• 04/12/2022

Formazione e servizi per l’area metropolitana: il lavoro al centro

 Formazione e servizi per l’area metropolitana: il lavoro al centro

Maurizio Del Conte, presidente AFOL Metropolitana

AFOL Metropolitana è un’azienda speciale consortile partecipata dalla Città Metropolitana di Milano e da 71 Comuni, compreso il capoluogo, che offre servizi di formazione professionale, orientamento e lavoro, costruiti sulle esigenze dei cittadini e delle imprese del territorio milanese

Il nuovo Consiglio d’amministrazione di AFOL si è insediato nel settembre 2019, a ridosso dello scatenarsi della pandemia. Come è cambiata l’Agenzia in questi due anni?

«Quando ci siamo insediati avevamo già le idee chiare su che cosa si dovesse fare per cambiare il modello esistente fino ad allora. AFOL aveva una importante presenza sia nella formazione professionale che nei servizi per il lavoro, ma mancava l’idea di unire queste due aree. Con la pandemia ci siamo trovati di fronte a una trasformazione radicale su come e dove produrre, e anche a una obsolescenza rapidissima delle competenze professionali. Era quindi fondamentale che l’Agenzia fosse in grado di accompagnare le persone fin dalla prima presa in carico, di tracciare immediatamente il profilo di competenze, per orientarle verso i percorsi formativi più efficaci a garantire le conoscenze richieste dalle imprese. È un lavoro che si può tarare soltanto sulla singola persona, che richiede professionisti con competenze e un programma ben preciso da sviluppare attorno a ogni singolo utente. Per questo abbiamo riorganizzato tutta la struttura della nostra Agenzia.
Il secondo obiettivo è stato diventare credibili in termini di efficacia sia per gli utenti finali che per le imprese, per le quali abbiamo sviluppato un’attività di preselezione dei candidati, che ci ha permesso di migliorare notevolmente la nostra capacità di attrarre e fidelizzare il tessuto imprenditoriale. Ci siamo rivolti in particolar modo alle PMI, in genere meno strutturate delle grandi imprese che si rivolgono a noi per reclutamenti numerosi. Abbiamo anche creato i “manager territoriali” che visitano le diverse zone dell’Area metropolitana, comune per comune, per far conoscere i servizi di AFOL alle istituzioni e alle imprese».

Il centro di formazione professionale Achille Grandi di Sesto San Giovanni
Il centro di formazione professionale Achille Grandi di Sesto San Giovanni

Entrando nello specifico dell’agrifood, quali servizi sviluppa AFOL per il settore?

«L’Area metropolitana di Milano esprime un potenziale agricolo molto forte e strutturato. Nei primi mesi del 2020, in piena pandemia, ci siamo resi conto di come il settore fosse uno dei pochi a tirare ancora moltissimo, anzi incrementava i volumi. Di conseguenza, c’era un problema di reperibilità di professionalità, che abbiamo affrontato stringendo una collaborazione con Coldiretti per farci segnalare quali fossero i profili più utili verso cui canalizzare le persone, riducendo al massimo i tempi di disoccupazione, anche in una fase di crisi e di richiesta fuori dall’ordinario. Abbiamo così aperto i nostri servizi al settore agricolo, raccordandolo in filiera con la ristorazione, per sviluppare sinergie anche con i nostri centri di formazione.
In particolare a Sesto San Giovanni e Pieve Emanuele, sviluppiamo formazione per il Diritto Dovere di Istruzione e Formazione. Si tratta di ragazzi che perlopiù hanno sperimentato l’esperienza dell’abbandono scolastico, che magari erano stati male orientati verso un percorso di studi che non era coerente con le loro aspirazioni, con i loro talenti, e che, grazie a un percorso che consente alla teoria di trovare immediato sviluppo nella pratica, riescono ad essere più motivati e coinvolti. AFOL di fatto ricopre una funzione sociale importante nel recuperare all’inclusione sociale, al lavoro una quota di giovani che altrimenti rischierebbero di perdersi. Invito sempre chi ci osserva a fare una visita ai nostri centri e magari a fare un passaggio al ristorante dove i ragazzi sono al lavoro, in cucina e in sala.
Recentemente abbiamo anche ampliato la nostra offerta alla alta formazione post-diploma, aggiudicandoci un bando di Regione Lombardia per la creazione di un ITS sulla cultura del territorio, del turismo e del food. Una nuova opportunità che ci porta a spingere verso una filiera sempre più di qualità, non competitiva sul costo del lavoro ma sul valore aggiunto, che è l’obiettivo che noi ci poniamo sempre».

Afolmet Job Radio
Afolmet Job Radio

In quali attività avete innovato maggiormente?

«Avendo l’ambizione di formare i lavoratori a un nuovo mercato del lavoro sempre più digitale, non potevamo affidarci solo a strumenti e canali tradizionali per fornire servizi e comunicare, così abbiamo deciso di realizzare la App MyAFOLMET e Afolmet Job Radio.
La App ci ha consentito di sburocratizzare moltissimo l’attività dei nostri operatori. Oggi rilasciamo attraverso MyAFOLMET oltre il 70% dei certificati che normalmente venivano richiesti in presenza. In questo modo guadagna tempo il cittadino, ma soprattutto i nostri operatori, che possono occuparsi di attività a maggior valore aggiunto. La App ha avuto un successo insperato, siamo arrivati a 27.000 utenti attivi in meno di un anno, frutto sostanzialmente del passaparola, perché quando uno strumento funziona le persone lo utilizzano.
La Job Radio invece è un nuovo modo di comunicare. Uno dei problemi dei servizi per l’impiego è che non si conoscono, non si sa che cosa offrono, si pensa che siano qualcosa di vecchio, superato. Così abbiamo pensato di intercettare proprio quella platea, soprattutto di giovani, che segue i podcast e di portarla, con un linguaggio adatto, a conoscere un mondo che è la frontiera, il futuro. Siamo assolutamente convinti che tutto questo faccia parte di un’opera di trasformazione culturale di approccio verso il lavoro».

La schermata della App MyAFOLMET vista su cellulare
La App MyAFOLMET

 

Per approfondimenti:
www.afolmet.it

Simona Pagliari

Giornalista - simona.pagliari@lombardiaeconomy.it

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