• 30/11/2022

Drive, cosa davvero guida la nostra motivazione

 Drive, cosa davvero guida la nostra motivazione

Il best seller di Daniel Pink è di nuovo in libreria in italiano edito da Ayros

Da pochi è giorni disponibile nelle librerie e online Drive di Daniel Pink, autore che si occupa di impresa, lavoro e creatività, ha scritto 7 libri e per numerose testate, fra cui Wired, Harvard Business Review e il New York Times.

Drive è stato un best seller, pubblicato anche in Italia più di dieci anni fa, è diventato poi introvabile, ma Joshua Volpara con la sua casa editrice Ayros ha fortemente voluto ripubblicarlo poiché ancora oggi, più di allora, il libro offre la chiave fondamentale per comprendere lo spiazzante presente del mondo del lavoro.

L’Italia, terra di ineguagliato potenziale, purtroppo resta fanalino di coda nei paesi Ocse in due tipologie di indicatori: quelli della produttività aziendale e quelli del coinvolgimento delle persone sul lavoro.

Attingendo a oltre quarant’anni di ricerca, Drive mostra lucidamente il divario fra ciò che la scienza conosce da tempo e il principio che ancora governa organizzazioni di ogni genere, dalla famiglia all’impresa. Non sono le motivazioni estrinseche – le ricompense materiali, gli incentivi in denaro – a conferire unità e significato ai comportamenti delle persone, dunque a motivarle.

Daniel Pink dimostra in queste pagine che gli elementi che guidano la nostra motivazione consentendoci di agire con efficacia e soddisfazione sono l’autonomia – il profondo bisogno umano di imprimere una direzione alla propria esistenza –, la competenza – il saper fare le cose e saperle fare sempre meglio –, il proposito – uno schema più vasto in cui inscrivere le nostre azioni. Né il bastone né la carota possono motivare realmente le persone perché le reali motivazioni sono esclusivamente “intrinseche”. Ben documentato e brillante nello stile, Drive è però anche una lettura pratica, ricca di casi e consigli concreti per conoscere le sorgenti della propria e altrui motivazione.

Non a caso l’editore ha affidato la prefazione di questa preziosa versione italiana a Francesco Frugiuele, che è stato un manager e ha ricoperto la carica di ceo in alcune aziende internazionali. Sul campo ha imparato cosa non funziona più nell’approccio manageriale e, convinto che servisse qualcosa di diverso per le aziende italiane, ha fondato nel 2019 Kopernicana che ha lo scopo di aiutare gli enti e le imprese a gestire la complessità provocata dal cambiamento, supportando le persone all’interno delle organizzazioni nel trovare strumenti e soluzioni per affrontarlo.

La maggior parte della popolazione adulta oggi è stata formata all’idea che in un’organizzazione, azienda, scuola, associazione, le persone tendano a non assumersi responsabilità e a non fare il proprio lavoro se non sono motivate dai propri capi, dai professori, dai genitori o dai manager, con la promessa di premi, aumenti, inventivi di ogni genere o punizioni. Questa ipotesi è una profezia autoavverante: il fatto di impostare le cose così, fa sì che le cose funzionino così. Ma poi non funzionano bene, eppure le stesse persone si imbarcano in iniziative e progetti sorprendenti che non sembrano essere disposti a intraprendere sul lavoro. Perché? La risposta è in questo libro. Ognuno di noi ha bisogno di tre ingredienti fondamentali: uno scopo rilevante, autonomia di azione e padronanza del proprio agire”, scrive Francesco Frugiuele nella prefazione.

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