• 04/12/2022

Intesa San Paolo al Salone del mobile 2022: “Sostenibilità fondamentale per la crescita”

 Intesa San Paolo al Salone del mobile 2022: “Sostenibilità fondamentale per la crescita”

Investire in sostenibilità conviene ed è necessario per la crescita del settore mobile: a confermarlo è un’analisi di Intesa Sanpaolo

La ricerca è stata presentata al Salone del Mobile Milano 2022 (di cui l’istituto bancario è partner istituzionale), in occasione dell’incontro “Sostenibilità e circolarità nel sistema casa”, presso l’Arena dello spazio Design with Nature.

Lo studio, presentato da Stefania Trenti (responsabile Industry Research Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo), evidenzia come le imprese del mobile più sensibili al tema della sostenibilità, identificate dall’ottenimento di certificazioni ambientali, nel periodo 2008-19, abbiano creato occupazione (+10,2%) e ottenuto risultati migliori rispetto a quelle senza certificazioni, sia per crescita del fatturato (+20,7% in mediana vs -6,9%) sia per redditività (nello stesso periodo EBIDTA margin +0,6% vs -0,7% per le altre).

Per il sistema casa un plafond di 1,5 miliardi di euro

“Le imprese riconoscono che essere green conviene, non solo per un più agile accesso al credito, ma soprattutto per accelerare progetti virtuosi di sostenibilità sociale oltre che ambientale. Questo genera impatti positivi sulla diffusione di nuovi valori culturali oltre che economici, legati al recupero e riutilizzo delle materie, alla gestione efficiente degli scarti, alla circolarità dei cicli”, afferma Anna Roscio, Executive Director Sales&Marketing Imprese Intesa Sanpaolo.

“La relazione pluriennale con il Salone del Mobile ci offre un osservatorio importante su questo mondo: per il Sistema Casa abbiamo messo a disposizione un plafond di 1,5 miliardi di euro (su 88 miliardi previsti dal Piano di Impresa 2022-2025 per favorire la transizione ecologica, l’economia green e circolare), oltre a strumenti premianti che valorizzano gli obiettivi ESG delle imprese e abbiamo già erogato oltre 4 miliardi in S-Loan e circular economy a favore delle PMI italiane”.

Lo scenario per il settore del mobile: sfide e opportunità di crescita

La ricerca evidenzia come il mobile sia uno dei settori più rappresentativi del Made in Italy nel mondo. Proprio grazie all’export nel 2021 aveva ottenuto ottimi risultati, con un balzo dell’8,3% rispetto ai livelli 2019, raggiungendo i 10,8 miliardi di euro, grazie ai mercati Usa, Francia, Germania e Cina, contribuendo a generare un saldo di 8,3 miliardi di euro.

Le ottime performance all’estero si sono unite al buon dinamismo della domanda interna, in presenza di incentivi e di una maggiore attenzione all’ambiente domestico post-pandemia, portando il fatturato a superare ampiamente i livelli pre-Covid: +15,7% rispetto al 2019. Anche la partenza del 2022 è stata caratterizzata da un andamento positivo, che ha visto nel primo trimestre una crescita sia del fatturato +13,9%, sia delle esportazioni +20,7%.

A cambiare completamente lo scenario anche per le imprese del mobile, è stato lo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina. Prezzi dell’energia saliti ai massimi, esportazioni verso il mercato russo e ucraino del valore di 3,7% verso il 2% medio manifatturiero nel 2021 e soprattutto una domanda per durevoli penalizzata sia in Italia che negli altri paesi europei dall’incertezza e dalle bollette energetiche porteranno a una frenata del fatturato a prezzi costanti.

La crescita attesa dei prezzi consentirà tuttavia al settore di registrare un nuovo incremento nel fatturato a prezzi correnti (+13,1% in media d’anno). In assenza di una escalation del conflitto, il settore potrà riprendere buoni ritmi di sviluppo nei prossimi anni con una previsione di crescita del 2,7% medio annuo a prezzi correnti nell’orizzonte al 2026.

Per poter raggiungere questi risultati, il settore del mobile dovrà proseguire sulla strada del rafforzamento competitivo, accelerando sul fronte degli investimenti, in particolare negli ambiti della transizione green e digitalizzazione, processi e funzioni di vendita, R&S e formazione del capitale umano.

A premiare la crescita dell’industria del mobile saranno anche gli investimenti in economia circolare, che passeranno attraverso l’intensificazione degli sforzi sul fronte della gestione delle risorse idriche e dei rifiuti e dell’utilizzo di materie prime di riciclo all’interno dei processi produttivi. Politiche che già ora sono più diffuse tra le imprese del mobile rispetto alla media manifatturiera (il 32,7% delle imprese del mobile utilizza materie prime seconde contro il 25,4% del manifatturiero).

Anche le filiere di fornitura di prossimità, già tipiche della struttura del settore, potranno essere funzionali a un consolidamento degli obiettivi di sostenibilità dell’intera filiera. Le forniture ravvicinate potrebbero, tra l’altro, intensificarsi nei prossimi anni, come reazione alle difficoltà logistiche incontrate durante la fase più critica della pandemia.

Le iniziative di Intesa Sanpaolo per le imprese del “Sistema casa”

Intesa San Paolo rafforza quindi il suo supporto al settore del mobile, dell’arredo e del design italiano, cui ha già destinato, come spiegato poc’anzi, un plafond per erogazioni di credito pari a 1,5 miliardi di euro, a favore di investimenti volti a ridurre l’impatto ambientale delle imprese e a svilupparne le attività all’estero. L’iniziativa attiene alla più ampia collaborazione con il sistema Federlegno Arredo e con il Salone del mobile Milano e rientra in Motore Italia, il programma strategico di Intesa Sanpaolo avviato nel 2021 per sostenere le Pmi con nuovo credito e liquidità.

In tale ambito si inseriscono anche le recenti misure introdotte a favore delle imprese alla luce dell’aumento dei prezzi e dei rischi collegati alla volatilità delle materie prime, oltre alle nuove iniziative immediate per supportare le PMI energivore e quelle con fatturato derivante in larga parte dall’export.

Inoltre, per supportare le imprese che ambiscono a migliorare il profilo di sostenibilità e con l’obiettivo di affiancarle in un percorso di cambiamento strutturale, correlando le decisioni di natura economica ai loro impatti ambientali e sociali, Intesa Sanpaolo ha ideato una innovativa formula di finanziamento premiante ossia gli S-Loan legati alle tematiche ESG. Un esempio è l’S-Loan Climate Change, dedicato a PMI e mid-cap che intendono investire per contrastare gli effetti del cambiamento climatico e ridurre il proprio impatto ambientale attraverso progetti per una trasformazione sostenibile.

Complessivamente, dal lancio del finanziamento di tipo S-Loan nel 2020 e dall’istituzione del plafond per la circular economy nel 2019, Intesa Sanpaolo ha erogato alle PMI più di 4 miliardi di euro con oltre 1.500 operazioni concluse.

Nell’ambito del nuovo Piano di Impresa 2022-2025, il Gruppo destinerà 115 miliardi di euro alla comunità e alla transizione verde, riservando nuovo credito a green economy, economia circolare e alla transizione ecologica per 88 miliardi di euro, con forte attenzione alla transizione ecologica di aziende strutturate e delle piccole e medie imprese.

Da qui al 2026, inoltre, Intesa Sanpaolo programma erogazioni a medio lungo termine per oltre 410 miliardi di euro, di cui 120 destinati alle Pmi.

Beatrice Elerdini

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