• 23/05/2022

Futuro incerto per il turismo: il 90% delle imprese pessimista su ritorno a livelli pre-Covid

 Futuro incerto per il turismo: il 90% delle imprese pessimista su ritorno a livelli pre-Covid

Prioritari gli aiuti contro il caro-energia (per il 69%) e le moratorie fiscali (56%)

La Lombardia passa da lunedì 28 febbraio in zona bianca, ma al miglioramento della situazione Covid non corrisponde ancora – per le imprese del comparto turistico e dell’attrattività di Milano, Monza Brianza e Lodi – una percezione di maggior fiducia per una vera ripresa con il ritorno dei fatturati ai livelli pre-Covid.

E’ il sentiment che emerge dall’indagine mirata di Confcommercio Milano (dati elaborati dall’Ufficio Studi) indirizzata a un segmento di attività legate al turismo con le risposte di 350 imprese* (57% ristorazione, 23% tour operator, agenzie di viaggio, guide turistiche, 20% alberghi/ricettività) su valutazione della ripartenza e giudizio sui sostegni economici.

Il 60% delle imprese non crede che per turismo e attrattività possa esserci una decisa ripresa con la primavera avanzata e il 64% fatica ancora a rilevare effetti positivi nell’attività con la diminuzione dei contagi e il progressivo ritorno alla normalità.

E alla domanda di quando il fatturato potrà ritornare ai livelli pre-Covid, il 90% reputa che il clima di incertezza non permetta di fare previsioni (entro la fine del 2022 per l’8%, nel primo semestre di quest’anno l’1% ed è già tornato ai livelli pre-pandemia sempre l’1%).

Il mancato rinnovo della cassa integrazione Covid per la filiera turistica (e altri settori del terziario) ha avuto ripercussioni per il 57% dei rispondenti con una riduzione del personale fra il 10 e il 30% per il 55% delle imprese.

L’intervento prioritario per le imprese di turismo e attrattività è quello di aiuti in materia di costi energetici (69%). Poi la proroga di scadenze fiscali (56%), il rinnovo della cassa Covid (46%), la moratoria dei debiti bancari (43%).

La maggiore criticità indicata dalle imprese è il calo del turismo (61%). A Milano Il 54% delle attività del comparto turistico e dell’attrattività indica anche negli effetti dello smart working, con le modifiche dei flussi cittadini, uno dei freni alla ripresa. Percentuale che si alza al 73% nelle imprese di ristorazione.

Tra le criticità segnalate, importante anche lo slittamento di fiere e congressi (50%).

“Bene il ritorno in zona bianca della Lombardia – afferma Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza – ma il percorso per tornare ai livelli pre-Covid è ancora molto incerto soprattutto per il settore turistico e dell’attrattività. Pesano le perdite subite, il caro energia senza precedenti e le tensioni internazionali. In questa fase ancora molto critica è fondamentale sostenere le imprese con maggiori risorse e rinnovare le moratorie fiscali e creditizie”.

 *Il 73% da Milano città e hinterland.

I GRAFICI DELL’INDAGINE (A CURA DELL’UFFICIO STUDI)

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