• 25/02/2024

Federalberghi, la situazione lombarda

 Federalberghi, la situazione lombarda

Naro Maurizio

Federalberghi è la principale organizzazione imprenditoriale del settore turistico-ricettivo in Italia. Per una panoramica sulla situazione lombarda, abbiamo chiesto al presidente Maurizio Naro

Intervista a Maurizio Naro

presidente Federalberghi Milano, Lodi, Monza e Brianza

L’ associazione rappresenta le istanze e gli interessi degli albergatori nei confronti delle istituzioni e delle organizzazioni politiche, economiche e sindacali. In tutta Italia, aderiscono più di 27mila alberghi su un totale di circa 33mila, attraverso 127 associazioni territoriali.

Buongiorno presidente, la vostra associazione rappresenta l’ospitalità lombarda, come sono distribuite e come si differenziano per eleganza, camere e servizi le strutture dei vostri associati nelle provincie lombarde, ciascuna con caratteristiche economiche, turistiche ed ambientali specifiche?

«Le strutture dei nostri associati sono accomunate dalla propensione all’accoglienza e all’offerta personalizzata ai turisti, ogni imprenditore ha poi personalizzato gli interni con il design che più corrispondeva al suo stile.

Nella nostra regione sono presenti 2.602 hotel, 21.573 case vacanza e 10.006 strutture extra alberghiere suddivise poi per provincia. Sono numeri consistenti che offrono oltre al servizio dell’ospitalità anche importanti prospettive occupazionali per il futuro.

Secondo i dati dell’osservatorio del turismo delle camere di commercio, nel IV trimestre del 2021 erano impiegati nella filiera turistica 442.506 lavoratori in Lombardia, che rappresentavano il 18,1 per cento della forza lavoro nazionale nella ristorazione, il 20,4 per cento delle attività di viaggio e noleggio e il 13,1 per cento delle attività ricreative. Sono numeri che rappresentano persone, storie e famiglie davvero consistenti che, come associazione, vogliamo continuare a far crescere nell’interesse del bene comune che si espande in tutta la società quando si presidia il territorio con attività che creano ricchezza, favorendo il decoro urbano e contribuendo a promuovere l’immagine dell’Italia nel mondo».

I vostri associati hanno dedicato spazi fisici, librerie o aree lettura, e spazi digitali con link ai siti di promozione territoriale nei loro alberghi?

«Da sempre sono stati presenti negli hotel opuscoli e informazioni per le principali attrazioni locali. Diversi hotel sono anche strutturati con un servizio di concierge che, appunto, aiutano ed indirizzano i nostri clienti alla scoperta del territorio circostante.

Qualcuno, soprattutto gli hotel di lusso e i boutique hotels, ha integrato queste informazioni con libri e riviste di viaggio per sollecitare l’immaginazione dei propri ospiti. Ma adesso, grazie anche all’innovazione tecnologica, è stata sviluppata una piattaforma che da un lato permette di collegare in modo semplice, immediato e diffuso ogni singola tipologia di offerta turistica che un territorio può offrire e, dall’altro, rende accessibile la vastità e varietà di queste esperienze tramite applicazioni di digital concierge, che assistono e seguono il turista anche dopo che è “uscito” dalla hall dell’hotel.

Questi sistemi digitali permettono fra l’altro anche la creazione di esperienze o tour altamente personalizzati in funzione dei gusti e/o preferenze del cliente. Non ci dobbiamo dimenticare la funzione centrale che l’hotel ha nei confronti dei turisti nel presentare e indirizzare le innumerevoli proposte che una qualsiasi destinazione ha da offrire. Attraverso lo sviluppo di questa piattaforma, noi intendiamo rafforzare e allargare tale ruolo di destination ambassador che l’hotel, essendo radicato nel territorio, ha da sempre avuto».

Quali interventi avete promosso per traghettare le strutture ricettive all’interno del mega trend della sostenibilità e dei criteri ESG?

«Il turismo congressuale e, soprattutto, l’appuntamento con le Olimpiadi Milano Cortina 2026 stanno accelerando il processo per la sostenibilità in senso ESG delle strutture alberghiere lombarde.

Questo è un processo che, soprattutto sul tema energetico, le aziende avevano intrapreso già da diverso tempo con la sostituzione degli impianti e macchinari meno efficienti. Ora a questo aspetto si sta affiancando anche quello della sostenibilità e della governance sulla spinta delle richieste, sempre più ampie, che gli organizzatori dei grandi eventi richiedono alle destinazioni in gara per accogliere l’evento stesso.

L’anno scorso, la stessa DMO di Milano ha intrapreso il confronto con le principali destinazioni turistiche mondiali aderendo al programma GDS Index, che misura il grado di sostenibilità delle destinazioni attraverso l’analisi di parametri oggettivi e misurabili nel tempo dell’intera filiera. Alcuni bandi recenti sono stati aperti proprio per favorire questo virtuoso percorso. Noi come Federalberghi Lombardia siamo in prima linea nell’aiutare e supportare la Fondazione Milano Cortina proprio per la definizione di una specifica “etichetta di certificazione” energetica che le strutture alberghiere potranno ottenere in vista dei prossimi giochi olimpici».

C’è una fattiva collaborazione con la filiera turistica provinciale e i singoli comuni per creare un ecosistema di attrazione a 360° nei territori? Che criterio è stato impostato per renderlo produttivo e vantaggioso?

«Negli ultimi anni anche la Lombardia ha compreso l’importanza del settore turistico nell’economia regionale e comunale. Questo ha portato ad un più ampio dialogo e orizzonte collaborativo sui temi dell’accoglienza turistica.

Il coinvolgimento sempre maggiore dei professionisti dell’ospitalità ha consentito scelte e decisioni più corrette nelle strategie di comunicazione e, soprattutto, di sostentamento degli investimenti aziendali al fine di migliore sempre più concretamente la qualità complessiva dell’offerta. Inoltre, stiamo attivamente collaborando con gli altri attori della catena del valore del turismo proprio per rendere più sinergica ed efficace l’offerta turistica: mi riferisco, per esempio, alle guide turistiche, agli operatori di viaggi organizzati, alla ristorazione, ai musei e a tutto il settore enogastronomico».

Quali sono le richieste dei vostri associati e quali le iniziative che avete realizzato in ambito di digitalizzazione e promozione della vostra filiera?

«Gli imprenditori lombardi chiedono alle istituzioni di supportarli in questo percorso di continuo miglioramento delle strutture. L’ingresso di nuovi competitor e la presenza – la più alta in Italia – delle catene internazionali fanno alzare continuamente l’asticella della qualità, sia strutturale che di servizi offerti, costringendo tutti a importanti investimenti.

Questi non sono facili da avviare dopo il periodo della pandemia in quanto, oltre alle difficoltà finanziarie ereditate dal 2020, si sommano l’aumento dei tassi, la difficoltà ad accedere ai finanziamenti e, non ultimo, la difficoltà di trovare fornitori che garantiscano tempi e costi di realizzazione. In ambito digitale, si cercano strumenti sempre più potenti ed affidabili per prevedere gli andamenti del mercato per perseguire il migliore risultato reddituale possibile, base necessaria per elaborare nuovi progetti aziendali».

Per concludere, le vorrei chiedere una previsione sulle presenze che vi aspettate in questa stagione estiva e qual è la suddivisione delle presenze tra le differenti nazionalità.

«Il 2023 sta evidenziando numeri superiori al periodo pre-pandemico. Milano ha registrato nuovi record di arrivi e destinazioni. Il lago di Como ha un boom di prenotazioni che fa prevedere un tutto esaurito fino a settembre. Grazie al cambio favorevole, gli americani sono tornati in massa e la fine delle limitazioni ai viaggi dei turisti cinesi consente di guardare con fiducia ai prossimi mesi».

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Andrea Pisani

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