• 20/10/2021

Più computer per tutti: quattro 18enni contro il digital divide

INTERVISTA A Jacopo Rangone, fondatore di PC4U.tech

In poco più di un anno hanno recuperato e poi donato oltre 700 computer, in soli sei mesi hanno raccolto 18.000 euro in fundraising, sono riusciti a coinvolgere il sindaco di Milano Beppe Sala e sono stati nominati a marzo Alfieri della Repubblica dal presidente Mattarella. Jacopo Rangone, Matteo Mainetti, Emanuele Sacco e Pietro Cappellini sono i quattro vulcanici 18enni che hanno creato durante il primo lockdown del 2020 la piattaforma PC4U.tech per aiutare gli studenti milanesi sprovvisti di pc durante la dad. 

La dinamica è tanto semplice quanto efficace: la piattaforma web permette di mettere in collegamento studenti che hanno esigenza di un dispositivo per la didattica digitale (pc o tablet) e persone o aziende dotate di dispositivi usati ma funzionanti da donare. PC4U.tech poi ritira le apparecchiature, le controlla, le sottopone a una nuova inizializzazione e le consegna infine a chi ne ha bisogno. 

Dopo essere partiti da Milano, l’idea è di espandere a breve il progetto in altre città d’Italia. Il dietro le quinte e le prospettive dell’iniziativa ce le racconta Jacopo Rangone (secondo da sinistra nella foto di gruppo).

Raccontaci il dietro le quinte della piattaforma: ad esempio, come è stato il passaggio dall’idea alla sua realizzazione pratica? Come vi siete mossi e organizzati?

«Da quando abbiamo avuto l’idea alla sua trasformazione in un’organizzazione funzionante sono passati circa tre mesi, in cui abbiamo creato il sito, lo abbiamo messo online, abbiamo spiegato l’idea in un comunicato stampa e lo abbiamo iniziato a far girare (ottenendo tra l’altro una copertura mediatica degna di una strategia di pr di alto livello, ndr). Emanuele e Pietro hanno seguito in particolare l’aspetto grafico e la user experience. Matteo si è occupato della logistica e io ho seguito più la parte amministrativa e di relazioni con la stampa e con i referenti esterni. Ognuno ha il suo ruolo in base alle proprie competenze e passioni e questa è la forza del gruppo, oltre all’obiettivo comune: nel breve termine, permettere a centinaia di ragazzi milanesi di seguire le lezioni a distanza e, nel lungo termine, ridurre il divario digitale. Una recente indagine ISTAT dice che il 33,8% delle famiglie italiane non ha un pc o un tablet in casa, e che il 57% dei ragazzi deve condividere un solo computer in famiglia».

Con il lancio dell’attività di fundraising l’iniziativa ha decisamente cambiato passo: quanto avete raccolto?

«In circa sei mesi oltre 18.000 euro, quasi raddoppiando di fatto le nostre aspettative, con un rush finale di 6.000 euro in 48 ore, ottenuto grazie all’aiuto del sindaco Beppe Sala».

Qual è stato il suo apporto?

«A pochi giorni dalla chiusura del fundraising gli abbiamo scritto una mail per raccontargli la nostra iniziativa. Sala non solo ci ha risposto, ci ha anche proposto di realizzare un video insieme di carattere natalizio, per sostenere la raccolta e ha funzionato benissimo!».

Come impiegate le risorse?

«Le usiamo per le riparazioni dei computer, per comprare componenti e per spedire i dispositivi, o ancora per comprare dispositivi usati, per sostenere a nostra volta l’economia circolare. Per ora abbiamo una sede fisica che è un piccolo ufficio avuto in prestito da un’azienda, ma stiamo anche cercando una sede più adeguata».


Oltre a voi quattro, chi altri fa parte della startup?

«Ci sono tante persone che ci danno una mano, volontari e partner, come i professionisti dell’associazione Informatici Senza Frontiere che ci aiutano nel lavoro di revisione e riparazione. Abbiamo anche avuto tre ragazzi del Liceo Volta che hanno fatto da noi il loro percorso di alternanza scuola/lavoro».

Quali sviluppi avete pensato per il vostro progetto?

«PC4U.tech ha senso di esistere anche al di là delle necessità evidenziate nel periodo del Covid-19 per la didattica a distanza, perché la scuola sarà sempre più digitale e gli studenti avranno sempre più bisogno di supporti tecnologici per poter studiare. C’è ancora tantissimo lavoro da fare per colmare il digital divide: non è solo questione di strumenti, ma anche di far capire il potenziale che questi strumenti hanno. Abbiamo avuto dozzine di richieste di estendere il progetto altrove e stiamo lavorando per farlo con il supporto di enti e di imprese. Anche se l’anno prossimo inizieremo l’Università e alcuni di noi andranno all’estero (io alla Wharton School of the University of Pennsylvania, Matteo all’Esade di Barcelona) ci siamo ripromessi di non abbandonare questo progetto e di accertarci che venga portato avanti nello spirito con cui lo abbiamo concepito».

Qual è stato il momento più memorabile di questi ultimi mesi?

«Sono successe tantissime cose, abbiamo fatto un percorso straordinario ed è difficile isolare un solo istante. Potrei dire quando in treno mi hanno avvisato che il Presidente Mattarella ci aveva nominati Alfieri della Repubblica, ma ci sono tanti altri passaggi della nostra avventura che mi rimarranno per sempre impressi nella mente».


APPROFONDIMENTI

https://pc4u.tech/

Maria Comotti