• 29/06/2022

Fondazione Cariplo, con la cultura si mangia. E ci si nutre

 Fondazione Cariplo, con la cultura si mangia. E ci si nutre

Armeno-Novara, la Casa dei Padri

Intervento di Dario Bolis
Direttore della Comunicazione di Fondazione Cariplo

Turismo e cultura sono un binomio inscindibile. La Fondazione Cariplo è uno dei principali attori che sostengono progetti culturali e innovazione. Facciamo il punto con Dario Bolis, direttore della Comunicazione di Fondazione Cariplo

Qualcuno ha detto che nel 2016 Mantova è diventata capitale della Cultura anche perché in quegli anni erano stati sviluppati grandi progetti di valorizzazione culturale del territorio. Come a dire che la candidatura e il prestigioso titolo era il frutto di una programmazione che partiva da lontano. In parte condivisa e sostenuta da Fondazione Cariplo. Bergamo e Brescia sono stati insigniti del prestigioso riconoscimento e stanno lavorando insieme per mettere a punto una serie di iniziative che facciano perno sulla cultura, per la ripartenza postpandemia.

La cultura può essere un volano economico per il territorio? Può dare lavoro? Con la cultura si mangia? Si mangia e ci si nutre. Purché si stia al passo coi tempi, con le modalità di fruizione di oggi e si colgano le opportunità che il nostro immenso patrimonio culturale, storico, artistico e architettonico mette a disposizione.

Sono concetti che si ritrovano alla base dell’attività di Fondazione Cariplo, che da sempre sostiene progetti in ambito culturale, specialmente quelli con forte tasso di innovazione.

Basti pensare che dal 1991, da quando cioè ha cominciato la propria attività, Fondazione Cariplo è impegnata nel sostenere e nel promuovere progetti per il bene comune e, con la sua azione filantropica, ha consentito la realizzazione 35mila iniziative di organizzazioni non profit, con un impegno di oltre 3 miliardi e mezzo di euro di euro. Si avete capito giusto. In 30 anni, 3,5 miliardi di euro, in quella che una tempo veniva chiamata beneficenza, e oggi è filantropia professionale ed organizzata.

In ambito culturale, dal 1991, la fondazione ha concorso a realizzare più di 13mila e settecento progetti, per oltre 1 miliardo 200 milioni di euro, per i territori della Lombardia, di Novara e del Verbano – Cusio-Ossola, a conferma dell’importanza attribuita all’investimento in cultura, puntando sulla qualità, l’innovazione e la partecipazione, con l’idea che ciò rappresenti un fattore strategico di sviluppo non solo economico ma anche e soprattutto sociale per le comunità locali.

Sondrio, il castello di Masegra
Sondrio, il castello di Masegra

Su cosa si è concentrata l’azione dell’ente lombardo? «Sulla valorizzazione del patrimonio culturale e lo sviluppo locale, puntando il parallelo sul rafforzamento e capacity building delle istituzioni culturali. Come dire: per giocare la Champions League della cultura bisogna allenarsi bene, occorre che chi si ne occupa – le organizzazioni non profit, le istituzioni etc…- siano forti e in salute» Perché le risorse che arrivano sul territorio siano ben utilizzate, occorre che chi le riceve sia pronto a «scendere in campo per giocare partite importanti, per generare quella che viene chiamata una nuova partecipazione culturale (cioè, portare chi di solito non si nutre di cultura, quanto meno ad assaggiarla); per dare un contributo alla coesione sociale, perché si sa che dove c’è un tessuto culturalmente più solido è più facile che anche la comunità sia più coesa, soprattutto in momenti difficili come questi; e per promuovere innovazione culturale e l’impresa giovanile», dice ancora Bolis.

«Sono tanti, ma tanti i giovani che vorrebbero trasformare la cultura nel loro lavoro, ed è una notizia bellissima, ma il rischio è che questo sogno rimanga nel cassetto e relegato poi ad hobby, per chi suona, fa teatro o ha passione per qualche genere artistico».

La tutela del territorio
La tutela del territorio

Qualche highlight di questa storia di tre decenni? Sul fronte del sostegno al patrimonio culturale, interventi di conservazione e valorizzazione su oltre mille beni. Attenzione per la buona gestione del patrimonio storico e architettonico. Oltre quattrocento organizzazioni culturali nonprofit sono state “irrobustite di competenza” con progetti di capacity building, anche miglioramento organizzativo e gestionale. E poi i giovani: per avvicinarli alla cultura bisogna offrire loro occasioni: Progetto LAIV ha realizzato laboratori artistici nelle scuole superiori: tra il 2006 e il 2021 sono stati 35mila gli studenti coinvolti, 260 le scuole 1.300 i docenti.

Manifestazioni culturali
Manifestazioni culturali

Per festeggiare la ricorrenza del trentesimo compleanno, che in realtà cadeva il 16 dicembre 2021 (ma che è stata rinviata perché in quel momento la curva dei contagi era ancora troppo alta), la fondazione, guarda un po’, ha deciso di andare sul territorio, incontrare tante persone, nella realizzazione di un percorso di ascolto condiviso. Lo hanno chiamato LOOKING4 – un tour tra Lombardia e Piemonte, ambito di intervento privilegiato della fondazione Atlante, partecipativo dei bisogni e delle risorse delle comunità di domani. A giugno, quattro giornate piene, a Novara, a Como, a Brescia e a Pavia, più l’evento conclusivo a Milano, a luglio.

A Brescia, il 22 giugno, è in programma una giornata di lavoro sul tema: SE LA CULTURA VIENE DA TE. Testimonianze di chi i progetti le ha realizzati, e tavoli di lavoro e confronto. Si parlerà anche di educazione, riscatto sociale per le persone, rigenerazione delle comunità e dei territori, accessibilità ai servizi (il tema del digitale), bellezza e cura dei luoghi e delle persone convinti che la cultura sia un enzima potente per far accadere le cose, a tutte le età.

«L’obiettivo che sta alla base è portare la cultura nelle periferie, e verso quelle categorie di persone che non hanno possibilità di fruirne, o non vogliono fruirne, perché ritengono di non essere interessati».

Perché questa tappa proprio a Brescia? «Come luogo simbolo su cui la fondazione incardinerà un’azione speciale”. Fondazione Cariplo e le Fondazioni di comunità locali di Bergamo e Brescia stanno infatti lavorando ad un programma speciale a sostegno della Capitale della Cultura 2023.

Nello specifico, le tre Fondazioni intendono dare un boost alle attività già previste dagli accordi con il Ministero della Cultura, con progetti diffusi e di qualità, in grado di favorire concretamente la partecipazione dei cittadini, con una particolare attenzione alle fasce di popolazione con minori opportunità di fruizione culturale; agli abitanti delle aree del territorio più marginali e geograficamente più distanti dai due comuni capoluogo.

Come dire: l’opportunità del 2023 deve poter essere per tutti e arrivare a tutti.

Per questo i progetti dovranno prevedere azioni in almeno uno degli ambiti tematici su cui è articolata la Capitale della Cultura 2023: La cultura come cura, La città natura, La città dei tesori nascosti, La città che inventa.

Con le risorse delle due fondazioni locali – Fondazione della Comunità Bergamasca e della Comunità Bresciana equamente suddivise, la disponibilità complessiva per l’iniziativa avviata è di 3,5 mln di euro.

L’iniziativa “Capitale italiana della cultura” è in piena coerenza con la programmazione di Cariplo in campo artistico e culturale finalizzate a sostenere “la valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale come modello di sviluppo sostenibile dei territori e delle comunità, basato sulla progettazione integrata e in grado di coniugare la crescita economica e sociale con l’equilibrio ambientale».

Giovanni Fosti, presidente di Fondazione Cariplo
Giovanni Fosti, presidente di Fondazione Cariplo

«“Bergamo e Brescia Capitale della Cultura 2023” rappresenta un momento privilegiato per rafforzare la capacità del territorio di fare sistema e investire su un ambito che per il nostro Paese costituisce un asset strategico, a livello economico e sociale. In questa occasione Fondazione Cariplo, insieme alle Fondazioni Comunitarie di Bergamo e Brescia, ha voluto sostenere soprattutto quelle iniziative che permettono di andare verso le persone e ampliare l’offerta e la partecipazione culturale a chi solitamente ha meno occasioni di accesso alla cultura. Davanti alle grandi trasformazioni e ai divari che si stanno acuendo nella nostra società, è sempre più importante favorire occasioni di cultura condivisa per costruire un significato che avvicini le persone e le faccia sentire parte di una stessa comunità» ha commentato Giovanni Fosti, presidente di Fondazione Cariplo, in occasione della presentazione del programma.

Mantova Capitale della Cultura 2016
Mantova Capitale della Cultura 2016

A dire il vero, tutta la Lombardia è stata infrastrutturata con importanti interventi di sviluppo del territorio a partire dalla cultura. In principio furono i distretti culturali, un’espressione un po’ tecnica per indicare quei luoghi o quelle zone che si caratterizzano per una storia locale con un forte legame con l’arte, la cultura e la tradizione. La sfida era dimostrare che si poteva partire dalla cultura per produrre indotto economico. E il turismo ne avrebbe certamente beneficiato.

Dieci anni di sperimentazione del progetto Distretti Culturali, condotto da Fondazione Cariplo con la Regione Lombardia, le istituzioni e le organizzazioni territoriali, stanno ancora producendo effetti, quasi per inerzia. Quasi. Ma tutto era stato studiato a tavolino.

Un’esperienza unica nel suo genere in Italia: sei aree selezionate – Valtellina, Val Camonica, Oltrepò Mantovano, Regge dei Gonzaga, Monza e Brianza, Provincia di Cremona, a cui si aggiungere il progetto pilota dell’Isola Comacina –, uno stanziamento di 20 milioni di euro da parte di Fondazione Cariplo.

Nato nel 2005, il progetto ‘Distretti culturali’ ha visto in totale la realizzazione di 123 progetti realizzati con il coinvolgimento di oltre 100 tra enti pubblici e privati e 3.300 imprese. Una bella spinta. Le sei aree scelte sono «zone ad altissima intensità di patrimonio artistico e culturale, senza tralasciare le tradizioni artigiane e contadine». È il caso della Valtellina, scelta per le tecniche di terrazzamento dei vigneti, per le quali recentemente è stata chiesta anche l’inclusione nel patrimonio mondiale dell’Unesco.

Corna Imagina-Bergamo, la bibliosteria Caberizzi
Corna Imagina-Bergamo, la bibliosteria Caberizzi

E oggi? Oggi la fondazione continua su questa strada, ma ha aggiunto altre diramazioni. Come ad esempio, le iniziative per far appassionare le persone alla lettura, soprattutto i bimbi, con progetti anche all’asilo nido.

Il futuro della cultura passa (anche) da lì, tra il cambio di un pannolino e la pappa. Per crescere sani e robusti, bisogna mettere la cultura in cima alla piramide alimentare.

 

Per approfondimenti:
www.fondazionecariplo.it

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