• 25/10/2021

La percezione del cambiamento negli occhi dei decisori

Secondo la gran parte degli analisti e degli osservatori degli andamenti socioeconomici ci aspetta, nei prossimi mesi, un periodo di grande cambiamento. Nella società e nell’economia. In Italia, come in molti altri Paesi. Anzi, dato che spesso i fenomeni sociali anticipano le tendenze, il mutamento è forse già in atto.

Renato Mannheimer

L’attenuazione – speriamo definitiva – dell’epidemia Covid-19, il progredire – questo indubitabile – della campagna di vaccinazione e, specialmente, l’importante piano di investimenti messo a punto dal governo grazie all’arrivo degli ingenti fondi dalla Ue, sono fattori che contribuiscono a prevedere che possa giungere, finalmente, un periodo di crescita e, perché no, di innovazione. Al riguardo, le stime sull’incremento del Pil italiano nei prossimi trimestri sono assai ottimiste, ma circolano nelle sedi governative proiezioni di scenari ancora più positivi. 

Gli effetti sull’opinione pubblica in generale si sono già visti. Le analisi condotte in questo periodo ci mostrano una crescita della fiducia, in certi casi dell’ottimismo sul futuro e un corrispondente decremento degli atteggiamenti negativi che avevano caratterizzato gli italiani nell’ultimo anno. Certo, ci sono molti problemi ancora da risolvere, specie sul piano occupazionale e su quello delle fratture e delle distanze sociali, ma stavolta la luce in fondo al tunnel pare intravedersi davvero. 

Ma aldilà delle percezioni della popolazione – che pure sono assai importanti per stimolare e realizzare la ripresa dei consumi – acquistano, specie in questo periodo, grande rilievo anche le idee, gli atteggiamenti e le scelte degli opinion leader, dei decisori. Che, in particolare quelli impegnati nella direzione dell’economia, vale a dire professionisti, imprenditori, manager, dovranno dare attuazione concreta ai piani e ai progetti di sviluppo sin qui individuati. 

Sugli orientamenti di questi ultimi lo scenario è più approssimato. Alcuni, specie nel mondo della finanza, si sono espressi con grande ottimismo, mentre altri appaiono più prudenti. Ma, come si è detto, il quadro dei loro atteggiamenti non è completamente chiaro. Paradossalmente, a un’ampia disponibilità di analisi e ricerche sulle percezioni della popolazione, si contrappone una sostanziale carenza, almeno nel nostro Paese, di studi sugli opinion leader. Di cui si trova poca traccia nei media e anche nelle pubblicazioni scientifiche. 

Di fronte a questa carenza il nostro intendimento è quello di avviare un programma di rilevazioni scientifiche e accurate sugli orientamenti dei decisori, sia a livello nazionale sia, specialmente, a livello locale, in primis regionale. In fondo è proprio da questo pubblico di decisori che dipenderà l’attuazione concreta dei provvedimenti e delle scelte economiche che verranno intrapresi nei prossimi mesi. 

Dai decisori dipenderà l’attuazione concreta dei provvedimenti e delle scelte economiche che verranno intrapresi nei prossimi mesi

In che misura i decisori colgono e condividono la percezione del cambiamento? Come intendono trasformarla in scelte concrete nella loro specifica realtà? Il nostro studio risponderà a questi e altri quesiti e avverrà attraverso una serie di interviste approfondite, i cui risultati, adeguatamente elaborati, ci daranno un’idea precisa dei percorsi effettivamente intrapresi – o quantomeno auspicati – dalla classe dirigente del Paese e delle regioni. 

La ricerca verrà condotta da Eumetra, uno dei maggiori istituti di studi e analisi economiche e sociali operanti nel nostro Paese e i risultati verranno pubblicati in esclusiva su Italia Economy e sulle sue declinazioni regionali, anche rilevando le opinioni espresse dalla comunità dei lettori.


APPROFONDIMENTI

www.eumetramr.com

Renato Mannheimer