• 24/06/2024

L’importanza del mentoring nelle imprese

 L’importanza del mentoring nelle imprese

AI generated

Il mondo del lavoro è in rapida trasformazione, richiedendo competenze digitali e cognitive, mentre il mentoring emerge come strumento chiave

Il mentoring per colmare il divario tra generazioni e migliorare la competitività, con esempi significativi di programmi già attivi in Italia.

Il mondo del lavoro attuale è caratterizzato da un forte cambiamento che sta trasformando, ad una velocità mai sperimentata prima dal genere umano, le basi del nostro modo di lavorare e di vivere. La sfida per tutte le generazioni sarà governare questa trasformazione mantenendo un equilibrio tra ciò che porta progresso e ciò che è responsabile per il pianeta.

Secondo il WEF[1] i lavori del futuro maggiormente richiesti saranno incentrati su ruoli digitali e tecnologici, sull’automazione e l’intelligenza artificiale ma aumenterà anche la domanda di competenze cognitive come il pensiero analitico e quello creativo.

Dallo studio di Unioncamere “Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine (2023-2027)” su dati Excelsior 2023, le imprese italiane chiedono competenze che non trovano, causando una perdita annua di 38 miliardi di euro per l’Italia. Cresce la ricerca mirata di candidati specialmente in Lombardia che rappresenta il 31,3% del totale delle offerte di lavoro in Italia.

Confusione e sfiducia delle giovani generazioni

Dall’altra parte c’è un sentimento di sfiducia e confusione nelle generazioni più giovani di studenti e lavoratori sulle loro prospettive future.

Secondo la ricerca “Giovani e lavoro”, condotta dal Centro Studi di Assolombarda ed Eumetra, il 62% dei giovani lombardi con un livello di istruzione alto ritiene che l’Italia offra limitate (43%) o addirittura scarse (19%) opportunità di lavoro, mentre solo il 27% pensa che siano sufficienti[2].

Se mettiamo questi dati in prospettiva con il piano europeo per la ripresa post pandemia (in Italia PNRR) le cui “missioni” puntano proprio a rendere il nostro paese più competitivo attraverso la digitalizzazione, l’innovazione, la cultura, l’istruzione e la ricerca ci rendiamo conto che il bisogno di creare un circolo virtuoso per dare spazio ai talenti giovani e farli crescere diventa centrale.[3]

Ma come fare? Il tema potrebbe occupare interi libri e settimane di dibattiti, tuttavia, è interessante soffermarsi su quelle iniziative caratterizzate da un elemento che nessun algoritmo artificiale può rimpiazzare: l’intesa umana. In particolare, il mentoring.

Uno modello antico ma sempre attuale

Il mentoring è una pratica sociale antica che affonda le sue radici in millenni di storia e che parte proprio nell’antica Grecia e poi si diffonde in Magna Graecia.

Mentore[4] infatti viene citato nell’Odissea quando Ulisse, in procinto di partire per la guerra di Troia, affida suo figlio Telemaco a questo personaggio con il compito di prendersi cura di lui e di guidarlo nelle sfide della sua vita futura.

È stato in anni relativamente recenti che il mentoring si è andato diffondendo in Italia e ha preso sempre più forza nei contesti aziendali ed associativi che lo hanno introdotto per migliorare la produttività e la gestione dei loro dipendenti.

L’importanza di avere un mentor (e un mentee)

Nonostante le incertezze e le difficoltà percepite, i giovani italiani e soprattutto quelli lombardi mostrano coraggio, apertura al nuovo e un forte desiderio di auto-realizzazione professionale, in particolare verso la libera professione e l’imprenditoria.

Un mentor può offrire orientamento, consigli e supporto che aiutano i più giovani a raggiungere i propri obiettivi di carriera e a superare le sfide che possono incontrare lungo il percorso.

I mentor possono fornire spunti e indicazioni che permettono al/alla mentee di maturare maggior consapevolezza sul contesto in cui si trova e acquisire strumenti per valutare in modo più maturo le sue scelte, tattiche e strategiche, a lavoro.

Non è un percorso a senso unico: l’essere mentor può portare benefici per il mentor stesso, ad esempio, mettere a frutto i contatti creati durante la propria carriera, rimanere aggiornati sulle tendenze del mercato del lavoro e allargare il proprio network di conoscenze oltre che sentirsi utile per qualcuno che vede in lui/lei un esempio.

Il Reverse Mentoring

Con l’arrivo delle nuove tecnologie e in particolare di quelle esponenziali come l’intelligenza artificiale, diventa sempre più sfidante per tutte le generazioni di lavoratori e lavoratrici stare al passo con il cambiamento.

È in questo solco che si inserisce una nuova formula di mentoring, quello “al contrario” appunto nella quale le generazioni più giovani – generalmente quelle di under 40 ndr – si dedicano a trasferire competenze ai colleghi senior e ad aiutarli a familiarizzare con una o più tecnologie.

Ma non solo, è un modo efficace per ottimizzare la gestione della presenza di più generazioni che convivono quotidianamente in azienda, contrastando così potenziali diffidenze e pregiudizi verso i giovani talenti o verso gli over 60, i cosiddetti “boomer”.

Conclusioni

Il mentor può essere quindi una figura in grado di dare una svolta importante alla propria carriera nei momenti di scelta e ad affrontare le sfide del mondo del lavoro attuale con maggior fiducia. D’altro canto, avere un/una mentee può essere una fonte incredibile di apprendimento sulle nuove tendenze dell’innovazione e delle imprese del futuro.

Per intraprendere iniziative di questo tipo è richiesto un dispendio molto contenuto di risorse e di energie, è utile individuare una o più figure referenti per l’attività che possano supportare l’avvio di un eventuale programma indirizzando e “battendo i tempi” ai professionisti coinvolti.

Oggi è il momento ideale per agire nella direzione di colmare il divario tra le competenze richieste e quelle disponibili. Le aziende devono investire in programmi di mentoring e reverse mentoring, mentre i giovani devono essere incoraggiati a vedere l’Italia come un terreno fertile per la crescita professionale.

Solo attraverso una collaborazione stretta tra generazioni e un impegno deciso verso l’innovazione, l’Italia potrà emergere più forte e competitiva nel panorama globale.

Alcuni esempi di iniziative di Mentoring

Sono diverse le associazioni che hanno sviluppato programmi, anche molto qualificati, di mentoring (o mentorship). Di seguito una breve rassegna a titolo esemplificativo:

  • Rotary international, Mentorship 2.0 Il programma è pro-bono promosso dalla Commissione Azione Professionale del Rotary e ha l’ambizione di sviluppare la nuova generazione di leader. Si comincia con un appuntamento di gruppo detto “speed mentoring” per una prima conoscenza di mentor e mentee e poi vengono avviati i percorsi individuali. I mentor sono rotariani che donano le proprie competenze e conoscenze per servire la comunità di riferimento, aiutando i giovani a realizzare i loro obiettivi professionali. https://newsletter.rotaryitalia.it/wp-content/uploads/2022/12/Progetto_Mentorship_2.0_Final_30.11.22.pdf;
  • Young Women Network. avviato nel 2016, è progettato per supportare lo sviluppo personale e professionale delle giovani donne attraverso il mentoring. Il programma abbina mentee a professionisti esperti che offrono orientamento e consigli. Per l’edizione 2024, il programma include sessioni di mentoring individuale e di gruppo, incontri mensili e momenti di networking. L’obiettivo è migliorare le competenze professionali e personali delle partecipanti, promuovendo l’inclusione e la parità di genere. https://www.youngwomennetwork.com/cosa-facciamo/inspiring-mentor/inspiring-mentor-2024/;
  • Alumni delle università – LUISS programma “Guido”. Un’iniziativa no-profit dedicata agli alumni dell’università neolaureati, volta a facilitare il passaggio dalla vita accademica a quella professionale. Gli alumni senior sono professionisti esperti che, avvalendosi del background Luiss ed animati dallo spirito del “give back”, mettono a disposizione la loro esperienza e il loro patrimonio valoriale per guidare i giovani laureati in questa fase del loro percorso professionale e di vita. https://www.luiss.it/alumni/progetto-mentoring;
  • CEO Factory – Girlsrestart. Il programma CEO Factory di GirlsRestart è una mentorship gratuita dedicata alle donne con l’ambizione di raggiungere posizioni di leadership in aziende e organizzazioni. Il programma abbina oltre 100 CEO di importanti aziende italiane e internazionali a mentee selezionate, offrendo loro supporto e guida per sviluppare competenze di self-awareness, bias management e condivisione di esperienze. https://www.girlsrestart.com/ceo-factory/;
  • Mentors4u. gratuita che collega studenti e giovani professionisti con mentor esperti nei settori economico-finanziario-manageriali. Il programma fornisce orientamento e supporto personalizzato per aiutare i mentee a sviluppare competenze, impostare percorsi accademici e professionali, e raggiungere i loro obiettivi. Ogni mentor guida da uno a cinque mentee attraverso interazioni periodiche, condividendo esperienze e consigli pratici. https://www.mentors4u.com/progetto.

Ilaria Salzarulo

[1] Fonte https://www.weforum.org/publications/the-future-of-jobs-report-2023/

[2] Fonte: https://www.assolombarda.it/centro-studi/giovani-e-lavoro-aspettative-personali-e-lavorative-dei-giovani-di-milano-monza-e-brianza-lodi-e-pavia

[3] Fonte: https://www.governo.it/it/approfondimento/le-missioni-e-le-componenti-del-pnrr/16700

[4] Fonte https://it.wikipedia.org/wiki/Mentore

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Ilaria Salzarulo
Ilaria Salzarulo è Innovation Manager registrata all’albo del MiMit e supporta imprenditori e manager nello sviluppo di iniziative Sales e Marketing come advisor indipendente. Ha realizzato piani di crescita per imprese corporate e startup, attraverso lo sviluppo di strategie commerciali e nuovi modelli di business, in collaborazione con una rete di giovani professionisti multidisciplinari distribuiti in tutta Italia. Inoltre, cura un importante festival d’innovazione per conto di un grande gruppo bancario italiano attraverso il partner strategico Knowledge Institute. La sua esperienza professionale spazia da Accenture Strategy a Groupon e Moneyfarm, oltre al rilancio della storica azienda di famiglia con il nuovo marchio GRANITICA, attraverso un innovativo progetto di rebranding e posizionamento strategico. Laureata in Economia e Direzione delle Imprese alla LUISS Guido Carli con un solido background nelle aziende tecnologiche, la sua competenza si estende anche al ruolo di Startup Mentor. Attiva nell’ambito associativo a livello locale e nazionale, ha a cuore l’empowerment femminile e l’orientamento professionale delle giovani generazioni e coordina programmi di volontariato dedicati al tema.
ilariasalzarulo@gmail.com
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Ilaria Salzarulo

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