• 30/11/2022

Il nodo dell’energia: c’è una via d’uscita?

 Il nodo dell’energia: c’è una via d’uscita?

Chicco Testa, presidente di Legambiente

Intervista a Chicco Testa

Chicco Testa, 70 anni, è stato tra i fondatori e poi presidente di Legambiente. Deputato per sette anni prima con il PCI e poi con il PDS, è stato al vertice di numerose aziende del settore energetico (Enel, Sorgenia, attualmente è presidente di E.VA Energie Valsabbia). Dal 2018 è presidente di Fise AssoAmbiente. Giornalista, è autore di numerosi saggi tra i quali “Tornare al nucleare? L’Italia, l’energia, l’ambiente” (ed. Gli Struzzi, Einaudi) pubblicato nel 2008

Niente tornerà come prima ci siamo detti mentre si tentava di uscire a fatica dalla pandemia e si entrava nella disastrosa guerra della Russia all’Ucraina. L’energia è uno dei nodi cruciali. C’è una via di uscita?

«L’aumento dei prezzi dell’energia è probabilmente destinato a durare nel tempo. Non solo come conseguenza della guerra Russo Ucraina, ma per un deficit strutturale nel rapporto fra domanda ed offerta a causa degli scarsi investimenti fatti negli anni passati nell’upstream. Se il rallentamento dell’economia che è alle porte dovesse portarci verso scenari recessivi, potremmo assistere ad una riduzione dei prezzi. Magra consolazione vista la situazione economica in cui ciò avverrebbe. Dobbiamo quindi imparare a convivere per un periodo, non so quanto lungo, con un costo dell’energia più alto che sulle imprese italiane può avere effetti molto negativi in termini di costi e di competitività. Non è facile trovare vie d’uscita. Possiamo rifornirci di gas e petrolio da altri Paesi, ma ovviamente i costi sono più alti. Le rinnovabili possono dare una bella mano, ma dobbiamo sempre ricordarci che l’elettricità rappresenta solo poco più del 20% dei consumi energetici totali. Il resto è gas e petrolio. E anche più della metà dell’elettricità è fatta con gas e carbone. Già sarebbe un bel risultato se le rinnovabili ci aiutassero a ridurre questa parte».

 

copertina del libro "Tornare al nucleare? L'Italia, l'energia, l’ambiente” (ed. Gli Struzzi, Einaudi) pubblicato nel 2008
“Tornare al nucleare? L’Italia, l’energia, l’ambiente” (ed. Gli Struzzi, Einaudi) pubblicato nel 2008

Si parla affannosamente di creare alternative all’attuale dipendenza energetica dell’Italia dalla Russia. Abbiamo risorse nazionali importanti, ma non sfruttate per una certa demagogia ambientalista. Ma quali sono le opportunità realmente praticabili? E in quali tempi?

«Ovviamente non esistono soluzioni a breve. Mentre facciamo fronte all’emergenza dobbiamo saper impostare anche politiche di medio e lungo periodo se vogliamo avere soluzioni strutturali. Occorrerebbe, per esempio, riaprire seriamente la partita delle risorse di gas e petrolio che ci sono nei nostri mari, soprattutto in Adriatico. Tutti gli altri Paesi rivieraschi, a cominciare dalla Croazia che sta di fronte a noi, cercano di sfruttare queste risorse. Anche dal punto di vista ambientale l’impatto è molto minore rispetto a risorse trasportate da lunghe distanze».

Il dibattito sul nucleare è stato interrotto dopo il referendum. È il momento di riaprirlo?

«Proprio in questi giorni l’Agenzia Internazionale dell’Energia ha rilasciato un nuovo rapporto sull’energia nucleare. Per l’Agenzia è chiaro che senza un consistente aumento della produzione nucleare, un raddoppio entro il 2050, non sarà possibile raggiungere l’obiettivo della neutralità nelle emissioni climalteranti. In molti Paesi, prevalentemente in Asia, si stanno realizzando centrali nucleari in tempi relativamente brevi e con costi contenuti. Anche in Europa, Paesi come la Francia, l’Inghilterra, l’Olanda puntano anche sul nucleare nel loro mix energetico. Alle tradizionali ragioni sulla sicurezza energetica si aggiunge, oggi, la lotta contro il cambiamento climatico. L’energia nucleare è l’unica fonte capace di erogare energia “pulita” in modo continuativo e in grandi quantità. Dovremo riparlarne anche in Italia».

L’energia è uno dei nodi cruciali del momento

Simona Pagliari

Giornalista - simona.pagliari@lombardiaeconomy.it

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