• 25/10/2021

Massimo storico per l’export lombardo: 35 miliardi di euro nel secondo trimestre

 Massimo storico per l’export lombardo: 35 miliardi di euro nel secondo trimestre

L’accelerazione sul primo trimestre (+12,9%) spinge le esportazioni oltre la media del 2019 (+9,9%). I risultati positivi sui principali mercati di sbocco si diffondono a quasi tutti i settori e provincie lombarde.

Il forte incremento nelle attività delle imprese lombarde nel secondo trimestre ha dato nuovo slancio agli scambi con l’estero della regione che toccano un massimo storico. Il valore delle esportazioni originate dalla Lombardia supera per la prima volta i 35 miliardi di Euro: crescono anche le importazioni, superando i 37 miliardi complessivi, con una riduzione del deficit commerciale a 2,7 miliardi di euro.

La variazione dell’export lombardo sul I° trimestre di quest’anno è di +12,9% e l’incremento rispetto allo stesso trimestre del 2020 tocca il +46,7%, valore eccezionale legato al confronto con il punto di minimo registrato l’anno scorso. Rispetto al livello medio del 2019 – considerato come riferimento pre-pandemia – l’export cresce del +9,9%. Con questi dati si conferma l’accelerazione congiunturale che porta a un netto superamento dei livelli pre-crisi, a conferma della dinamica positiva in corso.

“La ripresa dell’export lombardo si rafforza ancora e il valore delle esportazioni nel secondo trimestre segna un nuovo punto di massimo storico di 35 miliardi di euro superando ampiamente i livelli pre-crisi – commenta il presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio –. Nel complesso, la crescita è vigorosa e si estende a tutti principali mercati di sbocco delle merci lombarde con punte record verso Cina, Turchia e Regno Unito, dando chiari segnali di ottimismo e di rilancio che hanno riportato le imprese al di sopra dei valori pre-crisi”.

Export: i settori

Il comparto legato a metalli e loro produzioni traina la ripresa e di questa performance beneficiano la maggior parte delle provincie lombarde. Anche gli apparecchi elettrici ed elettronici, la chimica, gomma-plastica e il comparto alimentare crescono significativamente, mentre si conferma il momento difficile per il tessile, pelli e accessori. I dati vedono infatti una crescita a due cifre, superando ampiamente il valore medio del 2019, le esportazioni di prodotti in metallo e metalli di base (+25,2%), sostanze e prodotti chimici (+17,7%), gomma e materie plastiche (+15,7%), prodotti alimentari (+15,2%) e computer, apparecchi elettrici ed elettronici (+13,9%). Più contenuto l’incremento registrato per i mezzi di trasporto (+8,8%), i macchinari ed apparecchi vari (+5,3%) e l’aggregato degli altri prodotti (+3,7%), principalmente mobili e arredamento. Non si è ancora tornati ai valori pre-pandemia (media 2019) solo per due tipologie di prodotto fortemente colpiti dalla crisi: i prodotti tessili, pelli e accessori (-5,2%) e gli articoli farmaceutici (-1,3%) che dopo l’exploit dello scorso anno si sono assestati sui livelli precedenti.

Export: i mercati

Complessivamente l’andamento positivo viene confermato anche dal confronto con il livello pre-crisi, rispetto al quale si registra un incremento del 9,8% complessivo (escluse provviste di bordo, territori non specificati e altri territori). Tutte le destinazioni registrano incrementi tendenziali consistenti (dal +36,7% dell’Unione Europea al +80,3% dell’America centro-meridionale) in ragione del confronto con i valori eccezionalmente bassi registrati nel secondo trimestre 2020. Considerando le singole aree si osservano alcune destinazioni che devono ancora completare la fase di recupero dei livelli pre-crisi: il Medio Oriente (-3,5%), gli Altri paesi africani (-5,8%) e l’Asia centrale (-12,0%). Verso le restanti destinazioni la Lombardia riesce ad incrementare il valore dell’export rispetto alla media 2019, grazie agli andamenti dei principali paesi di destinazione delle merci lombarde, tra i quali spiccano Cina (+34,9%), Turchia (+25,7%), Regno Unito (+22%), Brasile (+16,3%), Germania (+13,4%) e Stati Uniti (+8,1%).

Export: le provincie

L’incremento tendenziale interessa tutte le provincie lombarde. Rispetto alla media 2019, crescono fortemente trainati da metalli di base e prodotti in metallo Mantova (+29%), Cremona (+22,6%) Brescia (+21,9%). Seguono – sempre con valori in doppia cifra – Sondrio (+15,2% legato a prodotti in metallo, mezzi di trasporto e macchinari) Monza e Brianza (+14,5% incrementi significativi per quasi tutte le tipologie di prodotto) Lecco (+13% dove oltre a metalli di base e prodotti in metallo si registra forte incremento di computer, apparecchi elettrici ed elettronici) e Bergamo (+12,9% principalmente da macchinari ed apparecchi, prodotti chimici, mezzi di trasporto e prodotti in gomma e materie plastiche)

Meno intensa la crescita delle provincie di Lodi (+9,9%), Varese (+6,8%) e Como (+3,7%), per le quali pesa il calo dell’export di prodotti tessili-pelli-accessori
(-24%), e Milano (+2,2%). Pavia – pur crescendo sul trimestre passato – risente del contributo negativo dei prodotti tessili, pelli ed accessori (-81% rispetto al livello pre-crisi) e non ha ancora recuperato il divario rispetto ai livelli pre-crisi (-7,4%).

Import e saldo della bilancia commerciale

Le importazioni mostrano un ulteriore incremento del 8,6% congiunturale, superando i 37 miliardi di Euro, nuovo massimo storico, ed il livello medio del 2019 del 12,6%. Come per le esportazioni anche le importazioni registrano un forte incremento tendenziale (+45,8%) in ragione del calo consistente dello scorso anno.

Il saldo negativo virtuale della bilancia commerciale regionale si attesta così a 2,7 miliardi di euro, in calo rispetto ai valori precedenti.