• 04/12/2022

Imprese lombarde al primo posto in Italia per investimenti e formazione sul digitale

 Imprese lombarde al primo posto in Italia per investimenti e formazione sul digitale

A Milano Assintel e Confcommercio presentano i dati sulla digitalizzazione delle imprese e aprono tavolo di confronto con istituzioni

Il mercato Ict lombardo è il primo in Italia: le quasi 700.000 aziende lombarde hanno investito nel 2021 oltre 8 miliardi e 500 milioni di euro nella transizione digitale, che corrispondono al 25% dell’intero mercato nazionale. Ogni impresa lombarda investe in media 12.200 euro l’anno in Innovazione, il 36% in più rispetto alla media delle altre regioni.

Questi i nuovi dati regionali presentati a Milano insieme a Confcommercio Lombardia da Assintel, l’Associazione nazionale delle imprese Ict e digitali, che sono parte dell’osservatorio Assintel Report realizzato insieme alla società di ricerca indipendente IDC Italia, con la sponsorship di Confcommercio, Grenke e Intesa Sanpaolo.

Sul podio degli investimenti 2022, per oltre il 60% delle imprese della Lombardia vi sarà la creazione attraverso il digitale di nuovi modelli di relazione ed engagement con i clienti. Al secondo posto, quasi il 40% delle imprese svilupperà servizi a valore aggiunto sui prodotti venduti. Infine, al terzo posto la creazione di modelli di business improntati alla sostenibilità per un’impresa su tre. Segnali che le linee programmatiche del Pnrr – transizione digitale e sostenibilità – sono già state metabolizzate nelle strategie degli imprenditori lombardi.

Sul fronte delle competenze digitali, il 42% delle imprese lombarde afferma di avere un buon livello di cultura aziendale dell’innovazione, ma intende investire fortemente nella formazione di competenze digitali specialistiche dedicate ai professionisti della funzione It.

“La Lombardia è da sempre la capitale tecnologica d’Italia e proprio grazie a questa storicità ha inglobato nel suo DNA il binomio innovazione – crescita. Il sistema delle associazioni e delle istituzioni è in grado di fare sistema, coordinarsi attraverso bandi, progetti e politiche ad hoc che incentivano la transizione digitale in tutte le filiere, fino ad arrivare alle imprese più piccole. Ed è proprio questo uno dei principali valori aggiunti che diamo come Assintel alimentando un ecosistema dell’innovazione nel quale uno degli obiettivi più importanti è quello di mettere a terra in modo concreto le risorse a beneficio della crescita di tutto il territorio” – così commenta Paola Generali, presidente Assintel

 “Mai come in questi ultimi anni ci si sta rendendo conto di quanto sia importante fare sistema, collaborare, co-investire, mettere a fattor comune le conoscenze e le esperienze, fare partnership. Il ruolo delle Associazioni in questo senso è cruciale, soprattutto quando si parla di innovazione tecnologica e di trasformazione digitale, così come la collaborazione fra pubblico e privato è un’opportunità che dobbiamo imparare e cogliere e gestire. Il “digital consumer” è prima ancora un “digital citizen” e se siamo d’accordo che, per rispondere alle sue esigenze ed aspettative, dobbiamo creare sinergia fra istituzioni, enti, associazioni, università e imprese private, oltre che incrementare le competenze digitali in ogni ambito, allora potremo continuare ad essere leader nell’innovazione tecnologica per competere e vincere a livello globale, insieme”. Layla Pavone, coordinatrice board per l’innovazione tecnologica e la trasformazione digitale del Comune di Milano.

“La digitalizzazione è diventata ancora più essenziale durante questi due anni di pandemia, permettendo alle imprese di sviluppare modelli innovativi di vendita e di promozione – commenta il vicepresidente vicario di Confcommercio Lombardia Carlo Massoletti Da una crisi nasce così l’opportunità di una tecnologia più orizzontale, accessibile a più imprese e non più appannaggio di pochi player strutturati. L’utilizzo della rete, elemento fondamentale per il terziario, anche in ottica di internazionalizzazione, di matching e organizzazione di fiere virtuali, non è da considerarsi in antitesi alla vendita fisica, bensì un elemento di completamento per lo sviluppo di un modello di business al passo con i tempi”.

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