• 30/11/2022

Produzione manifatturiera lombarda conferma buoni risultati, stentano però le piccole imprese

 Produzione manifatturiera lombarda conferma buoni risultati, stentano però le piccole imprese

La domanda rimane sostenuta, ma si addensano preoccupazioni per la capacità produttiva legate a materie prime e prezzi energia

La produzione industriale lombarda nel primo trimestre 2022 riduce l’intensità della crescita congiunturale registrando un +1,8% rispetto al trimestre precedente. La variazione tendenziale, ora non più falsata dai risultati del 2020 legati al lockdown e alle forti contrazioni della domanda, è pari a +11,2%. Questo risultato positivo è diffuso a quasi tutti i settori con l’eccezione dei mezzi di trasporto che registrano un live calo tendenziale (-0,1%). Fanno ancora da traino al recupero produttivo gli ordini esteri cresciuti del 4,0% rispetto al trimestre precedente. Positiva anche la domanda interna (+2,7%), ma l’intensità della crescita si riduce. Risultati positivi anche per le aziende artigiane manifatturiere che segnano una crescita della produzione del +2,0% congiunturale e del 9,6% tendenziale. Per queste imprese rivolte maggiormente al mercato interno, gli ordini sono postivi ma meno dinamici (+1,2% congiunturale gli ordini interni). Crescono maggiormente in questo trimestre i settori del comparto moda (Abbigliamento, Pelli-Calzature e Tessile) ma scontano gap significativi da recuperare rispetto al dato medio, in particolare Abbigliamento e Tessile.

Rimane alta l’attenzione sui prezzi per i rincari di beni energetici, delle materie prime e componenti varie. Rispetto al I° trimestre 2021 i prezzi delle materie prime sono cresciuti mediamente del 57,6% per le imprese industriali e del 76,8% per le artigiane. Persistono difficoltà di approvvigionamento con rallentamenti e interruzioni delle catene di fornitura.

Per la produzione lombarda il quadro congiunturale di inizio 2022 è dinamico ma in un contesto nuovo e difficile caratterizzato da forti rischi geopolitici e gravi ripercussioni su imprese e consumi – dichiara il presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio. “I risultati positivi sono sostenuti da portafogli ordini ancora ai massimi: per la maggior parte dei settori il problema non sembra essere la domanda, ma una capacità produttiva ostacolata da carenza di materiali e componenti e prezzi dell’energia crescenti. Gli imprenditori reagiscono a queste difficoltà con aspettative ancora positive per il prossimo trimestre, ma in netto peggioramento riflettendo le loro preoccupazioni.”

 “I dati sono positivi e di tenuta del nostro sistema manifatturiero pur registrando un rallentamento della crescita. Il ‘sistema Lombardo’ tiene e, lo fa, bene, affrontando anche fattori negativi di influenza esterna; tra questi continuiamo a ribadire la necessità di interventi ulteriori a livello sovraregionali, centrale ed europeo, sia sulla calmierazione dei costi energetici sia sui rincari”, ha dichiarato l’assessore allo sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, aggiungendo che “sarà molto utile affrontare con pragmatismo e realismo i temi del credito e della liquidità alle imprese su cui abbiamo già avanzato proposte concrete, poi condivise con le altre regioni. Si tratta di proposte necessarie al continuo sostegno alle imprese e per cui anche al lavoro”.

“L’analisi di Unioncamere Lombardia in collaborazione con Regione Lombardia e Confindustria Lombardia relativa al primo trimestre – dice il presidente di Confindustria Lombardia Francesco Buzzellavede un rallentamento congiunturale di tutti i principali indici. La positività complessiva dei dati non deve illudere: a inizio 2022 assistiamo a un trascinamento della fortissima crescita registrata negli ultimi trimestri del 2021 e gli effetti del conflitto in Ucraina si stanno traducendo in una forte incertezza e volatilità che rappresentano i due principali nemici dell’impresa. I segnali di uno scenario in peggioramento del quadro economico lombardo sono innanzitutto nell’indice delle scorte di magazzino: -7,5% le materie prime e -6,8% dei prodotti. Questo significa che, esaurite le scorte, i costi delle produzioni in corso sono direttamente correlati ai prezzi attuali dei materiali (+74,3% economie di scala, settori tradizionali +57%, alta tecnologia +41,2%) oltre che alla volatilità dei costi dell’energia. I margini che l’industria aveva risultano quindi tutti assorbiti e a questi livelli di prezzo si può resistere 3 mesi, oltre i quali vi è una tempesta all’orizzonte. In questo quadro va riconosciuta agli imprenditori lombardi una sorprendente capacità di adattamento nel lavorare con un orizzonte di brevissimo termine.

A livello nazionale il Centro Studi di Confindustria ha già rilevato un calo congiunturale della produzione industriale (-1,6%) nel 1° trimestre e stima per il 2° trimestre un -2,5%. L’allarme per l’industria nasce soprattutto dall’essere svantaggiati rispetto ai competitors di fronte agli shock asimmetrici a cui siamo sottoposti a causa del caro energia, delle difficoltà di approvvigionamento e delle sanzioni: in merito gli imprenditori italiani da due mesi ormai chiedono a gran voce un tetto al prezzo del gas sul modello di Spagna e Portogallo.

Il mercato del lavoro lombardo, infine, conferma l’ottimo trend dell’occupazione regionale, con l’assorbimento quasi totale della CIG e l’aumento congiunturale dello 0,7%, ma si avvicina sempre più al punto di paradosso – ampiamente anticipato da Confindustria – nel quale le imprese hanno difficoltà a reperire le professionalità ricercate”.

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