• 25/10/2021

Da Monza a Dubai, la via del “food made in Italy”

 Da Monza a Dubai, la via del “food made in Italy”

la presidente di GSL Export e gli ambienti della sede di Dubai

Gsl Export compie trent’anni e porta l’agroalimentare tricolore nel Golfo

Nel trentennale della fondazione, GSL Export, consorzio senza scopo di lucro con sede nel cuore della Brianza, a Monza, lancia un nuovo ambizioso progetto: portare il meglio del food made in Italy nel mondo arabo.

Da sempre impegnata a supportare le aziende della piccola e media impresa metalmeccanica nello sviluppo del loro business nei mercati internazionali, GSL Export inaugura ora la divisione Food. Con una sede operativa a Dubai, l’obiettivo del progetto “La via dei sapori regionali” è far incontrare i migliori produttori di tipicità regionali italiane, selezionati in base a criteri d’eccellenza, con il mercato degli Emirati Arabi. A muovere il nuovo business è uno spirito consortile finalizzato alla valorizzazione del vero Made in Italy. GSL Export propone alle imprese un accordo grazie al quale potranno sfruttare una struttura locale già rodata per la distribuzione dei prodotti all’estero.

«Vogliamo portare sulle tavole degli Emirati le tradizionali, genuine e autentiche eccellenze agroalimentari dei produttori locali di tutte le regioni d’Italia. Ci rivolgiamo a quelle aziende che abbiano uno spirito orientato al futuro con un’ambizione di crescita volta al raggiungimento di obiettivi concreti», spiega la presidente Cinzia Cagliani a LombardiaEconomy.it.

Com’è nato il progetto?

«Da un anno a questa parte, proprio in relazione alle difficoltà generate dall’emergenza pandemica, abbiamo pensato che fosse opportuno trovare alternative differenti al nostro core business. Con il progetto “Food” ci troviamo dinanzi a un mercato target completamente diverso, che è appunto quello del Golfo, con base di partenza negli Emirates. Negli anni passati avevamo già stabilito dei contatti e delle relazioni con questo mercato, nello specifico con quello iraniano, prima della sospensione americana, per cui stiamo cercando di utilizzare tali contatti per promuovere il nostro nuovo progetto. L’obiettivo è quello di creare poi un e-commerce, per poter far conoscere i prodotti direttamente all’utilizzatore finale. La creazione di un vero e proprio marketplace contribuirà alla distribuzione dei prodotti delle aziende italiane associate».

Quali sono le aziende target?

«Il requisito minimo per le aziende che intendono entrare nel network, oltre a essere piccole e medie realtà, è che possiedano un packaging adeguato alle normative vigenti negli Emirati. E’ inoltre fondamentale che abbiano un occhio di riguardo per il rispetto della qualità e di tutta la tracciabilità della filiera del prodotto».

A che punto è l’operazione?

«In questo momento, sul fronte interno, siamo in una fase di selezione e aggregazione delle aziende. Sul fronte esterno invece, ho personalmente in programma, nel mese di maggio, delle visite e degli incontri con alcuni operatori del settore Ho.Re.Ca (Hotellerie-Restaurant-Cafè), negli Emirates. L’organizzazione naturalmente non è semplice, considerato che per le vigenti restrizioni in ambito di sicurezza sanitaria, sarò costretta a restare fuori solo 120 ore, per evitare di dover poi sottopormi alla quarantena. Soluzione inattuabile al momento, considerato che siamo nelle fasi di lancio di un nuovo business internazionale- Tenuto poi conto che il consorzio è senza fini di lucro e le aziende in questo momento effettuano esclusivamente l’iscrizione al consorzio per investire sul progetto dell’e-commerce, stiamo aspettando l’apertura del nuovo bando Simest, previsto del decreto Cura Italia».

E poi cosa succederà, nei mesi che verranno?

«A giugno dovremmo accedere a tali finanziamenti. Considerando poi altri sei mesi per renderlo esecutivo, la nostra stima è che il portale possa essere pronto e decisamente più ricco di prodotti rispetto a quelli attualmente presenti, entro la fine dell’anno. A ottobre invece, in occasione dell’Expo, in collaborazione con una società partner che si occupa di blockchain e qualità sulla filiera agroalimentare, avremo uno spazio dedicato in cui essere presenti con i nostri prodotti. Nei locali della nostra trading a Dubai organizzeremo infine una degustazione».

Qual è il punto di forza del nuovo progetto “La via dei sapori regionali”?

«Sono due gli elementi di successo di questa operazione: da un lato c’è la qualità dei prodotti selezionati e dall’altro il fatto che questi stessi prodotti saranno venduti a un prezzo congruo, ma senza tutti i passaggi di gestione che riducono gli utili al produttore».

Beatrice Elerdini