• 23/02/2024

Nuove competenze: sfida per il futuro

 Nuove competenze: sfida per il futuro

Dalle start up alle università, dalle grandi aziende ai poli tecnologici del territorio, riguardo l’innovazione tecnologica e le nuove competenze della Lombardia non potevamo non intervistare il governatore della Regione Attilio Fontana, da poco rieletto per il suo secondo mandato

L’umanità intera si trova nel mezzo di una rivoluzione tecnologica in cui innovazione e scienza offrono opportunità senza precedenti: un’era dove l’impossibile diventa possibile, un’epoca estremamente complessa in cui bisogna adattarsi velocemente alle differenti tecnologie che impattano in modo esponenziale su tutti i settori. Confindustria definisce la Regione Lombardia “una moderna e internazionale knowledge economy”. Prima nella manifattura nel nostro Paese e terza in Europa, nel 2020 il PIL della Lombardia era pari a circa 365,5 miliardi di euro, circa il 22% del PIL italiano, il secondo più alto tra le regioni europee, dietro soltanto alla regione francese di Île-de-France (dove si trova Parigi con 710 miliardi di euro).

Dall’area metropolitana di Milano fino alla Brianza, Bergamo e Varese Attilio Fontana la regione presenta vaste aree in cui si alternano fabbriche manifatturiere, dall’arredamento agli elettrodomestici, imprese di logistica e capannoni industriali: una imprenditorialità dinamica e attiva e lo dimostrano le oltre 800mila imprese registrate nel territorio. Leader italiana in tema di innovazione concentra il 20% della spesa in ricerca e sviluppo e realizza nelle sue università il 23% delle pubblicazioni scientifiche più citate a livello globale. Sede del 27% delle start up innovative, il suo modello si fonda sulla collaborazione tra imprese e mondo scientifico e su attività di condivisione dei risultati della ricerca.

Presidente Fontana, le priorità della Lombardia sono state da lei stesso identificate nella sanità e nei trasporti. Ci auguriamo che col suo secondo mandato una vera svolta possa avvenire. Ci può dire quali saranno i suoi primi passi?

«Il sistema sociosanitario lombardo è, e continuerà ad essere, una eccellenza a livello nazionale ed internazionale. Per mantenerlo e potenziarlo continueremo ad incrementare l’offerta di prestazioni, soprattutto quelle più richieste, per garantire una migliore accessibilità ai cittadini per tutti i servizi. Lo faremo coinvolgendo e valorizzando i soggetti che operano nel sistema, il Terzo settore e il mondo del volontariato, in una collaborazione sempre più attiva ed efficace, anche con gli enti locali del territorio. Porterò avanti un sistema sociosanitario sempre più vicino al cittadino: la casa diventa il luogo di cura e assistenza domiciliare, da cui eventualmente indirizzare il paziente alle strutture della sanità territoriale e ospedaliera.

Per quanto riguarda i trasporti, l’obiettivo primario è rendere la Lombardia una grande smartland, un territorio iperconnesso che dia i servizi ai propri cittadini presso il luogo in cui risiedono e a tutti la possibilità di realizzare i propri sogni e le proprie iniziative. Occorre, dunque, proseguire e rilanciare la realizzazione o l’avanzamento delle reti di mobilità, anche proseguendo nell’investimento sul rinnovamento dei mezzi pubblici per il trasporto su ferro e su gomma, come già abbiamo iniziato a fare.

In particolare, gli impegni essenziali sono: il potenziamento del trasporto veloce tra i principali centri urbani della Lombardia, attraverso nuove infrastrutture ferroviarie, stradali e autostradali; l’aumento dell’efficienza della rete di trasporti al di fuori dei principali nodi urbani, per favorire le connessioni con i centri abitativi di piccole e medie dimensioni, nell’ottica di una Lombardia policentrica e interconnessa».

Lombardia Economy - Nuove competenze: sfida per il futuro
Attilio Fontana, Presidente Regione Lombardia

Tutti noi non abbiamo dubbi che un miglioramento della qualità dell’aria sia assolutamente necessario, sappiamo che in questo caso le competenze e le responsabilità sono da dividere con gli enti comunali, dove ci appare che le misure manchino di coordinamento complessivo. Come pensa di procedere per creare una strategia condivisa con i Comuni?

«Grazie alle politiche messe in campo dalla Regione, le emissioni pro-capite sono inferiori di due terzi rispetto alla media europea e della metà della media nazionale. Per quanto riguarda le polveri sottili siamo rientrati nella media annuale europea dell’inquinamento, restiamo fuori limite solo nei 35 giorni. A causa della morfologia della nostra regione, chiusa tra la barriera delle Alpi per tre quarti del territorio e delle inversioni termiche, purtroppo la situazione non è quella che vorremmo.

L’impegno per il futuro prevede una serie di iniziative, tra le quali il consolidamento delle azioni a tutela della qualità dell’aria e della lotta all’inquinamento, favorendo l’utilizzo di tecnologie a basso impatto ambientale e agevolando il riutilizzo del materiale riciclato prodotto dalle operazioni di bonifica. Con i Comuni abbiamo già iniziato a lavorare per la realizzazione di Comunità energetiche lombarde, sostenendoli nella progettazione. La strada da percorrere sarà proseguire nella collaborazione».

Siamo consapevoli che gli studi universitari nella regione sono gestiti, pur nella loro alta qualità, da enti che non necessariamente fanno capo alla Sua responsabilità; tuttavia, ci piacerebbe avere notizie da Lei sulle azioni che la Regione intende intraprendere per accentuare il naturale afflato della Lombardia a cavalcare lo sviluppo dell’innovazione tecnologica e scientifica. «La sfida delle nuove competenze è la sfida per il futuro. Per questo, già nella scorsa legislatura, Regione Lombardia ha finanziato le università e la ricerca lombarde per un ammontare complessivo di oltre 407 milioni di euro, di cui 130 dedicati alla realizzazione del nuovo Campus dell’Università degli Studi di Milano nel Distretto dell’Innovazione Mind di Milano».

Un intervento organico che si estende dagli interventi strutturali, al finanziamento di accordi e progetti speciali, dal sostegno del diritto allo studio alla costruzione del Campus dell’Università di Milano nell’Area Expo e alla definizione di un progetto di rigenerazione di Città Studi, affinché non vada persa la sua vocazione quale hub cittadino della formazione terziaria e della ricerca. Il nuovo campus dell’Università di Milano in MIND è un esempio positivo e innovativo per la creazione di un polo per l’innovazione, la didattica, la ricerca e la messa a disposizione di servizi per il Diritto allo Studio.

«Con il “Piano Lombardia” abbiamo sostenuto progetti per l’acquisizione di strumentazioni digitali e didattica a distanza e per rinnovare quella digitale delle Università, incentivando lo sviluppo del distance learning in una sua proiezione evolutiva oltre il Covid. A

bbiamo stretto accordi di collaborazione con università e centri di ricerca per innovare le infrastrutture di ricerca sia in termini di attrezzature e di interventi strutturali, per accrescerne l’impatto su tutto l’ecosistema della ricerca e dell’innovazione lombardo. Nelle proposte per il Recovery Fund, abbiamo indicato la ricerca e l’innovazione quali pilastri di diverse azioni per il new green deal, per la coesione sociale e per la crescita economica. La stessa cosa è stata fatta nella definizione della programmazione regionale dei fondi europei del 2021-2027. La strada è tracciata».

Lombardia Economy - Nuove competenze: sfida per il futuro

Non si può parlare con il presidente della Lombardia senza fare cenno alla moda e al design – anche in questo campo ci piacerebbe conoscere le principali iniziative della Regione per favorire la crescita dell’innovazione tecnologica del settore. «Il grande successo del Salone del Mobile e del Fuori Salone dimostra che c’è voglia di design, moda e creatività. Ecco perché Regione Lombardia sostiene progetti e iniziative che valorizzano il genio artistico tipico dei nostri designer. Moda e Design sono due tra i comparti competitivi più dinamici e importanti nel tessuto economico lombardo, sia per numero di occupati sia per ciò che concerne il valore aggiunto. Per questo proseguiremo a sostenere economicamente i progetti proposti da soggetti privati in forma di impresa, associazione o fondazione che puntino proprio all’innovazione tecnologica».

La Lombardia è la prima regione agricola d’Italia in termini di produzione e di trasformazione e ogni sua provincia offre grandi opportunità per scoprire e conoscere una grande tradizione enogastronomica: dalla qualità alla biodiversità ci sono numeri importanti in termini di vendite agroalimentari e di crescita del turismo, quest’ultimo, infatti, rappresenta il 13% del PIL e il settore vinicolo pesa per 6,2 miliardi nelle esportazioni. Inoltre, l’enoturismo rap presenta una risorsa strategica sia per il comparto vinicolo che per il marketing territoriale della Lombardia, grazie a un fatturato di circa 2,65 miliardi di euro, collocando la regione in una ottima posizione, nel passato appannaggio di altre ben qualificate aree italiane.

Cosa farà la Regione per sostenere lo sviluppo del settore?

«Ogni territorio della nostra Lombardia è uno scrigno da scoprire, conoscere e valorizzare. Da sempre sostengo che l’enogastronomia è un fattore decisivo per la promozione turistica e ne sono testimonianza gli eventi che negli scorsi anni hanno consentito alla nostra Regione di essere tra le mete preferite da italiani e stranieri, oltre al cosiddetto turismo di prossimità. In passato iniziative come #iomangiolombardo e #iobevolombardo hanno avuto il duplice merito, da un lato, di far assaggiare e apprezzare i nostri prodotti tipici locali e, dall’altro, di aiutare le famiglie in difficoltà con un’azione concreta, consentendo di portare in tavola cibi e sapori che non avrebbero potuto permettersi, grazie agli sconti previsti dalle due misure.

Tra le azioni che certamente intendiamo intraprendere, la priorità assoluta va al consolidamento dei primati raggiunti nella produzione enologica, anche se i cambiamenti climatici e la siccità di questi anni hanno comportato una necessaria riduzione dei volumi produttivi che, tuttavia, non ha avuto ripercussioni sulla qualità, i nostri vini sono un vanto a livello internazionale.

Nel 2022 la Lombardia è stata scelta come la prima realtà europea a ospitare la Wine Media Conference, che dal 2008 organizza ogni anno viaggi studio per scrittori, bloggers e influencers americani del mondo del vino. Un riconoscimento importante che “ci spinge a prevedere azioni per la tutela delle specificità, delle eccellenze agricole, della filiera enogastronomica ed agroalimentare lombarda e la promozione del made in Italy sui mercati esteri, con azioni di contrasto al cibo sintetico – conclude il presidente lombardo.

Sul fronte dell’innovazione, sosterremo le nuove ed innovative pratiche di agricoltura verticale e intensificheremo l’attività del Centro di Riccagioia, in provincia di Pavia, dove con Bayer Cropscience abbiamo avviato il progetto Liea (Lombardia Innovazione per l’Ecosistema Agroalimentare), che punta al rilancio del comparto primario attraverso digitalizzazione e nuove tecnologie. Un progetto che vede la collaborazione virtuosa fra pubblico e privato e coinvolge i grandi protagonisti della ricerca applicata alla filiera agroalimentare, diventando un valido supporto per l’innovazione del sistema agricolo regionale in termini di modelli di business e di nuovi processi operativi».

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Paola Idilla Carella

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