• 19/04/2024

Innovazione inizia con generazione di idee

 Innovazione inizia con generazione di idee

Massimo Canducci al Festival Informatici Senza Frontiere

Massimo Canducci, Cio Gruppo Engineering e docente di Innovation Management e Consultancy and Soft Skills ci parla di innovazione, IA e lavoro

«L’innovazione non è una scintilla, è un processo». Così descrive l’innovazione Massimo Canducci, uno dei più grandi esperti in Italia di innovazione e trasformazione digitale.

Chief Innovation Officer del Gruppo Engineering dove guida un team di oltre 300 innovatori, membro del Forbes Technology Council, fa parte dell’Advisory Group Standardization for Emerging Technologies and Innovations, che indirizza le scelte strategiche di ISO a livello mondiale sulle tecnologie emergenti e l’innovazione. Infine, è professore all’Executive Mba Ticinensis, insegna Innovation Management all’Università di Torino e Consultancy and Soft Skills al Mibe dell’Università di Pavia.

Massimo Canducci, cos’è l’innovazione?

«Nelle aziende, spesso, si ha la convinzione che innovare significhi semplicemente avere una buona idea. Ma questa percezione non è vera. La vera differenza sta nel passare da un’idea iniziale a qualcosa di concreto che abbia valore. L’innovazione è un processo che inizia con la generazione di idee e richiede un considerevole lavoro prima di produrre qualcosa di significativo.

È come avere un’intuizione musicale e poi trasformarla in un brano che vende milioni di copie. L’innovazione va oltre il semplice valore economico, è un processo che dovrebbe migliorare il mondo, portando impatti positivi in termini di sostenibilità economica, sociale e ambientale».

Dal 1990 si occupa professionalmente di IT e innovazione. Come è cambiato il mondo e l’approccio all’innovazione in questi 30 anni?

«Il cambiamento del mondo è stato innescato principalmente dalla crescente disponibilità di tecnologia. Dai primi calcolatori che si sono evoluti in personal computer fino agli attuali smartphone e dispositivi personali, la tecnologia è diventata ubiqua, influenzando notevolmente la vita sia dei professionisti dell’informatica sia degli utenti finali.

Questa vasta disponibilità tecnologica ha avuto un impatto significativo, permettendo la realizzazione di soluzioni innovative. Un esempio tangibile di questo impatto è rappresentato dall’intelligenza artificiale, oggi accessibile in varie forme e sfaccettature. Sebbene il concetto di IA sia emerso negli anni ‘50, solo recentemente grazie alla disponibilità di tecnologie avanzate siamo riusciti a mettere insieme i pezzi e a tradurre le idee in soluzioni concrete.

Nonostante le radici storiche, l’IA è diventata pienamente accessibile solo grazie agli sviluppi tecnologici degli ultimi decenni. Il cambiamento non è avvenuto in una sola direzione, poiché la tecnologia è stata utilizzata in molteplici contesti. In alcuni casi, è stata impiegata con l’intenzione di apportare benefici positivi alla popolazione, mentre in altri è stata sfruttata per fini economici e speculativi da parte delle aziende che dominano il settore tecnologico a livello globale».

Qual è stata la novità più dirompente di questi ultimi anni?

«In questo momento storico, l’espansione dell’intelligenza artificiale nella vita di tutti i giorni. L’uso diffuso di strumenti come chatbot per le informazioni o la generazione automatica di testi e immagini ha reso la tecnologia accessibile a un vasto pubblico, evidenziando un notevole progresso. Allo stesso tempo, non possiamo trascurare altri importanti avanzamenti tecnologici, come la disponibilità di reti sempre più performanti e l’attesa per dispositivi come gli smart glasses.

Questi cambiamenti stanno davvero ridefinendo il nostro modo di vivere e lavorare, aprendo prospettive entusiasmanti per il futuro. Qualcuno sostiene che entro dieci anni smetteremo di comprare smartphone perché avremo tutto all’interno degli smart glasses».

Il pericolo numero uno dell’intelligenza artificiale è la cancellazione dei posti di lavoro. Ma davvero “ruberà” il lavoro? Quali sono i rischi e i vantaggi?

«Il tema della perdita dei posti di lavoro a causa dell’intelligenza artificiale riflette una preoccupazione storica legata a ogni nuova tecnologia. Sebbene l’automazione abbia ridotto alcuni ruoli, ha anche generato nuove opportunità, anche se spesso con requisiti e competenze diverse. Un esempio è Lloyd che licenziò seimila dipendenti e successivamente ne assunse ottomila di differente tipologia. La tecnologia, compresa l’IA, porta cambiamenti nel lavoro, ma anche opportunità che richiedono adattabilità e formazione continua».

Quale sarà il futuro delle nuove tecnologie?

«Il futuro delle nuove tecnologie, conosciute come “tecnologie esponenziali”, si prospetta con impatti significativi nella vita quotidiana, influenzando il lavoro, la salute e le relazioni sociali. L’avvento di strumenti come gli smart glasses cambierà il mondo in cui viviamo. La sfida sarà massimizzare gli impatti positivi e minimizzare gli effetti negativi, garantendo una gestione responsabile di queste innovazioni».

Nella sua vita personale lei è padre e marito, ma ha anche tante passioni: è fotografo, runner, chitarrista e costruisce chitarre elettriche. Quanto influisce la tecnologia nella sua vita?

«La tecnologia è una componente fondamentale nella mia vita personale e nelle mie passioni: senza la vasta base di conoscenze disponibile in internet non avrei mai imparato a costruire una chitarra elettrica».

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Simona Savoldi

Giornalista e addetta stampa

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