura, Community based tourism e Fondazione Città Italia

 Turismo e cultura, Community based tourism e Fondazione Città Italia
Intervento di Alberto Improda
Presidente Fondazione CittàItalia

L’avvocato Alberto Improda è presidente della Fondazione per il patrimonio culturale delle Città dell’Italia (Fondazione CittàItalia), costituita il 30 giugno 2003 dall’Associazione Mecenate 90, da alcune Città d’arte e da Fondazioni di origine bancaria. Tra i numerosi interventi ricordiamo in Milano la riproduzione tattile dell’ ”Ultima Cena” di Leonardo Da Vinci, nel Refettorio del Convento domenicano di Santa Maria delle Grazie, appositamente studiato per visitatori non vedenti e ipo-vedenti. Ospitiamo un contributo di Improda sul CBT, Community based tourism

Il rapporto tra turismo e cultura è tanto attuale quanto controverso. Da un lato, infatti, è opinione diffusa che tra i due concetti corra un rapporto di forte interdipendenza. Dall’altro lato, però, le connessioni intercorrenti non sono state ancora oggetto di adeguata codificazione.
Basti pensare che per descrivere il Turismo Culturale, in mancanza di una definizione ufficiale, usualmente si ricorre alla generica formula adottata dal WTO World Tourism Organization: “Movimento di persone generato da interessi culturali”.
I ragionamenti su turismo e cultura potrebbero dunque prendere mille direzioni diverse.
Questo scritto si focalizza su una specifica forma di Turismo, particolarmente influenzata dai temi della Cultura: il Community Based Tourism (CBT).
Anche il CBT è privo di una definizione ufficiale, tanto più che il concetto viene spesso utilizzato in modo flessibile: pacifici, però, sono i suoi collegamenti con la dimensione della Cultura.
Il Thailand Community Based Tourism Institute, ad esempio, definisce il CBT come «il turismo che tiene in considerazione la sostenibilità ambientale, sociale e culturale».
Il WWF, d’altro canto, lo considera una forma di turismo «dove la comunità locale è protagonista del suo controllo sostanziale, del coinvolgimento, dello sviluppo e della gestione».
Community Empowerment Network, ente USA no profit, individua l’Identità quale principio cardine del CBT, nel senso di rispetto delle caratteristiche ambientali di un Territorio, rivitalizzazione delle sue attività produttive, valorizzazione delle tradizioni locali, ricerca delle specifiche pratiche culturali. Responsible Travel definisce il CBT: «una tipologia di turismo in cui i residenti locali (spesso appartenenti a realtà rurali, povere ed economicamente emarginate) invitano i turisti a divenire parte della loro comunità …».
Il CBT, in estrema sintesi, è una forma di Turismo che fa perno sulla Cultura e si caratterizza per un pieno ed operativo coinvolgimento delle Comunità locali.
Un tale concetto si sposa alla perfezione con la peculiare mission Fondazione Città Italia. L’ente che ho l’onore di presiedere, infatti, trova la propria cifra identificativa in un approccio alla Cultura caratterizzato da due principi fondamentali.
In primo luogo, una partecipazione della Comunità dal basso, con i Cittadini veri protagonisti nella gestione del patrimonio artistico e culturale.
In secondo luogo, un coinvolgimento della Comunità nella sua interezza, senza eccezioni e senza lasciare indietro nessuna categoria di Cittadini.
Al fine di esplicitare come questi concetti astratti si traducono in azioni concrete, prendiamo ad esempio due diverse vicende.
A fine 2017 la Fondazione organizzò una raccolta fondi, in collaborazione con Cultura Italiae e l’Italian American Museum di New York, per restaurare opere danneggiate dal terremoto in Umbria.
L’iniziativa si rivelò un successo e con l’ammontare delle donazioni si sarebbe potuto effettuare il restauro di un’opera di primaria importanza.
La nostra decisione fu però di segno diverso: effettuammo il restauro di dieci opere scarsamente conosciute e di relativo valore artistico, ma dall’alto significato identitario per altrettante piccole Comunità umbre.
In questi giorni è poi in programma a Verona una mostra promossa dall’Assessorato alla Cultura, Direzione Musei, intitolata “Caroto e le arti tra Mantegna e Veronese”, che si svolgerà dal 13 maggio al 2 ottobre 2022.
La società Civita, coproduttrice della mostra, al fine di agevolare i Cittadini diversamente abili, prevede nella sua proposta un’app con audioguida e testi sottoscritti.
Fondazione Città Italia fornisce un contributo al progetto, finalizzato a sviluppare tale app in modo da coinvolgere nell’iniziativa anche persone con disabilità uditive e non vedenti.
Turismo e Cultura, dunque, in chiave CBT, con un ruolo cruciale svolto dalle Comunità dei Territori, in modo pieno, effettivo e omnicomprensivo.

Per approfondimenti:
Fondazione CittàItalia

La riproduzione tattile dell’ ”Ultima Cena” di Leonardo Da Vinci nel Refettorio del Convento di Santa Maria delle Grazie

La Word Healt Organization stima in 253 milioni a livello mondiale le persone che soffrono di disabilità visiva, ciechi o ipovedenti. In Italia la proiezione è di 1,8/2 milioni. Tra le conseguenze della disabilità il non poter fruire dei grandi capolavori e di sentirseli solo “raccontare”. La fondazione Città Italia ha così promosso e realizzato, grazie a un’asta benefica, la realizzazione del modello dell’ ”Ultima Cena” di Leonardo, con la tecnica del bassorilievo prospettico. L’opera è stata realizzata dallo scultore Marco Marchesini e la progettazione è dello stesso Marchesini con Loretta Secchi, direttore del Museo Tattile «Anteros» dell’Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza di Bologna. L’ ”Ultima Cena” può essere esplorata tramite la sua consistenza 3D da bassorilievo che ne consente la lettura tattile, nel Refettorio di Santa Maria delle Grazie insieme al suo illustre originale.

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