• 19/04/2024

Palazzo Reale di Milano, patrimonio della città

 Palazzo Reale di Milano, patrimonio della città

Palazzo Reale di Milano

Il Palazzo Reale di Milano, situato nel cuore della città, è un gioiello architettonico carico di storia. Ne abbiamo parlato con il direttore Domenico Piraina

Un tempo sede del governo e residenza di nobili, questo imponente edificio combina elementi di stili diversi grazie alle ristrutturazioni avvenute nel corso dei secoli. Ora, il Palazzo è un centro culturale di primo piano, ospitando regolarmente mostre d’arte ed eventi, oltre a essere una tappa imperdibile per chi visita Milano.

«Il Palazzo Reale (sito web) è il cuore espositivo del centro di Milano – spiega il direttore Domenico Piraina – su una ricca e forte tradizione, iniziata negli anni Cinquanta, prosegue oggi un lavoro che negli ultimi dieci anni lo ha posizionato a un livello di eccellenza sia per la qualità dei progetti scientifici che per la varietà delle proposte, premiato anche dal gradimento del pubblico con un risultato che da anni stabilmente supera il milione di visitatori.

Le ragioni di un così forte successo sono plurime e vanno dalla programmazione sul medio e lungo periodo, alla disponibilità di importanti relazioni e partnership con i musei del mondo, fino all’eccellenza dei progetti curatoriali che vengono affidati a studiosi di comprovata capacità e di elevato spessore scientifico. È un vanto per Palazzo Reale contare sulla preziosa collaborazione dei più eminenti storici dell’arte italiani e stranieri perché garantiscono la tenuta e la serietà dei progetti. Ogni mostra di Palazzo Reale è una vera e propria mostra d’autore».

Il Palazzo, grazie al recente progetto di riallestimento degli appartamenti reali, è diventato un tesoro di opere d’arte di grande valore, che rappresentano l’eccellenza delle arti decorative di diversi secoli. Tra le opere più significative si trovano sette arazzi situati nelle Sale degli arazzi, risalenti all’epoca arciducale.

Questi arazzi, che rappresentano le storie del mito di Medea e Giasone tratto da Le Metamorfosi di Ovidio, sono stati realizzati dalla manifattura francese dei Gobelins e donati da Luigi XV agli arciduchi Ferdinando d’Asburgo-Lorena e Maria Beatrice Ricciarda d’Este in occasione del loro matrimonio. Pezzo di grande valore è il centrotavola di Giacomo Raffaelli – un capolavoro del famoso mosaicista romano del Settecento – che decorò la tavola per il banchetto offerto in onore dell’incoronazione di Napoleone I a Re d’Italia nel 1805 e fu commissionato dal conte Francesco Melzi d’Eril, all’epoca vicepresidente della Repubblica Italiana.

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Domenico Piraina

Come viene curata l’esperienza del visitatore al Palazzo Reale? Ci sono attività interattive o tour guidati disponibili per i visitatori?

«Significativa è la collaborazione che Palazzo Reale vanta con le più prestigiose firme dell’architettura italiana nella convinzione che anche la mise en scène di una mostra contribuisca enormemente alla migliore leggibilità e interpretazione delle opere e a ricreare un’atmosfera unica di modo che il visitatore si senta protagonista di una esperienza irripetibile. Analoghe osservazioni valgono per i servizi didattici (articolati per le scuole dell’infanzia, primaria e secondaria) e di accompagnamento alla visita, che vengono curati nei minimi dettagli e che interpretano il desiderio dei visitatori di conoscere e di capire meglio le proposte artistiche cui essi partecipano.

Una recente innovazione consistente nella distribuzione gratuita di audio guide, che ha incontrato un gradimento talmente grande che si è ritenuto di offrire questo apprezzato servizio come standard della visita. Particolarmente curata e progettata è l’attività di comunicazione delle mostre, che viene svolta usando tutte le azioni possibili: dalla pubblicità tabellare, alle affissioni, ai social network, ai siti, alle conferenze nelle zone di Milano, agli eventi collaterali e di approfondimento, alle attività di co-marketing».

Quali sono i progetti futuri o le iniziative che Palazzo Reale sta pianificando per coinvolgere la città e tutta la Regione?

«Palazzo Reale continuerà a offrire una programmazione espositiva di alto livello, ma contemporaneamente sta orientando parte della propria attività a tessere i fili della propria identità. Da qualche anno, infatti, ha avviato un percorso di ricerca e di riflessione sulla sua identità storica, che ha portato a una rete di relazioni con altre istituzioni cittadine nello sforzo comune di ricostruirne la vicenda architettonica e politico-sociale nel contesto cittadino.

Tutte le iniziative si inseriscono in un progetto più ampio di recupero della memoria e di tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio storico-artistico di Palazzo Reale, anche tramite il recupero, in accordo con la soprintendenza e gli istituti museali cittadini interessati, di alcuni arredi e oggetti d’arte particolarmente significativi.

In seguito ad una serie di contatti, relazioni e confronti con i direttori di altre realtà europee omologhe alla nostra, siamo stati invitati a fare parte della rete delle Residenze Reali Europee, che annovera player importanti come Versailles, il Palazzo di Schönbrunn, i Castelli della Baviera.

Un panel internazionale che ci aiuta a valorizzare il nostro patrimonio e a condividerlo con una comunità allargata, che si estende oltre i confini nazionali, attraverso scambi culturali e anche progetti di restauro architettonico e di arredamento delle parti nobili del Palazzo».

Ci sono particolari sfide o difficoltà nel preservare e proteggere il patrimonio storico e artistico del Palazzo Reale?

«Ispirandoci alle linee guida di ICOM in materia di conservazione e, in modo particolare al progetto EPICO (European Protocol in Preventive Conservation), abbiamo elaborato una mappa del rischio studiata sulle specificità delle collezioni di Palazzo Reale e, di conseguenza, un piano di azioni preventive e di salvaguardia delle opere.

Si è rivelato particolarmente utile al nostro caso il progetto EPICO perché, nato dall’incontro tra il Castello di Versailles, il Centro di Ricerca del Castello di Versailles, il Centro di Restauro di Venaria, il Palazzo Reale di Wilanow e l’Associazione delle Residenze Reali Europee, definisce un protocollo univoco per la valutazione delle specificità delle collezioni delle dimore storiche e fornisce alle direzioni delle residenze linee guida e strumenti per una programmazione delle attività conservative sostenibili. L’applicazione di tale protocollo ci ha portato negli anni a coltivare confronti e rapporti internazionali».

C’è una particolare mostra o esposizione che attualmente si tiene a Palazzo Reale che consiglierebbe di visitare?

«La programmazione è distribuita su tre momenti temporali: autunno-inverno, primavera ed estate. In un anno siamo in grado di realizzare circa 25 mostre tra arte antica, moderna, contemporanea e fotografia. In ogni momento proponiamo iniziative sempre interessanti. Consiglio vivamente di visitare Palazzo Reale nel prossimo autunno quando, in contemporanea, saranno visitabili mostre importanti come quelle su Goya, El Greco, Giorgio Morandi e Gabriele Basilico».

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Paola Idilla Carella

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