• 04/12/2022

Latte, rincari per 37 milioni al mese: stalle lombarde a rischio crack

 Latte, rincari per 37 milioni al mese:  stalle lombarde a rischio crack

Una stangata di almeno 37 milioni di euro in più al mese rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso

Tanto stanno costando i rincari produttivi, dall’energia alle materie prime, agli allevamenti da latte della Lombardia. È quanto stima la Coldiretti regionale in occasione della mobilitazione di decine di migliaia di allevatori e agricoltori in tutta Italia per denunciare una situazione insostenibile per le imprese del settore primario a causa del boom dei costi di produzione e delle speculazioni.

Nelle stalle – spiega la Coldiretti Lombardia – gli animali vanno accuditi e munti ogni giorno, il latte consegnato quotidianamente, fatture e bollette vanno pagate così come i dipendenti, ma intanto molti allevatori si trovano costretti da mesi a vendere sottocosto anche per effetto di dinamiche speculative lungo la filiera che ricadono interamente sulle loro spalle. Secondo un’analisi dell’Ismea – spiega la Coldiretti Lombardia – il costo medio di produzione del latte risulterebbe pari a 46 centesimi/litro, un valore molto più alto di quello riconosciuto agli allevatori.

Quella del latte – spiega la Coldiretti Lombardia – è uno dei comparti chiave dell’agroalimentare italiano e lombardo, con la nostra regione che da sola produce oltre il 40% di tutto l’oro bianco nazionale grazie a una rete di 5mila allevamenti. Non c’è più tempo da perdere – afferma la Coldiretti regionale – Siamo pronti a presentare le prime denunce contro le pratiche sleali per tutelare il lavoro delle stalle di fronte alle speculazioni sul prezzo del latte che colpiscono allevatori e consumatori. Anche in Lombardia – afferma la Coldiretti regionale – stiamo raccogliendo gli elementi per le denunce, con particolare riferimento alla violazione legata al mancato riconoscimento dei costi di produzione, prevista del decreto legislativo in attuazione della Direttiva UE sulle pratiche commerciali sleali, fortemente voluto dalla Coldiretti, la principale Organizzazione degli imprenditori agricoli a livello europeo.

Le difficoltà dei produttori di latte – continua la Coldiretti – sono la punta dell’iceberg di una situazione di diffusa sofferenza dell’intero comparto zootecnico che coinvolge anche i bovini da carne, gli ovicaprini, gli avicoli e i suini che devono affrontare anche le emergenze influenza aviaria e peste suina.

In particolare in Lombardia – afferma la Coldiretti regionale – si stima che l’aviaria abbia già provocato perdite per circa 30 milioni di euro per i soli danni diretti negli allevamenti avicoli colpiti negli ultimi due mesi tra le province di Brescia, Mantova e Cremona. Soffrono anche gli allevamenti di maiali – prosegue la Coldiretti Lombardia – che oltre ai boom dei costi di produzione devono affrontare anche un crollo di 20 centesimi del prezzo riconosciuto al chilo. La suinicoltura – precisa la Coldiretti regionale – rappresenta per la Lombardia un altro comparto strategico con il 53% del totale dei maiali allevati in Italia.

Non si può aspettare oltre – conclude la Coldiretti Lombardia – Occorre responsabilità da parte dell’intera filiera alimentare con accordi tra agricoltura, industria e distribuzione per garantire una più equa ripartizione del valore per salvare aziende agricole e stalle.

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