• 04/12/2022

Plasmare il futuro anziché limitarsi a reagire al presente

 Plasmare il futuro anziché limitarsi a reagire al presente

Paul Renda, ceo Miller Group

L’innovazione è un processo di cambiamento, creatività e consapevolezza. Ma il momento per avviare percorsi di sviluppo è ora

Siamo consapevoli che stiamo vivendo anni di mutamenti epocali. La pandemia e i suoi conseguenti effetti a catena hanno prodotto profondi cambiamenti negli stili di vita e nei comportamenti dei consumatori.

Se è vero che diversi sono stati i settori che hanno visto rivoluzionato il proprio assetto nel giro di qualche settimana – dovendo reagire in modo rapido e deciso – è ancora più vero che tutte le organizzazioni, a prescindere dalla loro latitudine e ambito di attività, hanno dovuto modificare il loro rapporto con la tecnologia, i processi di innovazione e la capacità di gestire la conoscenza.

Riflettendo con attenzione, possiamo notare che, mentre nel 2020 le risposte da parte delle organizzazioni ai cambiamenti imposti dal mercato erano principalmente basate sulla disruption, quest’anno le imprese stanno vivendo un periodo che possiamo definire di transizione, in cui hanno iniziato a plasmare il loro futuro invece che reagire al presente.

E sarà forse proprio per questo che il tema relativo all’adozione di modelli di crescita esponenziale rappresenta oggi una delle principali sfide per imprenditori e top manager a livello mondiale: la consapevolezza di un mondo senza più confini, dove i business e le tecnologie crescono in maniera esponenziale grazie all’inarrestabile avanzata della digitalizzazione e delle nuove forme di sapere impone un salto di qualità nella visione e nella struttura dei modelli di business.

Inutile dire che in questo contesto le organizzazioni che non si evolveranno in tale ottica e rimarranno ancorate a modelli tipici del recente passato rischieranno di cedere il passo a quelle realtà che già oggi fanno dell’innovazione e del sapere il proprio punto di forza.

Guardando al nostro Paese, anche se diversi sono gli esempi positivi, è purtroppo doveroso constatare che molto c’è ancora da fare: poche, in valore assoluto, sono le realtà che operano facendo leva sulla tecnologia in accelerazione per generare un impatto che – come dice Salim Ismail, fondatore della teoria delle organizzazioni esponenziali – mira ad avere un impatto fino a 10 volte maggiore di quello dei competitor.

I motivi sono diversi e possono essere ricercati in diversi ambiti. Tuttavia possiamo notare che in molti casi la mancanza di visione di lungo periodo, la lentezza nell’adozione delle cosiddette tecnologie abilitanti e la difficoltà nella gestione di nuova conoscenza rappresentano alcune delle principali criticità.

È necessario prendere consapevolezza che il momento per avviare un percorso di crescita e sviluppo è ora. E sebbene tutto ciò non sia semplice, è possibile notare che iniziano a emergere dei pattern di sviluppo che possono essere d’aiuto e ispirazione. Si tratta di open innovation, distribuzione del sapere, competenze interdisciplinari e un grande interesse per lo sviluppo di soluzioni in grado di integrare innovazione e sostenibilità nella loro accezione più ampia, che includono le persone, il pianeta e i profitti, elementi sempre più connessi in modo virtuoso, tanto che l’uno arriva ad alimentarne l’altro.

E se la nuova generazione di tecnologie è pronta ad aprire nuove industry – come quelle legate all’auto a guida autonoma, alla finanza decentralizzata, alla genomica e allo smart manufacturing – dobbiamo essere consapevoli che per poter operare al meglio sui mercati del domani è necessario abbracciare oggi quelle tecnologie che ormai possiamo iniziare a definire mature. Blockchain, machine learning, digital twin, intelligenza artificiale rappresentano per le organizzazioni quegli elementi essenziali che tutte le imprese italiane dovrebbero mettere in cima alle loro priorità nei prossimi 12 mesi poiché, nel resto del mondo, già oggi sono alla base di molte delle principali aziende di successo.

Non limitatevi ad accettare il cambiamento, cercate di immaginare dove può portarvi.

Paul Renda, ceo Miller Group

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