• 04/12/2022

Slow Food, politiche alimentari e buone pratiche

 Slow Food, politiche alimentari e buone pratiche

È con i distretti del cibo che si gioca il futuro della filiera corta. Ne è convinto Raoul Tiraboschi, bergamasco, vicepresidente nazionale Slow Food

Tiraboschi è coordinatore del tavolo sulle “food policies” per il Comune di Bergamo, ovvero le politiche alimentari e i soggetti che ne sono coinvolti, a partire dalle amministrazioni fino alle associazioni di volontariato, passando per tutti i protagonisti della filiera. Ed è proprio da qui che iniziamo la nostra chiacchierata. Sono molti, infatti, i significati di un termine che racchiude al proprio interno diversi impegni: dall’economia al sociale, dal governo del territorio alle politiche di sviluppo locale, e poi ancora le politiche di welfare, l’educazione, il diritto al cibo, i problemi dell’approvvigionamento e i modelli di distribuzione, la lotta allo spreco e le problematiche legate alla salute, fino al turismo e alla valorizzazione delle aree verdi.

«Per noi – dice Tiraboschi – l’educazione alimentare sta al vertice di tutto il sistema che, come siamo soliti dire, fa leva sul cibo buono, pulito e giusto. E questa attenzione può e deve partire dalla ristorazione scolastica, dalla filiera corta e dall’abbattimento dell’impatto su ambiente e società».

Quattro le “partite” (le chiama proprio così) sulle quali si gioca il futuro del cibo: l’alimentazione in famiglia «È il punto più importante»; la lotta gli sprechi alimentari (con l’istituzione delle “mezze porzioni” nelle mense scolastiche, con le teglie ancora intatte che vengono dirottate ai servizi sociali e alle strutture caritative); l’educazione alimentare (il cibo e il suo rapporto con la salute); la nascita delle “piattaforme” dove, spiega Tiraboschi, «creare consorzi organizzati in grado di sviluppare sinergie tra piccoli produttori».

Uno dei punti di partenza in cui “giocare” queste partite sono i mercati della terra, «luoghi dove acquistare prodotti di qualità, ma anche spazi per costruire comunità, creare scambio e fare educazione», spiega il vicepresidente di Slow Food. Ma anche i distretti del cibo (nuova rivisitazione delle forme associative in agricoltura) e gli “orti sociali”, che da qualche tempo hanno abbandonato l’esclusivo obiettivo di favorire la socialità degli anziani per rivolgersi anche ai giovani, con le amministrazioni pubbliche che premiano le migliori progettualità (per esempio per ciò che riguarda il biologico, la condivisione, gli scambi).

«Il pubblico – dice Tiraboschi – può fare tantissimo per sviluppare le food policies. I piccoli e i medi Comuni, però, non hanno una struttura organizzativa sufficiente per dedicare risorse a questi aspetti. Per questo devono essere i più grandi, a cominciare dalle città metropolitane, a fare da capofila e da coordinamento, sviluppando le piattaforme di cui si diceva prima. E di esempi virtuosi in questo senso ne abbiamo anche in Lombardia: da Milano a Bergamo».

E poi il grande tema della lotta agli sprechi. «Siamo a buon punto – spiega ancora Tiraboschi – e alcune amministrazioni hanno già provveduto a fare una mappatura delle esigenze sociali e delle situazioni di bisogno, mettendo in rete le mense, la grande distribuzione e i consorzi dei piccoli produttori. Sono poi stati individuati degli hub di raccolta del cibo e di ridistribuzione attraverso le associazioni del territorio. E questo avviene già a Cremona, nella Comunità montana di Varese, con la Dispensa sociale a Bergamo e attraverso il progetto Cauto a Brescia. Le imprese private, invece, potrebbero fare di più, magari collegandosi al progetto Whp di Confindustria, che mira al benessere dei dipendenti».

Chiusura con un occhio alle capitali della cultura 2023, Bergamo e Brescia: «Slow Food – conclude Tiraboschi – ha presentato il progetto “Terre alte” alle amministrazioni comunali, che è stato accolto e che prevede la realizzazione di un evento internazionale in cui far convergere le esperienze più virtuose di tutto l’arco alpino».

Sempre che si tratti di progetti buoni, puliti e giusti, come nella migliore tradizione dell’associazione della “chiocciolina”.

Raoul-Tiraboschi (Ph. Alessandro-Vargiu)

Per approfondimenti:

www.slowfood.it

Slow Food Lombardia
www.slowfood.it/lombardia

18 Presìdi Slow Food

Bagòss di Bagolino

Mieli di alta montagna alpina

Razza varzese-ottonese-tortonese

Sardina essiccata tradizionale del lago di Iseo

Pecora brianzola

Agrì di Valtorta

Fatulì

Silter

Missoltino del lago di Como essiccato al sole

Furmàcc del féen

Stracchino all’antica delle valli orobiche

Storico ribelle

Violino di capra della Valchiavenna

Tiròt di Felonica

Melone di Calvenzano

Cipolla rossa di Breme

Carpione del Lago di Garda

Capra orobica

7 Mercati della Terra

Mercato della Terra di Soncino

Mercato della Terra di Milano

Mercato della Terra di Bergamo

Mercato della Terra della Malpensata di Bergamo

Mercato della Terra di Treviglio e Gera d’Adda

Mercato della Terra del Piambello

Mercato della Terra di Padernello

38 Condotte Slow Food

Abbiategrasso e Magenta

Bassa Bergamasca

Bassa Bresciana

Basso Mantovano

Bergamo

Brescia

Como

Comunità del Presidio Slow Food Silter di pascolo

Comunità Slow Food dei Salumi Naturali Tradizionali OFLI (Oglio-Franciacorta-Lago d’Iseo)

Comunità Slow Food di Soncino per la valorizzazione della radice amara

Comunità Slow Food OltrepoEtico, per la valorizzazione delle biodiversità in Oltrepò Pavese.

Comunità Slow Food per la valorizzazione
delle acque del Siccomario

Comunità Slow Food SOPRALAPANCA per valorizzare
la filiera caprina in Lombardia

Cremona

Della Mera

Garda

Gorgonzola e Martesana

Legnano

Mantova

Mercato della Terra del Piambello

Mercato della Terra della Malpensata di Bergamo

Mercato della Terra di Bergamo

Mercato della Terra di Milano

Mercato della Terra di Padernello

Mercato della Terra di Treviglia e Gera d’Adda

Milano

Monza e Brianza

Nord Milano

Oglio Franciacorta Lago d’Iseo

Oglio Po

Oltrepo’ Pavese

Origgio e Saronnese

Presidio della cipolla di Breme

Provincia di Varese

Valle Olona

Vallecamonica

Valli Orobiche

Vigevano E Lomellina

14 Comunità del cibo

Allevatori di pecora brianzola | Razze animali
e allevamento

Coltivatori di triticum monococcum e allevatori
della pianura bresciana | Agricoltura

Comunità del fagiolo di Brebbia | Legumi

Comunità dell’apprendimento di Manerbio |
Progetti di educazione

Comunità dell’apprendimento di Marnate |
Progetti di educazione

Comunita dell’apprendimento di Padenghe sul Garda | Progetti di educazione

Comunità dell’apprendimento di Pegognaga |
Progetti di educazione

Ecomuseo Val Taleggio | Altro

Produttori del Parco Montevecchia e della Val Curone | Agricoltura

Produttori dell’Oltrepò Pavese | Agricoltura

Produttori di asparagi di Cilavegna |
Ortaggi e conserve vegetali

Produttori di frutta e Lambrusco del Viadanese Casalasco | Agricoltura

Produttori di mais spinato di Gandino | Cereali e farine

Produttori di mostarda mantovana | Ortaggi e conserve vegetali

David Meccoli

Giornalista - david.meccoli@toscanaeconomy.it

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