• 02/12/2022

Procedure alternative al processo ordinario: l’esempio virtuoso della Camera Arbitrale di Milano

 Procedure alternative al processo ordinario: l’esempio virtuoso della Camera Arbitrale di Milano

Riccardo Troiano

Mediazione, negoziazione assistita e l’arbitrato rappresentano gli strumenti più efficaci di deflazione del contenzioso davanti al giudice ordinario

Nessuna riforma del processo civile, per quanto enfatizzata nei suoi effetti potenziali, è in grado da sola di riuscire nell’intento di armonizzare il sistema processuale civile italiano a quello europeo, quanto lo sono gli strumenti di composizione alternativa delle controversie da un lato e l’arbitrato dall’altro. Ne sono una testimonianza i fallimenti sin qui registrati dalle innumerevoli e formalmente pregevoli riforme già implementate.

In tale contesto, non è sufficiente (ancorché necessario) introdurre la normativa su mediazione (Decreto Legislativo n. 28 del 2010) e negoziazione assistita (Legge n. 162 del 2014), ma aggiungere incentivi concreti che spingano le parti a ricorrere a tali strumenti, pur in mancanza di una prescrizione di obbligatorietà.

Tra questi, oltre a incentivi fiscali a favore delle parti, la Legge delega (n. 206/2021) di riforma del processo civile prevede anche ulteriori effetti vincolanti sull’eventuale processo, del materiale raccolto nel corso del procedimento alternativo.

Ma è di tutta evidenza che all’aggravio degli effetti e dei vincoli rispetto all’eventuale futuro processo che possono nascere dalle suddette procedure, si dovranno affiancare altrettanti incentivi per gli avvocati, come ad esempio il riconoscimento di compensi rapportati a quelli previsti per i procedimenti davanti al giudice ordinario. Un tema questo mai troppo considerato dal legislatore.

Ma al di là delle riforme benvenute e degli interventi normativi settoriali, molto contano anche le iniziative spontanee assunte da istituzioni autonome, che promuovono sia l’arbitrato sia le altre procedure alternative.

Da questo punto di vista un esempio di particolare interesse è rappresentato, nel vasto panorama delle Camere arbitrali esistenti in Italia, senza dubbio alcuno dalla Camera arbitrale di Milano (Cam), dalla cui esperienza possono anche trarsi utili spunti di indagine sugli elementi che più di altri sono in grado di favorire l’accesso e il successo dei suddetti strumenti.

Quel che infatti emerge dai dati più recenti pubblicati dalla Cam per il 2021 è che ad esempio per numero di procedure arbitrali, il trend è in netta crescita, con un numero di lodi emessi nel 2021 superiore del 100% rispetto a quelli del 2020.

Le ragioni (molto in breve) a mio parere possono essere ricercate (i) nell’aver aggiunto anche un arbitrato con procedimento semplificato, (ii) nel frequente ricorso all’arbitro unico, (iii) nella rapidità dei procedimenti stessi (in media un anno circa per l’ordinario e poco più di un semestre per il semplificato), (iv) nella riduzione dei costi complessivi della procedura (la cui efficacia è testimoniata anche dal valore medio delle procedure che si attesta su meno di due milioni di euro), (v) nell’uso crescente della tecnologia e non ultima (vi) nella previsione anche di un potere cautelare in capo agli arbitri.

Analoghe considerazioni per la Mediazione, che nel 2020 ha registrato un tasso di successo delle domande di oltre il 60%, rispetto ad una media nazionale del 47%, con una durata media del procedimento di 100 giorni rispetto ai 170 della media nazionale,

Anche per la Mediazione, l’uso crescente della tecnologia, tempi di svolgimento più brevi rispetto alla media e costi ridotti, oltre alla professionalità dei mediatori, rappresentano i driver dei dati incoraggianti appena riportati.

Per il successo generale della mediazione naturalmente occorre che misure realmente incentivanti vengano adottate anche da altri istituti di mediazione, a partire proprio dalla professionalità dei mediatori.

Allo stesso modo, perché l’arbitrato possa raggiungere auspicati livelli di diffusione tali da poter incidere positivamente sul carico dei procedimenti giurisdizionali, è necessario che le istituzioni che li amministrano si dotino anche di idonei strumenti tecnologici (pensiamo ai sistemi di registrazione delle udienze) e di metodologie che assicurino contenimento di costi ed efficienza organizzativa.

Avv. Riccardo Troiano, founding partner Alma sta

Leggi anche