• 23/05/2022

Nutri-Score: la battaglia per l’etichettatura in UE

 Nutri-Score: la battaglia per l’etichettatura in UE

Pietro Cavarzeran

La Commissione europea ha proposto di adottare un sistema di etichettatura nutrizionale obbligatorio

La Commissione europea ha definito fondamentale invertire la tendenza all’aumento dei tassi di sovrappeso e obesità nella UE, sottolineando la necessità di passare a una dieta basata maggiormente su frutta e verdura e meno su carni rosse e trasformate.

A oggi sono in esame diversi modelli di etichettatura nutrizionale obbligatoria, quali strumenti di comunicazione per informare i consumatori (e quindi in grado di influenzarne le scelte) sulla salubrità dei prodotti alimentari.

Tra questi, il sistema Nutri-Score, sviluppato in Francia e già volontariamente adottato anche in altri Stati membri (Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi e Spagna tra i primi), si basa sull’identificazione dei valori nutrizionali di un prodotto alimentare attraverso l’utilizzo di due scale correlate e di facile lettura: una cromatica, divisa in cinque gradazioni dal verde al rosso, e una alfabetica comprendente le cinque lettere dalla A alla E.

Nutri-Score permette di operare confronti tra prodotti simili/sostituibili, attribuendo un punteggio nutrizionale che bilancia (per 100 g di prodotto), gli elementi considerati dannosi (zuccheri, grassi saturi, sale e calorie) con quelli benefici (proteine, fibre, frutta, verdura, legumi e frutta secca).

Ne parliamo con Pietro Cavarzeran, PhD – Key Expert politiche agricole europee Europartners Srl.

Sulla carta Nutri-Score sembrerebbe un’ottima soluzione per informare al meglio i cittadini sulle conseguenze delle loro scelte in ambito alimentare. La sua adozione è sostenuta in Europa da molti movimenti di consumatori e alcune grandi aziende produttrici si sono dichiarate
favorevoli alla sua introduzione. Perché l’Italia e altri Paesi, invece, lo osteggiano?

«L’Italia e altri Paesi UE innanzitutto mettono in risalto il rischio correlato al potenziale comunicativo di Nutri-Score, in quanto potrebbe qualificarsi come una valutazione a priori del singolo prodotto alimentare, a prescindere dalle modalità di consumo e da una sua contestualizzazione in una dieta equilibrata.

In secondo luogo, lo scontro politico generato da Nutri-Score si basa sui possibili danni di immagine soprattutto per le produzioni a Marchio di Qualità (DOP, IGP, STG), poiché molte, dato il loro contenuto nutrizionale, otterrebbero un punteggio Nutri-Score negativo. Il che comporterebbe conseguenze potenzialmente ne­gative per il notevole indotto economico che le produzioni a Marchio di Qualità sono in grado di generare. Basti solo pensare al turismo enogastronomico, ad esempio».

L’introduzione di Nutri-Score avverrebbe in un quadro di spesa e investimento nel settore agro-alimentare UE in cui si registrano altri importanti fenomeni. Quali sono i più impattanti sul comparto?

«Certamente una contrazione della spesa della Politica agricola comune (PAC), in conseguenza di numerosi fattori e dinamiche complesse, ma oggettivamente a svantaggio dei produttori locali, in particolar modo i medio-piccoli che più di tutti subirebbero anche lo svantaggio della potenziale minaccia del Nutri-Score sui prodotti a Marchio di Qualità. Al che si sommerebbe una tendenza generale della PAC a sostenere maggiormente le produzioni di ortofrutta a svantaggio di quelle maggiormente a rischio Nutri-Score: l’allevamento e i prodotti di origine animale. E quali rischi correrebbe l’Italia più di altri Paesi membri?

Consideriamo che è nell’Europa mediterranea che si concentra la maggior parte dei prodotti a marchio di qualità. In Italia sono le regioni del Sud ad essere particolarmente attive nel comparto e circa il 50% di tali produzioni riceverebbe una valutazione Nutri-Score negativa, con conseguente impatto sul numero di impieghi, oltre che sull’intera economia di settore».

Per approfondimenti:

Leggi il report Deep di Europartners su Nutri-Score

https://www.europartnersnetwork.eu/wp-content/uploads/2021/07/Nutri-Score-il-futuro-divisivo-delletichettatura-alimentare-in-UE.pdf

Simona Pagliari

Giornalista - simona.pagliari@lombardiaeconomy.it

Leggi anche