• 17/07/2024

La startup Diagnostica Medica Veloce

 La startup Diagnostica Medica Veloce

Sullo sfondo della profonda crisi del servizio sanitario nazionale, sono numerose le realtà sviluppatesi per rispondere ai bisogni delle persone, sempre più insoddisfatte delle modalità e dei tempi di accesso alla diagnostica e alle cure. È in questo contesto che nasce Diagnostica Medica Veloce, startup attualmente operativa su Roma e Milano, che in un tempo massimo di 24 ore, consente di effettuare diversi esami, tra cui holter cardiaco, un Ecg o una spirometria, tranquillamente entro le mura della propria casa, e ricevere il referto digitalmente in massimo 48 ore

Una realtà che unisce il fisico al digitale, senza mai dimenticare il lato umano, che si concretizza in un team di infermieri sempre a disposizione per recarsi al domicilio dei clienti.

Valerio Citrani founder e CEO, ha presentato il modello di business, in occasione della tappa lombarda di Talentis, il contest per Giovani Imprenditori ideato nel 2022 da Confindustria, che mira a promuovere idee imprenditoriali innovative favorendo l’incontro tra start up, investitori ed ecosistema produttivo. Con lui, abbiamo approfondito le potenzialità di Diagnostica Medica Veloce e un’interessante novità in arrivo.

Quando nasce Diagnostica Medica Veloce e in che termini innova il mondo della  sanità privata?

“La nostra idea nasce da un bisogno concreto e reale. Già nel 2019, Domenico e Monica, due dei 4 Founder di DMV, hanno assistito, nella loro farmacia, a un aumento della richiesta di esami diagnostici come ECG, spirometria o holter cardiaco. Inoltre era molto sentita l’esigenza di un servizio di diagnostica domiciliare, più prossimo e vicino ai bisogni di pazienti fragili o semplicemente di persone che non hanno molto tempo da dedicare a genitori anziani, e che spesso trascurano anche la propria di salute, spaventati dalle tempistiche che la sanità Italiana prospetta.

Io e Lia, più esperti nell’ambito marketing e business developing, abbiamo analizzato nel dettaglio questa esigenza a livello nazionale. È emerso qualcosa di molto interessante: non solo il bisogno di un servizio di diagnostica domiciliare è molto diffuso, ma è diventato una necessità. Il Sistema Sanitario Nazionale, purtroppo, è arrivato ormai al limite ed esami semplici come ECG o Spirometrie sono diventati di difficile gestione. Ciò ha comportato un’importante dilatazione dei tempi medi delle liste di attesa, che oggi possono arrivare anche fino a 6-7 mesi.

Ci siamo quindi resi conto che avremmo potuto fare qualcosa di molto utile, che risolvesse in maniera semplice un problema molto complesso. Così abbiamo creato DMV, una realtà che unisce il fisico al digitale: grazie alla nostra piattaforma online, siamo in grado di agevolare il paziente in tutti i processi, ovvero presa in carico dell’appuntamento, relativo pagamento, gestione dell’archiviazione e lettura dei referti medici.

Tutto questo, unito alla presenza di una nostra rete di infermieri, ci garantisce la possibilità di offrire un servizio di diagnostica domiciliare con appuntamenti praticamente immediato, in cui il paziente può scegliere in autonomia giorno e ora precisa in cui effettuare l’esame. Riusciamo inoltre, a garantire in 24/48 ore la refertazione, che può essere poi condivisa con il proprio medico in pochi semplici click”.

Lombardia Economy - La startup Diagnostica Medica Veloce

Quali vantaggi offre al cittadino che prima non c’erano? In cosa si differenzia dai competitor?

“Per noi il paziente è al centro di tutti i nostri processi, proprio per questo il nostro focus è quello di unire il fisico al digitale. Spesso si parla di quanto la sanità stia diventando sempre più digitale e tecnologica. Ma quanto di questa innovazione viene utilizzata tutti i giorni dalle persone? Quanto è veramente alla portata di tutti? Partendo da questo assunto noi ci siamo interrogati su cosa serve davvero alle persone e come rendere comuni bisogni, come quello di eseguire un esame diagnostico a domicilio, più veloci grazie anche alla tecnologia.

La piattaforma digitale DMV, che rappresenta uno dei nostri primi vantaggi competitivi, è studiata per semplificare al massimo ogni processo, con un UX design facile, per rendere l’esperienza accessibile e veloce anche per chi non ha grande dimestichezza con servizi digitali. Per noi il contatto umano rimane fondamentale. I nostri pazienti hanno sempre a disposizione un call center per supportarli nella prenotazione degli esami.

La cosa più importante però, è il rapporto che possono stringere con i nostri infermieri. Ci tengo a sottolineare questo aspetto perché è uno dei nostri punti distintivi. Ci siamo mossi in controtendenza: in un mondo in cui si spinge per esternalizzare alcuni processi, noi abbiamo scelto di creare una nostra rete di infermieri che possa garantire un’elevata qualità del servizio e una gestione più efficace degli appuntamenti, puntando su velocità e professionalità.

Uno dei risultati più soddisfacenti che abbiamo raccolto, si evince proprio nelle parole dei nostri pazienti. Sono moltissime le recensioni in cui ci viene riconosciuta l’elevata qualità del servizio, ma soprattutto del lavoro dei nostri infermieri, unito anche all’ottimo rapporto qualità prezzo, che quando si parla di sanità privata non è così scontato”.

La sanità italiana è stata per lungo tempo un modello di riferimento per il comparto a livello mondiale, oggi è in evidente difficoltà. Quali sono le ragioni a vostro avviso e come possono andare a integrare il pubblico modelli innovativi di business come il vostro?

“Crediamo che i problemi principali possano essere due:

–  Il poco utilizzo del digitale

–  La troppa centralità degli ospedali

Ad oggi le esigenze delle persone sono cambiate, dal momento che il digitale ha reso tutto più accessibile, tutti si sono abituati ad avere ogni cosa facilmente e velocemente, e la sanità non fa eccezione. Purtroppo però, il nostro Sistema Sanitario non è stato così veloce a digitalizzarsi e ad adottare processi interni mirati all’efficienza e alla gestione di un grandissimo quantitativo di richieste diverse e in continuo aumento.

Sappiamo tutti come l’Italia sia uno dei Paesi più longevi al mondo e con un’età media continuamente in aumento, ciò comporta un costante e progressivo incremento di richieste di cure e assistenza. Non bisogna poi dimenticare l’effetto Covid, che ha spinto le persone a prendere più consapevolezza della propria salute, portandole a incrementare le richieste di cure. Questi due fattori insieme hanno portato a un sovraccarico del sistema, che si è trovato impreparato.

Ad oggi servono nuovi livelli di controllo, più digitali, veloci e prossimi alle persone, che possano alleggerire il carico sulle strutture sanitarie, permettendo loro di concentrarsi solo sui casi complessi che non possono essere gestiti in altri modi. Realtà come la nostra possono aiutare il sistema sanitario a recuperare sul tempo perso riguardo alla digitalizzazione e a offrire servizi capaci di supportare la medicina territoriale, decentralizzando alcuni processi che mirino maggiormente alla prevenzione e permettano di fare da filtro portando agli ospedali solo i casi più complessi”.

Come sarà la sanità dei prossimi anni, secondo il vostro osservatorio professionale?

“Ci aspettiamo una sanità più decentralizzata in cui si riesca a sfruttare al 100% le potenzialità del digitale, semplificando i processi e rendendo più veloce e accessibile l’utilizzo di strumenti di prevenzione e cura della propria salute. C’è bisogno di una netta riorganizzazione e la definizione di nuove figure professionali in grado di supportare realmente i pazienti. La nostra idea è quella di ridare importanza alla professione dell’infermiere, mettendola al centro della sanità territoriale.

Ci immaginiamo un vero e proprio “infermiere di quartiere” che sia un punto di riferimento per la comunità e un alleato fondamentale per i medici. Una figura che grazie alla telemedicina e a device sempre più evoluti, possa portare facilmente a casa delle persone esami come ECG, Spirometrie o Holter, a cui affiancare servizi infermieristici fondamentali per certi tipi di pazienti. Noi ci stiamo impegnando a realizzare tutto questo, rendendo sempre più accessibili i nostri servizi digitali, senza dimenticare mai l’importanza del contatto umano”.

L’innovazione rende la sanità più inclusiva o esclusiva, in termini di modalità di accesso?

“Nella nostra visione, riteniamo possa diventare più inclusiva, in quanto l’innovazione tecnologica e digitale avvicina maggiormente le cure ai bisogni dei pazienti e può semplificare molti processi organizzativi/burocratici, liberando tempo ai professionisti sanitari che possono così concentrarsi maggiormente sul paziente. Rispetto ad altri settori però, è fondamentale non affidarsi solo esclusivamente alla tecnologia, c’è bisogno di un giusto connubio tra digitale e supporto umano. Parliamo di salute e di benessere delle persone, pertanto è fondamentale non scindere le due cose.

Questo è uno dei punti più importanti del nostro sviluppo: vogliamo mettere la tecnologia al servizio dei pazienti e dei professionisti sanitari, dando valore ai rapporti umani. Ogni nostro processo evolutivo parte da un bisogno reale e concreto che nasce dalle persone e solo successivamente viene ottimizzato grazie alla tecnologia, puntando sempre su praticità e facilità di utilizzo.

Siamo solo all’inizio di una rivoluzione digitale anche nel mondo della sanità, e si sa, all’inizio è tutto più difficile e lento, perché bisogna dapprima far percepire alle persone un reale vantaggio e poi sciogliere pian piano molti paradigmi ormai consolidati nel mondo sanitario”.

Grazie ad Intesa Sanpaolo siete stati inseriti del programma ELITE. Può spiegarci in cosa consiste e quali obiettivi vi consentirà di raggiungere?

“ELITE è il Programma di Borsa Italiana per la formazione e il tutoring delle imprese che vogliono intraprendere un percorso di sviluppo organizzativo e manageriale. Per noi rappresenta una grande opportunità ma anche un motivo di orgoglio, nonché un ottimo trampolino di lancio, che grazie al supporto di Intesa San Paolo, vogliamo sfruttare al meglio.

Il programma si sviluppa su due anni con sessioni di formazione, sia in presenza che online, sostenute da grandi professionisti o professori delle migliori università, come la Bocconi. L’obiettivo è quello di fornire alle start up competenze fondamentali alla loro crescita. Inoltre rappresenta un importante momento di networking e di confronto con alcune delle più promettenti start up del panorama italiano.

Questo percorso ci permetterà sicuramente di strutturarci meglio e prepararci in maniera più equilibrata e organizzata alla crescita che abbiamo pianificato. Ci aiuterà inoltre a consolidare i nostri punti forti e ad ampliare la nostra visione”.

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Beatrice Elerdini

Giornalista, SEO Copywriter, Autrice tv e web e consulente di comunicazione

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