• 19/04/2024

Fili Pari, la rivoluzione che non ti aspetti

 Fili Pari, la rivoluzione che non ti aspetti

Alice Zantedeschi, Francesca Pievani, Fili Pari – Foto Gian Mattia D’Alberto / LaPresse

Fili Pari, azienda nel bergamasco che realizza tessuti con polvere di marmo. È la prima al mondo a unire industria tessile e della pietra

«È il momento di scegliere il modo in cui vogliamo vivere» sembra essere il payoff di quella che Francesca Pievani e Alice Zantedeschi, Founders di Fili Pari, definiscono la “nostra rivoluzione”, che consiste essenzialmente nell’innovare il mondo del tessile coniugando sostenibilità e made in Italy.

Partiamo dall’idea (non banale) di utilizzare come materia prima alla base di ogni tessuto la polvere di marmo. La lavorazione del marmo crea una grande quantità di scarti, l’upcycling del marmo (termine inglese che significa riuso del marmo, riciclo creativo del marmo) denota certamente attenzione nei confronti dell’ambiente, oggi è di tendenza, ma dieci anni fa non lo era.

Chiediamo ad Alice di dirci da cosa nasce una tale pioneristica ispirazione. 

«Nasce da lontano. Da un progetto di tesi – quello mio e di Francesca – presentato al Politecnico di Milano, che aveva come tema quello di connettere il tessuto con il territorio. I nostri territori di provenienza, Bergamo dove c’è il marmo nero – l’unico marmo nero ancora disponibile in Italia – e Verona, dove possiamo ritrovare il marmo rosso.

La connessione del marmo col tessuto fino a quel momento (siamo nel 2013 ndr) era presente semplicemente come ispirazione estetica, la riproduzione ad esempio nei tessuti della venatura del marmo. Nessuna delle due ha parenti o intratteneva relazioni nel settore lapideo; quindi, abbiamo dovuto conoscere il distretto da zero».

Qual è il valore aggiunto che la polvere di marmo conferisce al tessuto?

«Non si tratta solo di conferire ai tessuti colori completamente naturali, ma anche requisiti tecnici e performanti che soddisfino certi standard». Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, infatti, il marmo conferisce ai tessuti morbidezza e leggerezza secondo una tecnologia brevettata da Fili Pari.

«Nel 2014 abbiamo brevettato MARM\MORE® una spalmatura su tessuto realizzata con polvere di marmo per il mercato tessile – spiega Alice –, un’alternativa più sostenibile in quanto va a riutilizzare un prodotto che è un derivato di lavorazione a cui noi restituiamo una nuova vita, quindi un nuovo impiego, altrimenti finirebbe in discarica; che non utilizza fluoro, eliminando i rischi ad esso associati, né solventi.

Marmor è la parola latina che indica il marmo, un’eccellenza del nostro territorio, More invece, indica il valore aggiunto che lo stesso materiale conferisce al tessuto (impermeabile, antivento, resistente all’abrasione) nonché una nuova visione del marmo stesso, che da pesante e statico diventa leggero e indossabile».

Nel 2020 Fili Pari nasce come start up all’interno di PoliHub, l’incubatore del Politecnico di Milano. Oggi è una società benefit, innovativa e fashion-tech fondata da due donne e cento per cento al femminile, che si pone l’obiettivo di portare l’innovazione al servizio del mondo tessile.

Nel 2023 Fili Pari introduce nella filiera, oltre al marmo anche i minerali e altro materiale lapideo. Arriva un nuovo brevetto MINERALDYE: un processo di tintura su filati a basso impatto idrico che utilizza la polvere del marmo e di minerali come pigmenti naturali.

«MINERALDYE utilizza da uno a 20 litri per ogni singolo chilo di filato rispetto ai classici metodi di tintura che arrivano a consumare fino a 150 litri. Inoltre, si tratta di un processo che conferisce ai tessuti una maggiore resistenza alla luce rispetto ai tradizionali pigmenti a base vegetale».

Perché la sostenibilità è un percorso, come ci racconta bene Alice, che agisce su tutto il processo produttivo: dal recupero della materia prima (fornendo soluzioni alternative ai processi di smaltimento e trasformando i sottoprodotti in nuove opportunità nel rispetto dell’ambiente) alla realizzazione di prodotti destinati a durare nel tempo.

«Il nostro obiettivo è quello di contribuire alla realizzazione di una moda più lenta – spiega Alice – aumentando il ciclo di vita dei prodotti».

In controtendenza rispetto alla filosofia dell’effimero e dell’obsolescenza programmata insomma.

«Lavoriamo in un’ottica di economia circolare – puntualizza Alice – abbiamo creato una filiera da zero cercando di ottimizzare tutti i processi, per creare meno rifiuti possibili. Abbiamo scelto di lavorare con aziende italiane di eccellenza per promuovere il made in Italy, oltre ai distretti di Bergamo e Verona, anche quello di Carrara, e utilizziamo i derivati di lavorazione (come il marmo) non solo trasformandoli in materia prima, ma anche gli esuberi di tessuto derivati dal taglio, dandogli nuova vita in piccoli accessori».

Non solo abbigliamento: Fili Pari negli ultimi mesi ha aperto anche al mondo dell’arredamento e dell’automotive la commercializzazione dei materiali e delle tecnologie MARM\MORE® e MINERALDYE.

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Maria Salerno

Giornalista - maria.salerno@toscanaeconomy.it

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