• 20/10/2021

Mazzucchelli 1849: la sostenibilità come punto di forza nell’industria dell’occhialeria

Giovanni Orsi Mazzucchelli, Presidente di Mazzucchelli 1849

Il contesto in cui si muove Mazzucchelli 1849 è l’industria della moda, un settore che ha individuato nella sostenibilità uno dei principali obiettivi strategici per il proprio futuro. Non solo gli abiti, ma anche gli accessori devono avere un ridotto impatto ambientale: tra questi, gli occhiali, di grande importanza sia per i brand sia per i consumatori, per i quali rappresentano una precisa scelta identitaria e di stile. 

Mazzucchelli 1849 nasce a Castiglione Olona (VA) a metà Ottocento, come produttore e distributore di lastre in acetato di cellulosa per l’occhialeria di alta gamma. L’azienda è ancora oggi di proprietà della famiglia Orsi Mazzucchelli, giunta alla sesta generazione, che ha saputo mantenere nel tempo il controllo diretto – in questo senso una delle poche realtà del territorio lombardo – portando l’azienda all’importante posizione che ricopre oggi.

Nel 2020, l’ente di certificazione Icim SpA ha rilasciato a Mazzucchelli 1849 la certificazione Iscc Plus nell’ambito del progetto “Acetate Renew Eastman”. La sostenibilità è oggi un argomento di grande attualità, ma l’azienda già da diverso tempo ha intrapreso un percorso sostenibile, sicuramente uno dei fattori di successo che hanno portato l’impresa da Castiglione Olona fino alla leadership mondiale nel settore, come spiega Giovanni Orsi Mazzucchelli, presidente di Mazzucchelli 1849.  

Come si è evoluto il concetto di sostenibilità “by design”?

«Fin dall’inizio Mazzucchelli 1849 è stata molto orientata ai prodotti naturali: il primo opificio produceva oggetti di uso comune come bottoni e pettini, utilizzando legno, corno, osso e poi tartaruga. Nel tempo, questa attività si è evoluta nella grande intuizione, avuta all’inizio del ‘900, di intraprendere la strada della produzione della plastica, di cui è stata pioniera. La prima materia plastica – o meglio il primo polimero sintetico – a essere scoperta e usata industrialmente è stata la celluloide (nitrato di cellulosa) e Mazzucchelli è stato tra i primi a produrla e utilizzarla. La seconda intuizione fondamentale è stata la volontà e la capacità di riprodurre gli effetti dei materiali naturali utilizzando la materia plastica. Questo è l’approccio che ancora oggi l’azienda continua a cercare per creare sempre nuovi effetti e disegni, impiegando l’acetato di cellulosa, materiale naturale che deriva dalla polpa di legno o dalle fibre del cotone». 

Perché la certificazione Iscc Plus è importante?

«La certificazione Iscc Plus rilasciata da Icim SpA, che attesta la circolarità del materiale prodotto da Mazzucchelli, era un passo inevitabile dal momento che l’azienda è il più grande utilizzatore di acetato di cellulosa per uso plastico al mondo: è stata, infatti, coinvolta da Eastman – partner da lungo tempo oltre che fornitore di materia prima – nel progetto Acetate Renew, che prevede la produzione di acetato di cellulosa (composto per il 60% da materiali biologici e per il 40% da materiali riciclati certificati) attraverso un innovativo processo di riciclo chimico (Crt, Carbon renewal technology). Questo permette di produrre le lastre da polvere di acetato interamente ecosostenibile e, al contempo, di non inviare rifiuti alle discariche, con una significativa riduzione dei gas serra rispetto al processo di produzione tradizionale. Come produttore di lastre, Mazzucchelli è dunque ora a pieno titolo nel circuito virtuoso costituito monte da Eastman, per i materiali e, a valle, dai clienti, che sono i produttori di occhiali, una “catena” dell’economia circolare che, a regime, deve essere composta interamente da soggetti certificati.  Per conseguire la certificazione Iscc, Mazzucchelli ha messo in atto una serie di strumenti per il controllo dei bilanci di massa, il che – pur essendo l’azienda già da tempo certificata Iso 9001 – ha richiesto un certo sforzo per via dei procedimenti manifatturieri complessi che sono specifici del prodotto da loro lavorato». 

Aziende e sostenibilità: a che punto siamo?

«La pandemia ha portato nuova attenzione sui temi ambientali e, in generale, sta crescendo la sensibilità, anche industriale, verso la sostenibilità, intesa non solo come produzione, ma anche come logistica, impatto dei processi sull’ambiente, ecc. Accanto alla maggiore sensibilità ci sono anche interpretazioni diverse e una generale confusione che, sicuramente, può essere fugata da una certificazione Iscc di terza parte (peraltro, Mazzucchelli già da tempo aveva portato sul mercato l’M49, composto da materiali bio da fonti rinnovabili). Quel che è certo è che le leggi fanno fatica a tenere il passo con l’evoluzione e le innovazioni e, mentre le aziende hanno bisogno di regole certe e riscontrabili, al momento i regolamenti non danno quella flessibilità e libertà che bisognerebbe avere in queste fasi in cui si stanno cercando soluzioni tecniche di circolarità e recupero. Basti pensare a quanto la definizione dei materiali impatti sul trattamento degli stessi come rifiuto».

Cecilia Cantadore