• 19/04/2024

Lombardia, sistema innovazione

 Lombardia, sistema innovazione

Milano

La Lombardia si conferma leader in Italia in tema di innovazione. Vediamolo insieme

Il prodotto interno lordo della Lombardia e pari a 430 miliardi di euro, circa il 22,7 per cento del Pil italiano. Per il 2023 si è registrata una crescita lenta: secondo il Centro Studi di Assolombarda, il Pil si è fermato al +0,9 per cento: più del +0,7 per cento previsto per l’Italia ma decisamente meno del +3,2 per cento registrato nel 2022.

Per quanto riguarda l’occupazione, lo studio evidenzia che, nell’anno in corso, il numero di occupati regionali e atteso aumentare del +1,1 per cento e si stima che l’incremento dell’occupazione regionale proseguirà nel 2024 a tassi in linea con il Pil.

Il rapporto Lombardia 2023 di Polis Lombardia si sofferma sui dati Inps relativi ai nuovi contratti attivati nel 2022: essi mostrano che l’occupazione femminile è cresciuta di due punti percentuali su quella maschile, raggiungendo il 42,8 per cento delle nuove attivazioni.

Le città lombarde e l’innovazione

La Lombardia è la prima regione italiana per numero di start up e Pmi: sono 4.600 e rappresentano il 27,6 per cento delle oltre 16.500 start up e Pmi innovative italiane, percentuale che sale al 35,1 per cento in termini di valore della produzione.

La maggior parte di queste risiede nella città metropolitana di Milano: si tratta di 3.300 start up e Pmi innovative, pari a un quinto del totale italiano, che generano 2,8 miliardi di euro di ricavi (27,4 per cento del totale nazionale).

Milano è la “capitale dell’innovazione” con 3.307 imprese innovative: 619 sono Pmi, aziende di piccole e medie dimensioni, 2.688 sono start up, iniziative imprenditoriali che provano a farsi strada nel mercato con prodotti o processi produttivi alternativi a quelli tradizionali.

La Lombardia e la prima regione italiana: la somma tra Pmi (809) e start up (3.718) e di 4.527. Tra le prime dieci province più innovative del Paese c’è anche Brescia (1,8 per cento del totale nazionale) con 294 imprese, ma le 242 start up e le 52 Pmi rappresentano appena lo 0,27 per cento delle attività della provincia.

Bergamo (12esima nella graduatoria italiana) ha all’attivo 273 imprese innovative, l’1,67 per cento: 233 sono start up, 40 Pmi, lo 0,54 per cento delle aziende del territorio. Fuori dalle migliori venti del ranking dell’innovazione tutte le altre province: Como si colloca al quarto posto a livello regionale per rapporto di imprese innovative sul totale a livello locale, 117 (98 start up e 19 Pmi), lo 0,23 per cento. Segue Pavia con percentuali simili (0,22 per cento) e 86 imprese innovative (71 start up, 15 Pmi).

Monza-Varese (0,18 per cento) e Lodi-Cremona (0,17 per cento) presentano le medesime incidenze, ma numeri assoluti differenti. In Brianza lavorano più imprese innovative (162, 142 start up e 20 Pmi) del Varesotto (117, 102 start up e 15 Pmi), così come Cremona (45, 38 start up e 7 Pmi) supera Lodi (26, 20 start up e 6 Pmi).

Lecco conta 38 imprese innovative, lo 0,14 per cento della provincia: 32 sono start up, 6 Pmi. Agli ultimi due posti si trovano Mantova e Sondrio: stesso rapporto, lo 0,11 per cento di innovazione sul totale di imprese presenti nei territori, ma con una distanza significativa in termini di numeri. Mantova conta 48 imprese – 39 start up e 9 Pmi – mentre la Valtellina solo 14: 13 start up e una sola Pmi.

Diventa operativo proprio nel 2024 il fondo di venture capital Lombardia Venture, che punta alle start up deep tech per favorire lo sviluppo del mercato di capitale di rischio e attirare altri investimenti nelle imprese attraverso un approccio di partenariato con investitori privati. È previsto un pacchetto da 72 milioni di euro per le start up con sede operativa sul territorio, con 40 milioni destinati al fondo.

Cluster tecnologici lombardi

Sono tra i player fondamentali dell’ecosistema lombardo della ricerca e dell’innovazione e aggregano imprese, università, centri di ricerca e altri soggetti, di natura sia pubblica sia privata. Sono interlocutori ufficiali riconosciuti da Regione Lombardia per ognuno degli ambiti tecnologici considerati “di punta” dalla Strategia di Specializzazione Intelligente di Ricerca e Innovazione – S3 2021-2027, a sua volta allineata con la Strategia Europa 2020. Sono stati così riconosciuti, attraverso specifici decreti regionali, 9 Cluster Tecnologici Lombardi nelle seguenti aree tecnologiche:

– Agrifood;

– Aerospazio;

– Chimica verde;

– Energia;

– Fabbrica intelligente;

– Mobilità;

– Scienze della vita;

– Tecnologie per le smart communities;

– Tecnologie per gli ambienti di vita.

Tra i loro compiti principali c’è quello di agevolare la collaborazione tra gli attori scientifici e industriali associati ai singoli cluster, facilitando l’inclusione anche di piccole realtà e cioè le micro-piccole medie imprese e start up. Inoltre, svolgono un ruolo di supporto a Regione Lombardia nel processo di definizione e aggiornamento della strategia in ambito Ricerca e Innovazione e curano la mappatura delle competenze e la promozione delle eccellenze del territorio nella creazione di nuove catene di valore.

La Lombardia al centro del Piano Nazionale Industria 4.0

Proprio in Lombardia ha sede il Made – Competence Center Industria 4.0, il più grande degli otto centri di competenza del Piano Nazionale Industria 4.0, composto da 47 imprese, (fornitori di tecnologia, consulenti, system integrator, esperti di formazione), 1 ente pubblico (Inail) e da 4 università (Politecnico di Milano, Università di Bergamo, Brescia e Pavia).

Nel 2023 il Made ha messo a disposizione delle piccole, medie e grandi imprese che intendono intraprendere un percorso di trasformazione digitale un finanziamento a fondo perduto di 14 milioni di euro. I fondi, nell’ambito delle risorse del Pnrr, sono disponibili per completare progetti di digitalizzazione di servizi e/o prodotti, attività di demo, test e prototipazione, ma anche per finanziare corsi di formazione, attività di consulenza, consulenza brevettuale e accesso al credito.

La Lombardia e il Pnrr

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza mette a disposizione della Lombardia 14,5 miliardi di euro per investimenti in diversi settori. La maggior parte delle risorse, oltre 3 miliardi di euro, saranno impiegate per la riqualificazione della rete ferroviaria (e anche prevista una sperimentazione dell’idrogeno per la mobilita ferroviaria).

A seguire, 1,8 miliardi di euro saranno destinati alla sanità, mentre oltre 1,3 e 1,1 miliardi di euro andranno rispettivamente a istruzione/ricerca e politiche abitative. Ulteriori risorse saranno destinate alla digitalizzazione (835 milioni di euro), alla rigenerazione urbana (722 milioni di euro) e alla riduzione del rischio idrogeologico (oltre 531 milioni di euro).

Infine, ulteriori interventi riguardano la trasformazione digitale delle imprese, la valorizzazione del territorio e la riqualificazione in chiave green delle flotte di bus e treni, oltre all’edilizia carceraria.

Un piano regionale da 1.5 miliardi per la ricerca e l’innovazione

Si chiama Programma strategico triennale per la ricerca, l’innovazione e il trasferimento tecnologico 2024/26 ed è volto a favorire la competitività del sistema economico-produttivo, la crescita del capitale umano, lo sviluppo sostenibile ed elevare il benessere sociale e la qualità dei servizi erogati ai cittadini e alle imprese.

L’attenzione si concentra su una duplice rivoluzione, quella verde e quella digitale, e sull’importanza di sostenere la velocità e flessibilità del territorio lombardo nell’affrontarla. Nell’ambito delle grandi trasformazioni tecnologiche e della loro accelerazione, Regione Lombardia intende porsi come partner strategico che si affianca al mondo della ricerca e dell’impresa.

LOMBARDIA ECONOMY - Lombardia, sistema innovazione
Brescia

 

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Giulia Baglini

Giornalista specializzata sui temi dell’innovazione e della sostenibilità

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