• 25/02/2024

La case history di Cibek

 La case history di Cibek

Foto Marini

Innovazione e AI per ridurre costi e potenziare la stabilità dei processi produttivi: la case history di Cibek

La Cibek (link), azienda bresciana che opera nel settore della pressofusione dal 1968, da oltre 45 anni produce getti tecnici di pressofusione in alluminio ed è in grado di offrire un servizio completo che va dall’industrializzazione del particolare per pressofusione, alla progettazione e costruzione stampi fino alla realizzazione del getto pressofuso. È un esempio di impresa con uno sguardo sempre attento all’innovazione tecnologica. Nel corso dei decenni, ha acquisito diversi software che gli hanno consentito di lavorare in un ambiente di massima stabilità, di progettare in sicurezza e da ultimo con Becky, l’agente virtuale di Vedrai, ha ottenuto un considerevole risparmio economico sugli acquisti delle materie prime, grazie a un monitoraggio puntuale dell’andamento dei prezzi di mercato.

Marina Zani, attuale direttore di La Cibek, ha raccontato a Lombardia Economy l’evoluzione tecnologica della sua impresa.

Nata nel 1968 La Cibek è da sempre molto attenta all’evoluzione tecnologica. Quali sono le principali innovazioni adottate dalla vostra azienda?

 “Siamo un’azienda che opera nel settore della pressofusione, nello specifico si occupa della produzione di oggetti tecnici pressofusi in alluminio. Da sempre produciamo particolari di tipo tecnico complesso e siamo passati, come molte aziende del nostro settore, all’automazione delle presse, poi abbiamo inserito i robot e le trance in isola. Abbiamo sostanzialmente investito su un’innovazione di carattere organizzativo, per ridurre i tempi di attraversamento dei materiali”.

Di recente, la Cibek si è affacciata anche al mondo dell’Intelligenza Artificiale, adottando un agente virtuale, Becky, che supporta la strategia di approvvigionamento delle materie prime. Come effettua concretamente il monitoraggio?

“Becky è un’assistente virtuale dotata di un software intelligenza artificiale che consente di prevedere l’andamento dei mercati in modo più attendibile rispetto alle molteplici informazioni che una persona può raccogliere autonomamente, sia a livello di mercato, sia a livello di analisi tecnica dell’andamento dei grafici delle materie prime, per quanto ci riguarda, ad esempio, dell’alluminio. Io ho sempre seguito l’acquisto delle materie prime e già da tempo mi occupavo di analisi tecnica, cercando di capire le relazioni principali fra l’andamento dei prezzi dell’alluminio e l’andamento del dollaro, dei cambi e del petrolio. Spesso ho anche seguito le tendenze dell’Associazione Industriale bresciana. Quando ho scoperto l’esistenza di Becky, in maniera del tutto casuale all’interno del giornale dei giovani dell’Associazione Industriale, ho subito approfondito scoprendo che sostanzialmente era in grado di automatizzare le attività di monitoraggio di cui mi occupavo io. Noi siamo una realtà energivora come fonderia, pertanto riuscire a comprendere nel dettaglio l’andamento di questi mercati, alluminio e gas in particolare, ci consente di determinare strategie di approvvigionamento ottimali. Ho quindi contattato Vedrai, l’azienda creatrice di Becky, che mi illustrato le potenzialità del loro innovativo assistente virtuale. Ed ecco che Becky è entrata a far parte ufficialmente della nostra azienda”.

 

Lombardia Economy - Cibek
Marina Zani – Cibek

Qual è il range di previsione di Becky?

“Attualmente, sia per l’alluminio che per il gas, la prevedibilità è di breve periodo: dodici settimane. All’interno di questo range cronologico, ho la possibilità di scegliere il momento migliore in cui effettuare le coperture degli ordini ancora in pancia, perché riesco a sapere, in un modo abbastanza attendibile, quale sarà il momento nel quale il valore di mercato sarà più basso.

Certo, non è detto che Becky riesca a centrare il valore più basso al 100%, ma di certo è in grado di supportarmi con indicazioni ampiamente attendibili. Noi siamo partiti a luglio, pertanto sto ancora ottimizzando tutto il sistema di apprendimento dei vari dati, però i risultati che abbiamo avuto sinora sono stati ottimi. Sicuramente migliori di quanto avrei potuto fare io, in termini di previsioni di mercato. Il plus è che ha una parte di andamentale vero e proprio e una parte che traduce i rumors del mercato in valori numerici, pertanto è sia quantitativo che qualitativo e anche le informazioni qualitative vengono tradotte in numeri che offrono una certa prevedibilità all’interno degli andamenti. Posso dire che è un software valido che sinora ci ha fornito risultati buoni: due volte sue tre mi ha permesso di acquistare al prezzo minimo del mercato”.

È stato dunque un buon investimento?

“Va sottolineato che il costo del software e del suo mantenimento è importante, perché ovviamente maneggia big data che vengono continuamente aggiornati in tempo reale. Ciò nonostante ci dà maggiore tranquillità nell’affrontare quello che sarà il mercato, assicurandoci di individuare i momenti migliori in cui effettuare gli acquisti. Tutto ciò considerato, posso dire che è stato sicuramente un buon investimento. Basti considerare che, secondo le stime di Vedrai, chi adotta Becky può ottenere un risparmio di circa il 3% sugli acquisti, rispetto a quelle imprese che non lo utilizzano. Per quanto ci riguarda, possiamo dire che sinora la percentuale è stata anche maggiore.

È un software molto semplice, intuitivo, immediato. Io, ad esempio, lo utilizzo sempre dal cellulare: in qualsiasi momento mi venga un dubbio, posso subito andare a controllare se il mercato sta cambiando. Può inoltre essere interfacciato con proprio il gestionale”.

Ci sono altre innovazioni adottate dalla vostra azienda? Come funziona Formula Foundry?

“Faccio un piccolo passo indietro. Cinque anni fa abbiamo inserito un gestionale importante, che ci permette tuttora di raccogliere i dati direttamente dalle presse, in automatico, verificare se stampano, se ci sono fermi etc. Inoltre il gestionale è in grado di restituirci i dati di consumo dei forni, nonché dei consumi energetici dell’azienda.

Successivamente, con l’ingresso di mio figlio in azienda, lui ha iniziato a occuparsi del comparto tecnico con simulazioni di riempimento e programmazione dei robot. Purtroppo però, ci siamo accorti che non sempre queste simulazioni restituivano risultati ottimali, così ci siamo affidati a un nuovo software appena brevettato, Formula Foundry appunto, che permette di studiare l’idraulica dello stampo. Non solo, consente di posizionare una stampa ideale e di andare a leggere i dati reali della macchina, considerando le usure effettive della macchina stessa.

Formula Foundry ci ha restituito vantaggi in termini di tempi, perché nel momento in cui dobbiamo partire con uno stampo nuovo, possiamo farlo da subito in modo più preciso. Da ciò deriva anche una riduzione dei costi, perché possiamo mettere lo stampo giusto sulla macchina giusta, limitare i fermi e ottenere una costanza di rendimento molto più alta. È un processo che dunque parte più robusto e stabile”.

Avete quindi avuto un miglioramento anche della qualità in termini di precisione? Questo vi ha permesso di accedere anche a mercati esteri a cui prima non avevate accesso?

“In realtà lavoriamo sul mercato tedesco e svizzero da 25 anni, tuttavia questo software ci dà maggior tranquillità nell’affrontare dei progetti complessi e ci permette di osare di più, perché siamo consci di avere a disposizione strumenti validi che ci supporto nella progettazione, dandoci la possibilità di lavorare con un qualità stabile che è fondamentale in certi settori come il nostro”.

 

Lombardia Economy - Cibek

 

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Beatrice Elerdini

Giornalista, SEO Copywriter, Autrice tv e web e consulente di comunicazione

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