• 19/04/2024

Orientarsi nel Disordine: l’analisi di IPSOS

 Orientarsi nel Disordine: l’analisi di IPSOS

Globalizzazione, disuguaglianze, AI, lavoro: da IPSOS una panoramica sulla società in un’epoca di crisi dal nome ‘Orientarsi nel Disordine’

IPSOS presenterà all’evento Digital Innovation Days i dati dell’analisi “Orientarsi nel Disordine” che indaga le nostre modalità di risposta ai cambiamenti. Qui qualche dato interessante in anteprima.

“Viviamo periodi di discontinuità non banali in cui cerchiamo di abituarci al passaggio da una crisi all’altra o a seconda dell’interpretazione da un’opportunità all’altra. Un periodo in cui le crisi vanno affrontate non in sequenza ma addirittura parallelamente o sovrapposte con il conseguente aumento della complessità del mondo”.

Un’interpretazione lucida dei dati quella di Nicola Neri, CEO di IPSOS, a commento dello studio “Orientarsi nel disordine” che restituisce  una fotografia sui sentimenti e sui comportamenti delle persone in rapporto alla complessità del mondo contemporaneo.

“Orientarsi nel Disordine” è una panoramica da cui si percepisce distintamente l’aumento delle complessità del vivere a tutti i livelli. La complessità si traduce in sfide che a loro volta si concretizzano in una serie di transizioni: “Siamo in uno stato di continua transizione tra quello che non è più e quello che non è ancora – commenta Neri – Dalla transizione ecologica a quella energetica; dalla transizione lavorativa a quella demografica per arrivare sino alla transizione valoriale.

Ognuna diversa dall’altra ma con un minimo comun denominatore: i cambiamenti importanti che segnano inevitabilmente i sentimenti delle persone, gli atteggiamenti e i comportamenti quotidiani molto spesso contrastanti e diversi a seconda del contesto.”

Nelle istantanee di IPSOS è possibile verificare l’impatto di questi cambiamenti epocali sulla quotidianità.

Sul tema globalizzazione i sentimenti sono contrastanti: da un lato dopo anni di crescita è messa in discussione del fenomeno, viviamo in un mondo sempre più interconnesso ma anche sempre più diviso con grandi difficoltà per chi storicamente ha guidato questo processo.

Dai dati emerge come 2 persone su 3 sono molto orgogliose del proprio paese di contro, 2 persone su 3 sono anche convinte che la globalizzazione sia positiva(65%) e il 49% degli intervistati si sente cittadino del mondo. Anche per quanto riguarda l’opinione globale sulla società i sentimenti sono discordanti: da un lato le persone amano concepire la propria società come un luogo aperto in cui chi non ha le stesse origini è accolto e benvenuto(74%).

D’altro canto, 3 persone su 4 sentono che il proprio governo non fa abbastanza per loro, con un conseguente sentimento di chiusura, di rivalsa e di paura di rimanere indietro. Ed ancora, più del 60% delle persone pensano che la guida di un leader forte possa essere la soluzione per i problemi del proprio paese.

Sempre con riferimento alla società, dall’analisi “Orientarsi nel Disordine” emerge forte il tema delle disuguaglianze: il 50% delle persone intervistate pensa che le disuguaglianze sia un tema fondamentale da affrontare.

Tra i gruppi più discriminati a livello globale troviamo le persone con disabilità fisica, le donne e le persone con disturbi mentali. In Italia il primo gradino del podio è occupato da tre gruppi: donne, persone LGBTQ+ e persone con disabilità fisica.

Il sentimento sulle disuguaglianze si traduce in aspettativa nei confronti della comunicazione: oltre l’80% delle persone vorrebbe vedere pubblicità che rappresentino persone più reali. Secondo gli intervistati poi,  le donne dovrebbero essere rappresentate in maniera meno stereotipata e 7 persone su 10 pensano che la pubblicità possa influenzare positivamente i comportamenti quotidiani e dunque l’evoluzione positiva della società.

La tecnologia è tra i temi in cui le contraddizioni umane emergono maggiormente: 8 persone su 10 pensano sia inevitabile perdere un po’ di privacy a causa delle nuove tecnologie.

Il 50% degli intervistati sostiene che la preoccupazione di perdere privacy a causa delle nuove tecnologie sia troppo elevata. 6 persone su dieci temono inoltre che il progresso tecnologico distruggerà la nostra vita ma allo stesso tempo 3 persone su 4 non rinuncerebbero mai a internet e smartphone.

Sul tema caldo dell’Intelligenza Artificiale, il 50% delle persone intervistate pensa che questa nuova tecnologia abbia impattato sulla propria vita quotidiana negli ultimi 3-5 anni e l’aspettativa di 2 persone su 3 è vedere nei prossimi 3-5 anni le intelligenze artificiali cambiare ancora di più la nostra vita.

Il lavoro è il tema nel quale si riscontra la divisione più netta tra generazioni. L’approccio al lavoro ha delle differenze sostanziali per la GenZ e le altre generazioni. I dati evidenziano come per gli over 30 il lavoro sia un valore fondamentale (49%) mentre La GenZ su questo punto registra un gap di oltre 10 punti percentuali (38%). Entrambi i gruppi generazionali danno importanza all’aspetto retributivo ma la GenZ è più interessata alla flessibilità mentre le altre generazioni desiderano la stabilità del proprio lavoro.

Sul clima si riscontrano diverse preoccupazioni: le persone da un lato hanno una forte percezione del fatto che, per non andare incontro a un disastro globale, si debba agire e cambiare le proprie abitudini (78%), dall’altro c’è molto scetticismo nel seguire le direttive di chi dovrebbe svolgere un ruolo guida in primis nei confronti del mondo scientifico: oltre la metà delle persone (55%) pensano che nemmeno gli scienziati sappiano come risolvere il problema.

Anche in Italia la percezione del cambiamento si traduce in sentimenti contrastanti da parte dell’intera società. Nel nostro paese molta attenzione viene data alla realizzazione professionale: il 90% delle persone vorrebbe un lavoro gratificante. Il tempo viene percepito come un lusso a causa dei continui stimoli e della rincorsa verso le frequenti e destabilizzanti transizioni. Il cambiamento crea ansia e genera nostalgia verso il passato che viene percepito come migliore. Inoltre, emergono forti il bisogno di oculatezza economica, la difficoltà quotidiana di arrivare a fine mese e la conseguente sfida per trovare il modo di alleggerire la pressione del caro vita.

“Nell’era della discontinuità” anche le aziende italiane si trovano ad affrontare una serie di complessità: dall’approvvigionamento dell’energia (45%), alla supply chain (43%); dalla perdita del capitale umano (28%), alla perdita di immagine (23%) sino ad arrivare al costo del denaro (20%) e alle difficoltà legate alla transizione digitale (19%).

“Orientarsi nel Disordine” è un’analisi che ci restituisce la fotografia di una società in cui si creano fratture e tensioni a cominciare dallo sfarinamento del ceto medio e dalla difficoltà di vedere un futuro diverso dal tempo che stiamo attraversando.

Lo confermano le aspettative di crescita del proprio tenore di vita: il 5% delle persone intervistate pensa che migliorerà il 34% pensa che sia in peggioramento con differenze sostanziali tra il ceto medio e il ceto popolare.

Tra gli elementi positivi emersi da “Orientarsi nel Disordine”, nel nostro Paese si annoverano: il forte senso della famiglia (71%), il senso di positività nei confronti delle proprie capacità di influenzare il futuro (63%) e l’ottimismo nei confronti del proprio futuro personale (58%).

È finita l’epoca delle previsioni lineari basate sull’interpretazione del passato – commenta Nicola Neri – Si tratta di farsi trovare più pronti possibili alle future discontinuità. La chiave? Mostrarsi agili per governare l’incertezza ed essere pronti a cambiare rotta in funzione degli eventi.

È importante mantenersi sempre aggiornati attraverso la formazione, l’apprendimento e l’aggiornamento continui e comprendere  il contesto in cui viviamo diventa fondamentale per imprese e professionisti che devono sviluppare forti capacità di ascolto ed empatia per dare risposte in grado di rispettare le mutevoli aspettative delle persone.”

Di questa e di altre tematiche fondamentali per il mondo del lavoro, dell’innovazione e del digitale Nicola Neri, insieme ad aziende professionisti del settore, ne discuterà durante i Digital Innovation Days in programma dal 25 al 27 ottobre al Talent Garden Calabiana di Milano.

Per ulteriori informazioni, visita il sito ufficiale di Digital Innovation Days

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Redazione

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