• 29/06/2022

La montagna prodotto di punta

 La montagna prodotto di punta

Monte Adamello Lago d’Avio

Il turismo in Lombardia è sicuramente ad ampio spettro e con un comun denominatore per tutte le sue province, quello di avere già importanti previsioni di crescita per la prossima stagione estiva. In particolare in montagna. Ecco le strategie dietro all’offerta del comparto

Un segnale forte quello che arriva dalla Regione Lombardia, in un programma ampio e che conta su un patrimonio montano che rappresenta il 40% dell’arco alpino, 112 valli, 110 cime oltre i 1000 metri, 7000 sentieri segnalati, oltre 4000 km di piste ciclabili, 24 parchi naturali e un’area lacustre che è la più ampia d’Europa (e comprensiva di 11 isole lacustri).

«C’è stato un aumento della consapevolezza dei lombardi del loro territorio e lo dimostrano i risultati che abbiamo – racconta Lucia Magoni, assessore regionale al turismo, marketing territoriale e moda – nel 2021 in Val Camonica e Valtellina si sono raggiunti numeri importanti che hanno raggiunto livelli pre-Covid. In alcune valli, poi, come la Val Seriana, ci sono stati flussi anche superiori al 2019».

Un segnale forte per destinazioni che sono a volte meno blasonate in ambito regionale ma che vengono percepite come sicure, proprio perché insolite e fuori dai grandi flussi turistici.

E a proposito di flussi, le stime danno una prospettiva di crescita già per l’estate. Le presenze turistiche attese per il 2022 saranno superiori del 30% rispetto al 2021, fanno sapere dall’assessorato, in particolare, da luglio a settembre è lecito aspettarsi un flusso di +8,7% di visitatori rispetto all’anno precedente.

Inaugura bene l’anno anche l’area montana del bergamasco e della Val Seriana e proietta tendenze in aumento grazie al turismo di prossimità, anche grazie a strategie in atto. «L’obiettivo nel 2022 – riporta Alessandra Ditocchi, communication manager di VisitBergamo – è quello di richiamare l’attenzione con una campagna di comunicazione semplice ma molto intensa, che verrà diffusa anche all’estero, per puntare su mercati come Germania, Spagna, Francia, riconquistando anche Regno Unito e intercettando quindi un turismo non solo italiano ma anche con questi mercati».

Una scelta che andrà a colmare i momenti che storicamente il turismo italiano non sfrutta, creando un’utile destagionalizzazione compatibile con l’offerta, già favorita finora (purtroppo) anche dai cambiamenti climatici e dalla siccità, fattori che allungano i periodi di soggiorno.

Largo agli eventi sportivi e outdoor che la regione offrirà e su cui si punta per scoprire la montagna d’estate. La Valtellina, parte del palcoscenico naturalistico che ospiterà le prossime Olimpiadi Milano-Cortina è anch’essa al centro di una felice tendenza. «Abbiamo numeri in crescita e confermo anche molte prenotazioni per l’estate» spiega Roberto Galli, presidente di Valtellina Turismo, ente che da poco ha anche presentato un nuovo logo per la promozione del territorio. Il focus è in primis sulle attività outdoor, ovviamente. «Il prodotto di punta su cui abbiamo investito è sicuramente il cicloturismo, un prodotto ideale per vivere la montagna» sottolinea Michele Bertolini, direttore del Consorzio Pontedilegno Tonale su un trend che gode anche della spinta del Giro d’Italia 2022 che farà tappa nella località di Salò-Aprica, di 200 km, tra le più interessanti e difficili dell’intera competizione.

La gamma poi si completa di esperienze e attenzioni sul patrimonio legato all’enogastronomia locale, l’arte e la cultura (a sostegno anche della candidatura di Brescia come Capitale a tema), i cammini e i sentieri di trekking, gli eventi musicali e le manifestazioni, tutti contestualizzati nel patrimonio montano lombardo. Anche le province di Como e di Lecco confermano il buon andamento del prodotto “lago” che, nell’arco alpino, s’inserisce con ottime sinergie di sviluppo, anche per il futuro.

«La contaminazione con le Alpi è unica e la sfida che stiamo cercando di realizzare è un’attenzione anche alle Prealpi, alla nostra Valsassina» ha detto Fabio Dadati, presidente di Lariofiere e albergatore del Comasco, intervenuto nella presentazione del progetto generale in Regione a rappresentanza anche del sistema turistico-promozionale del Lago di Como – un’area che, assieme allo specchio lariano, destinazione nota a livello internazionale, possa diventare meta di nuovi escursionisti e attrarre da tutto il mondo nuovi viaggiatori. «Inoltre, la riscoperta e lo sviluppo del prodotto montagna, in questi territori, risponderebbero anche ad un problema di over-tourism da non sottovalutare – ha detto Dadati – anche per preservare un valore turistico stesso del territorio».

Per approfondimenti:
scopri la proposta turistica sulla montagna lombarda

Antonella Tereo

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