• 30/11/2022

Ristorazione, il futuro del b2b è digitale: il fenomeno Deliveristo

 Ristorazione, il futuro del b2b è digitale: il fenomeno Deliveristo

Conta 40 persone la prima piattaforma nata per addetti ai lavori. Fornitori e chef (anche stellati) convergono in un progetto consolidato

Un progetto che sta mettendo anche in luce i grandi cambiamenti nella domanda-offerta del settore della ristorazione. Ivan Aimo, fondatore e ceo di Deliveristo ci spiega perché i numeri della piattaforma crescono di anno in anno.

Ivan Aimo, fondatore e ceo Deliveristo

Cosa decreta oggi il successo di Deliveristo?

«È una piattaforma digitale che connette i fornitori al mondo della ristorazione e che tutti gli operatori del settore possono utilizzare. Stiamo però osservando una maggiore attenzione soprattutto da quanti sono più avvezzi al digitale, ed essendo più open mind sono proiettati verso la nuova ristorazione. Tra i nostri clienti ci sono molte realtà, il mondo del dark kitchen, ghost kitchen, cloud kitchen e altri fenomeni più recenti legati al settore, così come abbiamo anche ristoranti storici di Milano, anche il più antico».

Vista la generale situazione della ristorazione, l’ultimo anno com’è andato?

«Nel 2021 abbiamo triplicato i volumi. Abbiamo realizzato quasi il 300% del fatturato, tanto per avere un’idea, rispetto all’anno prima».

Un’idea vincente e che non esisteva.

«Non c’era. I ristoranti per fare gli ordini prendevano carta e penna, così i fornitori, o con messaggi, via telefono, poi un ordine su dieci non veniva finalizzato. Il digitale ha portato una ventata di novità e di vantaggi e Deliveristo ha organizzato tutto questo in processi che sono stati semplificati grazie alla tecnologia».

Ci sono anche altri punti di forza in questo modello di lavoro?

«Sì, c’è anche una semplicità amministrativa, perché oggi si può comprare da 300 fornitori diversi e si riceve tutto con un’unica fattura riepilogativa a fine mese, quindi è tutto più semplice. E poi si possono confrontare i prezzi sulla stessa piattaforma, avere più scelta. Sulla piazza di Milano per esempio abbiamo 6 distributori diversi di frutta e verdura diversi, quindi si è più liberi di acquistare da chi si vuole. Fino ad oggi non era possibile tutto questo su un unico sistema».

Dietro ad un progetto del genere, quanti e quali figure ruotano?

«È un team eterogeneo: ci sono diversi giovani che sviluppano la tecnologia della piattaforma, poi altre che lavorano sul marketing ovviamente digitale, sulla promozione, e altre che lavorano sull’operation perché oggi, oltre a gestire la piattaforma, gestiamo anche gli ordini che genera: dalle 6,30 del mattino a mezzanotte copriamo su due shift orari le ordinazioni e ci sono delle persone che controllano che tutti gli ordini siano stati presi in carico, che le consegne siano puntuali, ecc. e questa è una componente importante per il servizio che vogliamo offrire. La nostra idea è che il ristoratore abbia la semplicità a 360°: dopo aver fatto un qualsiasi ordine digitalmente, pensiamo noi a tutti gli ordini fatti e a gestire tutte le problematiche».

E grazie a quante persone, dunque?

«L’anno scorso eravamo una decina a gestire tutto, oggi siamo 40… per il 2022 poi puntiamo a raddoppiare o triplicare il personale, sicuramente».

Ogni anno aumenta la domanda, diceva, quindi per il futuro come pensa di implementare una simile piattaforma? Su quali aspetti crede si debba puntare?

«Noi cerchiamo sempre di completare l’offerta il più possibile. Oltre al Sud, ora stiamo inserendo nella piattaforma dei fornitori anche il no-food, quindi tutto quello che può essere utile ad un ristorante ma che non sia consumabile, quindi stiamo lavorando già su quell’ambito. Più andiamo avanti più ci accorgiamo che c’è molto da inserire. Cominceremo a lavorare anche sul reparto dolci, sulle bevande… c’è molto da creare».

E in questo momento, delicato, di ripartenza, come esserne la risposta?

«Deliveristo è ideale proprio in questa fase di ripartenza. La ristorazione è stata messa in ginocchio e piano piano sta ripartendo adesso. Noi l’abbiamo fatto con un’ottica innovativa, perché il ristorante mai come oggi sta venendo travolto dalla digitalizzazione, dall’ordine digitale agli stessi menu, nei sistemi gestionali per il ristoratore che fino a ieri erano un block notes, all’arrivo delle prenotazioni. Deliveristo si aggancia alla parte di procurement che era l’ultima ad averne bisogno».

Com’è il ristorante del futuro?

«È quello in cui tutti questi sistemi sono integrati tra di loro, dove quindi il lavoro del ristoratore è molto più agevolato da questi processi che comunicano, un mondo diverso rispetto a 3-4 anni fa quando tutto questo non c’era. Quello che sto notando è che un cambio di mentalità, un passo in avanti nel settore, proprio da ora».

Per approfondimenti:

www.deliveristo.com

Antonella Tereo

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