• 04/12/2022

Prana Ventures, fondo che investe nelle start-up: «Sviluppare mercato con creatività italiana»

 Prana Ventures, fondo che investe nelle start-up: «Sviluppare mercato con creatività italiana»

Alessio Semoli

Presidente Semoli: «Puntiamo su intelligenza artificiale, blockchain, software service, e-commerce, market place e tecnologie innovative»

Un fondo di investimento con un approccio innovativo, che ha l’intento di supportare nuove imprese nelle prime fasi della loro vita. Prana Ventures, con base a Milano, ha visto la luce lo scorso luglio ed è solo all’inizio di questa avventura. «Siamo operational, ovvero abbiamo un nostro trackrecord legato al mondo dell’imprenditoria digitale, siamo quindi in grado, attraverso sia i partner del fondo, sia attraverso una serie di figure professionali collegate, di supportare le start up e farle crescere sui vari settori (ad esempio marketing, vendita, tecnologia). Ci prendiamo cura della società in cui investiamo per aiutarla. A luglio è partita la prima fase del first closing, dove abbiamo raggiunto circa 35 milioni dei 50milioni di target che abbiamo come obiettivo. Il nostro focus è quello di investire nelle società innovative che, grazie al nostro apporto, potranno svilupparsi e successivamente diventare realtà che possono portare un miglioramento in quello che è il loro modello di business», ha spiegato il presidente, Alessio Semoli, che guida il progetto insieme all’amministratore delegato Lisa Di Svevo.
Dottor Semoli, con quale criterio scegliete le imprese che andate a supportare?
«La selezione è sempre il passaggio più difficile, soprattutto nella fase in cui operiamo noi, quella del seed. Dobbiamo riuscire a vedere molto lontano, facendo una proiezione di quello che può accadere. Ovviamente al primo posto, prima di guardare il modello, guardiamo il team e il suo affiatamento, le persone, l’esperienza, perché per noi è importante capire quanto saranno uniti, non tanto quando le cose andranno bene, ma quando ci saranno problemi. Guardiamo poi il modello di business, quanto la tecnologia è in grado di scalare e quindi quanto effettivamente può funzionare, poi ciò che noi possiamo portare del nostro network e delle nostre competenze per far crescere al meglio la società».
Di che cosa si occupano le imprese che state supportando?
«Noi investiamo nell’intelligenza artificiale, la block chain, il mondo del software service, l’e-commerce, i market place e le tecnologie innovative come realtà virtuale e aumentata. Dal nostro punto di vista sono i settori con maggiore interesse nella crescita. Alcuni sono più maturi, altri stanno maturando. Ad esempio per l’intelligenza artificiale e la block chain siamo all’inizio di un percorso che vede comunque una traiettoria non ben definita, su cui molte realtà, a livello mondiale, stanno investendo ma che è ancora agli inizi. Sarà molto importante capire come si evolverà».
Perché avete scelto di investire in Italia?
«Il nostro focus è italiano perché qui ci sono imprenditori validi, molti dei quali vanno all’estero dove trovano finanziamenti. Noi abbiamo un potenziale importante legato all’impresa italiana e la creatività degli imprenditori. Crediamo che sia un mercato tutto da sviluppare. Il nostro focus e le nostre competenze del network sono italiane. Vogliamo partire da qui per poi internazionalizzare le società, ma rimanendo sempre con un focus italiano».
In cosa aiutate le imprese su cui decidete di investire?
«Come tutti i fondi investiamo, quindi prendiamo Ebit in cambio di denaro. L’altra parte, noi la diamo gratuitamente a supporto perché il nostro interesse è far sì che l’investimento funzioni. Se la start-up lo desidera, può utilizzare una serie di figure professionali che noi abbiamo nel nostro team, per aiutarli a crescere. In più mettiamo una figura di riferimento nel board della start-up, per far da mentor in funzione di un miglioramento. Il nostro scopo è quello di aiutarli in un percorso di crescita, dove c’è anche un confronto con l’esperienza di persone che nel passato hanno fatto la stessa cosa, facendo presenti gli errori che si possono commettere per poi risolverli».
Quali sono i vostri obiettivi sul medio e lungo termine?
«Il nostro obiettivo è quello di fare 30 investimenti in 5 anni. Stiamo continuando a raccogliere anche per noi nuovi investitori, fino a luglio. Questo ci consentirà di investire su ancora più aziende con un taglio un po’ più alto. Nel lato di ritorno, ci aspettiamo nel giro dei prossimi due anni di cominciare a fare le prime exit nelle società in cui investiremo nel 2021-22».
Come fare per entrare nel vostro percorso di selection?
«Alcuni progetti arrivano direttamente al nostro sito o ai nostri canali, un’altra parte viene selezionata da noi, in base a quelle che sono le opportunità. Chiunque comunque può inviarci il proprio progetto, direttamente dal sito. Verranno poi contattati dai nostri analisti che iniziano ad approfondire e capire se il target è coerente con il progetto presentato. Da lì inizia un percorso di analisi».

Arianna Sironi

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