• 19/04/2024

Epifania, cinque tradizioni lombarde

 Epifania, cinque tradizioni lombarde

Canto della Stella

Dal capoluogo ai piccoli borghi montani, l’Epifania è una festa sentita e celebrata. Ecco cinque tradizioni per salutare le festività in Lombardia

A Milano, il 6 gennaio, è in programma il corteo dei Re Magi: oltre cento figuranti in costume storico formano una suggestiva processione dal Duomo di Milano alla basilica di Sant’Eustorgio.

Il corteo storico dei Re Magi a Milano è una tradizione che si rinnova dal 1960 e che affonda le sue radici nel 1336. Secondo il culto popolare, i Magi tornarono a Gerusalemme dopo la crocifissione di Cristo e vi morirono martiri.

I loro corpi sarebbero poi stati trasferiti da sant’Elena, madre di Costantino, a Costantinopoli, in Santa Sofia. Eustorgio, recatosi a Costantinopoli prima di insediarsi vescovo a Milano, avrebbe poi avuto in dono le reliquie dall’imperatore Costante. Le sacre spoglie sarebbero state trasportate in città in un sarcofago trainato da due buoi che, giunti alle porte di Milano, sarebbero crollati esausti. In questo luogo Eustorgio avrebbe quindi deciso di fondare una basilica e di deporre i corpi dei tre re in un’arca marmorea.

Durante il saccheggio di Milano da parte di Federico Barbarossa, nel 1164, i fedeli, per paura che le sacre reliquie venissero profanate, le nascosero nella vicina chiesa di San Giorgio in Palazzo, entro le mura cittadine. Il Barbarossa, scoperto l’inganno, si impossessò dei corpi dei Magi e li fece trasportare a Colonia, dove tuttora si trovano, custoditi in un prezioso reliquiario. In Sant’Eustorgio rimase invece il grande sarcofago sul cui coperchio sono scolpite una stella e la scritta settecentesca “Sepulcrum trium Magorum”.

Nei secoli successivi i milanesi tentarono invano di ottenere la restituzione delle reliquie. Solo nel 1903, grazie all’intervento del cardinal Ferrari, alcuni frammenti dei sacri resti tornarono nella basilica di Sant’Eustorgio. Tuttora le reliquie sono conservate in una teca sopra l’altare dei Magi, nel transetto destro della basilica e vengono esposte durante la Messa delle ore 17.00. La stella a otto punte sulla torre campanaria della basilica di Sant’Eustorgio richiama proprio la cometa che ha guidato i tre re alla grotta di Betlemme.

Il programma del corteo è così strutturato. Alle ore 11.15, i tre Re Magi e tutto il corteo si ritrovano in piazza Duomo per la solenne benedizione. Alle 11.30 ha inizio la processione, che passa da via Torino, dalla Basilica di San Lorenzo, per rievocare l’incontro dei Magi con Erode e la sua scorta e da corso di Porta Ticinese. Intorno alle 12.45, sul sagrato della basilica è allestito un palco con i personaggi della Sacra Famiglia, a cui i Magi portano i doni.

Sempre la mattina del 6 gennaio si svolge a Milano la Befana Benefica del Motociclista, un grande motoraduno nato nel 1968 ad opera del Moto Club Ticinese “Raul Mondini”. A partecipare sono numerosi moto club italiani, che sfilano per le vie di Milano con lo scopo di portare doni ai bambini ospiti di alcuni istituti ospedalieri. Il tradizionale corteo di volontari su due ruote parte alle ore 10.00, con in testa una gigantesca Befana, da piazza Kennedy angolo viale De Gasperi e raggiunge i piccoli ospiti dell’Istituto Don Orione e della Sacra Famiglia di Cesano Boscone, ai quali vengono consegnate le tradizionali calze piene di dolciumi.

In alta Valtellina e nella vicina Valposchiavo, in Svizzera, si ripete ogni anno l’antica tradizione del ‘Gabinàt’, nata in Baviera: qui, alla Vigilia di Natale, a Capodanno e durante l’Epifania i ragazzi più poveri cantavano motivi sacri davanti alle abitazioni dei più abbienti per ricevere regali. 

La parola sembra derivare dal tedesco Gaben Nacht (notte dei doni) ed è un’esclamazione che si lanciava a quanti si aveva occasione di incontrare per la via o nelle case, cercando sempre di non lasciarsi prevenire.

Tutti gli abitanti dei paesi erano in competizione tra loro, sfidando chiunque a esclamare per primo l’espressione ‘Gabinàt’. Chi perdeva doveva quindi pagar pegno al vincitore, ma c’era tempo fino al 17 gennaio, giorno dedicato a Sant’Antonio ed inizio ufficiale del Carnevale, per “regolarizzarsi” saldando il debito.

La tradizione è portata avanti ancora oggi dai bambini, che alle 15 del 5 gennaio escono vanno di casa in casa o entrano nei negozi, salutando tutti coloro che incontrano con l’espressione augurale di ‘Gabinàt!’: il primo tra i due che riesce a pronunciare la parola ha diritto di ricevere un dono, generalmente dolci o frutta secca.

A Sondalo,  porta di accesso al comprensorio di Bormio, il 5 gennaio a partire dalle 14.15, è in programma il Gabinàt Sondalin: musica, spettacoli e una divertente “caccia al dono” per il paese, dove i bambini dovranno affrontare simpatici giochi e sfide per vincere il loro gabinat, da mettere nella calza.

Nel territorio bresciano, in particolare in Valle Sabbia e nell’Alto Garda, dal sedicesimo secolo l’Epifania è celebrata attraverso il Canto della Stella: si tratta di un rito basato su canti di questua a soggetto religioso, eseguiti nella notte dell’Epifania, o nei giorni immediatamente antecedenti, da gruppi di cantori itineranti muniti di una stella che simboleggia il viaggio dei Re Magi.

Il Canto della Stella è valorizzato dal suo festival, “La Dodicesima Notte”: organizzato dall’Associazione Culturale Choros, il festival organizza ogni anno diverse serate che animano la provincia di Brescia con lo scopo di proseguire l’impegno di valorizzazione della tradizione in un’ottica innovativa e rivitalizzante attraverso alcuni appuntamenti natalizi che si svolgono nelle chiese e nelle piazze delle comunità in cui il Canto della Stella è tutt’oggi vivo.

Come in gran parte delle regioni italiane del Nord-Est, anche in Lombardia e in particolare nel mantovano, il giorno dell’Epifania è il giorno del burièl, il caratteristico falò composto da un’alta pila di legname, sfalci e fascine di legna, con in cima la “Vecia”, un pupazzo che rappresenta la Befana.

Si tratta di una festa di antichissime origini pagane, dai significati rituali propiziatori e purificatori, che si celebra bruciando “la vecchia”, simbolo dell’anno appena trascorso e dell’oscurità invernale che inizia a cedere il passo alla luce dell’imminente primavera. Il nome “buriel” trae origine dal latino “comburere”, da cui l’italiano comburante, qualcosa che brucia.

Si segnala che a Revere di Borgo Mantovano, sabato 6 gennaio questo rito sarà celebrato con una grande festa. A questo link il programma dettagliato.

 

Lombardia Economy-Epifania, cinque tradizioni lombarde
Corteo dei Re Magi da Piazza Duomo a Sant’Eustorgio – Foto Claudio Furlan – LaPresse

 

 

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Giulia Baglini

Giornalista specializzata sui temi dell’innovazione e della sostenibilità

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