• 03/12/2022

Gli Strumenti della Contabilità Industriale

 Gli Strumenti della Contabilità Industriale

In precedenti articoli si è avuto modo di lambire il processo di contabilità industriale, fino a coglierne l’essenza. Ci siamo avvicinati parlando di costi, diretti ed indiretti. Abbiamo focalizzato la sua utilità sfatando l’apparente difficoltà di approccio. Sono maturi i tempi per inquadrare le possibili modalità della sua attivazione.

Di modalità, invero, ce ne sono molte e tutte, dico proprio tutte, hanno due qualità simili: possono essere tremendamente efficaci o del tutto inutili. L’ago della bilancia tra i due ambiti, non vicinissimi tra di loro, è mosso dalla volontà dell’imprenditore.

Partiamo da quello apparentemente più semplice: un sistema gestionale in grado di integrare contabilità generale e contabilità industriale in modo assolutamente automatico.

Sistemi simili sono più facilmente applicabili in realtà aziendali strutturate e con dimensioni importanti. E’ necessaria un’analisi preventiva che intoni al meglio i vari moduli del processo. Per questo vanno dedicate importanti risorse per coniugare il know how del service provider con quello dell’azienda committente. Si giunge alla definizione di un’adeguata soluzione, dopo aver dedicato energie e tempistiche corrispondenti.  Quanto appena esposto lascia presagire un elemento che non è assolutamente trascurabile, in primis dall’imprenditore: il costo di attivazione e gestione del processo. Proprio così, perché all’attivazione dovrà conseguire la gestione corrente del processo, con la individuazione e messa a disposizione di “vestali” in grado di governare, e non far spegnere, il sacro fuoco della contabilità industriale.

Il trade off che delinea il livello di fatturato, e dimensione dell’azienda, in grado di ammortizzare i relativi costi di attivazione e gestione del suddetto processo schizza in alto, lasciando apparentemente l’amaro in bocca alle imprese meno strutturate.

Queste ultime, pertanto, sono destinate ad essere tagliate fuori dalla contabilità industriale? Sono costrette a vagare “cieche” nei meandri di un mercato che non rinuncia mai ad essere ingeneroso, specie con chi non ha il greep del proprio business? Cosa poter fare per non scoraggiare l’imprenditore che, magari, avrebbe intenzione di cavalcare le praterie della contabilità industriale?

Le soluzioni potrebbero essere molte ma interpolabili tra questi due macro ambiti:

  • Possibilità di lavorare su uno spin off di un sistema gestionale integrato ed automatico, come sopra evidenziato;
  • Individuare metodologie più customizzate, utilizzando strumenti già a disposizione dell’azienda, in primis la contabilità generale, armonizzati con sapienza artigianale.

Riguardo alla prima soluzione si può richiedere al service provider di individuare esclusivamente i moduli dell’intera applicazione strettamente necessari che possano rispondere ai requisiti di utilità, efficacia e costi accettabili. In questo caso, a fronte di un’importante analisi iniziale che definisca cosa e quanto serve in chiave minimale, si potrebbe contare sulla snellezza del processo tale da non richiedere una gestione corrente al di sopra delle possibilità dell’azienda. Non è un percorso semplice e la sua definizione postula un affiatamento non comune tra azienda e service provider, specie nella fase di analisi.

Qualora non fosse possibile si può ricorrere alla seconda ipotesi di lavoro, utilizzando ciò che è già presente in azienda. Ricordiamo sempre che si produce una messe di informazioni spesso sottoutilizzate o, magari, adoperate per un solo scopo. Il dato, per sua natura, ha la possibilità di essere adoperato per più processi, all’infinito. Quanto più sarà utilizzato tanto più il suo costo si potrà distribuire, al punto da rendere economica la sua gestione. Facciamo insieme alcuni esempi pratici. Le aziende di vario tipo hanno comunque bisogno di focalizzare almeno tre elementi per la contabilità industriale:

  • il fatturato per singolo item (prodotto, linea di prodotto, cantiere, commessa, etc..);
  • l’assorbimento di costi delle risorse umane per item;
  • gli altri costi per item (acquisto, servizi, etc).

Si parte dal fatturato che, a dire il vero, rappresenta l’elemento più facilmente distribuibile sugli items. In ciò può soccorrere la fatturazione elettronica, il piano dei conti di contabilità generale che, appositamente strutturato, può suddividere il fatturato per classi, digitalizzando rapportini interni di lavoro e così via.

Con riguardo ai costi, in presenza di aziende di servizi, in cui quello del personale è di norma superiore rispetto agli altri, conviene partire da quest’ultimo. Per la determinazione del costo da applicare all’item, si potrà applicare uno standard basato sul tempo di assorbimento moltiplicato il costo orario, sempre standard. Per i tempi si potranno consultare i vari rapportini interni, magari “stanandoli” da chi si occupa di produzione. In altri casi i reports derivanti da gestione di badge interno o badges virtuali esterni con applicazioni GPS, in caso di cantieri distribuiti su territorio, possono fornire adeguate informazioni sui tempi di assorbimento.

Ottenuti detti tempi si moltiplicano per il costo orario standard che si può ottenere con varie modalità di calcolo.

Per le aziende di produzione è più opportuno partire dall’assorbimento di materie prime e servizi (lavorazioni esterne, etc..) perché hanno un peso maggiore rispetto al personale. Una fonte importante è il carico e scarico di magazzino.

In estrema sintesi: fatturazione elettronica, contabilità generale, un’adeguata costruzione del piano dei conti, rilevazione presenze del personale, rapportini interni, carichi e scarichi di magazzino. Sono queste le fonti dalle quali attingere per una contabilità industriale customizzata, magari non proprio perfetta ma sicuramente foriera di informazioni e propedeutica a generare, all’interno dell’azienda, la cultura necessaria. I processi che abbiamo visionato con alcuni imprenditori, e messi in pratica, stanno dando i risultati auspicati.

Sta di fatto che per attivare un sistema di contabilità industriale bisogna avere le idee ben chiare delle proprie dimensioni, di quanto si può spendere e di quali strumenti utilizzare. Questi ultimi sono molto importanti e, come abbiamo visto, vanno da quelli completamente automatici ad altri, comunque dignitosi, ma di altro spessore. Gli strumenti sono essenziali. Con questo mantra concludiamo scimmiottando una pubblicità del 2007 che vedeva George Clooney reclamizzare una nota casa di aperitivi, spumanti e simili:  No strumenti? No(n) parti!

Umberto Alunni

Giornalista

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