• 20/05/2024

Tecnici pronti per il futuro – programmi ITS

 Tecnici pronti per il futuro –  programmi ITS

Brunella Reverberi

INTERVISTA A

Brunella Reverberi, dirigente per la programmazione dell’Istruzione e Formazione professionale lombarda

Aree tecnologiche, strategie, finanziamenti per i programmi ITS della regione, per qualificare le competenze tecniche della prossima generazione di lavoratori. Operai, tecnici specializzati, figure che si integrano in un mondo sempre più digitale. Ecco un quadro sui dati e sui progetti futuri per la formazione nel sistema ITS nel territorio lombardo, secondo Brunella Reverberi, dirigente per la programmazione dell’Istruzione e Formazione professionale lombarda

Nello scenario attuale, le competenze tecniche nel mondo del lavoro su cosa stanno vertendo maggiormente?

Le grandi trasformazioni che contraddistinguono l’attuale contesto socio-economico, prime fra tutte quella digitale e ambientale, comportano anche un adeguamento delle competenze tecniche. Le competenze maggiormente richieste nel mondo del lavoro saranno, quindi, quelle inerenti al mondo digitale e alla transizione ecologica, tenendo anche presente gli obiettivi strategici del piano Next Generation EU. Secondo alcune stime (Unioncamere – ANPAL, Sistema Informativo Excelsior), tra il 2022 e il 2026, sarà richiesto dalle imprese e dalla PA il possesso di competenze green con importanza almeno intermedia ad oltre 2,4 milioni di lavoratori (oltre il 60% del fabbisogno del quinquennio) e con importanza elevata a poco meno di un milione e mezzo di unità (circa il 37% del totale). Continuano, poi, ad essere sempre più ricercate le competenze digitali, che si stima saranno richieste tra il 2022 e il 2026 a poco meno di 2,2 milioni di occupati (oltre il 54% del fabbisogno totale).

La scelta in Lombardia per il settore ITS: su cosa sta puntando quindi e perché?

La popolazione di età compresa tra i 25 e i 64 anni in possesso di un titolo di studio di livello terziario è pari al 21,1% in Regione Lombardia, rispetto al 19,6% del dato italiano e al 31,6% del dato medio EU (dati 2019). È dunque necessario investire sulla formazione terziaria dei giovani per aiutarli a sviluppare delle competenze fondate sulla stretta relazione esistente tra il fabbisogno di competenze e la necessità delle imprese di mantenere la propria competitività su scala nazionale e globale. Ad oggi gli iscritti al sistema ITS in Italia sono il 3% degli iscritti all’università; in Germania gli iscritti all’esperienza ormai ben più consolidata degli equivalenti ITS italiani, le Fachhochschule, sono il 56% rispetto a quelli universitari. Il sistema ITS italiano, unico percorso di istruzione terziaria non accademica, ha bisogno di una forte spinta alla crescita. Come obiettivo prioritario ha quello di stabilizzare e sviluppare il sistema lombardo di istruzione tecnica superiore, moltiplicando i percorsi e aumentando gli iscritti attraverso la semplificazione delle procedure per l’approvazione dell’offerta formativa. Tutto questo per soddisfare gli specifici fabbisogni del tessuto produttivo e imprenditoriale lombardo, e in particolare delle PMI, oltre che colmare progressivamente il mismatch presente tra la domanda e l’offerta di lavoro che condiziona lo sviluppo delle nostre imprese. Inoltre, i percorsi ITS puntano a favorire la formazione continua dei lavoratori, il trasferimento tecnologico verso le imprese e l’orientamento permanente dei giovani verso le professioni tecniche e altamente specializzate. In generale i percorsi ITS, in filiera e continuità con i percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS), tentano di promuovere e sostenere la diffusione della cultura scientifica e tecnologica.

Quale gamma di opportunità si apre con una formazione di questo tipo e con quali criteri la regione può diventare un modello in tal senso?

Secondo i dati di monitoraggio della Banca Dati Nazionale ITS di INDIRE (aggiornati ad aprile 2022) la Lombardia si conferma ai vertici dello sviluppo del sistema ITS in termini di offerta di istruzione terziaria professionalizzante non accademica, detenendo il primato regionale per numero di Fondazioni, di percorsi erogati, di alunni iscritti, di diplomati e di occupati. Il numero di Fondazioni ITS con sede legale in Lombardia è quasi triplicato nell’ultimo decennio. Una crescita ancora più forte si è registrata relativamente al numero di percorsi erogati dalle Fondazioni lombarde e al numero di alunni iscritti alle stesse. Ad oggi la Lombardia ospita quasi un quinto delle Fondazioni (25) presenti sul territorio nazionale e il 21% degli iscritti. Con l’avvio dei nuovi percorsi per l’anno formativo 2022/2023, la Regione metterà a disposizione dei giovani residenti o domiciliati in Lombardia un’offerta formativa di quasi 300 percorsi ITS che intercetteranno oltre 6.500 studenti, raggiungendo circa il 30% del totale degli iscritti al sistema ITS registrati a livello nazionale ad oggi. Il monitoraggio nazionale dei percorsi ITS condotto da INDIRE nel 2022, che analizza i percorsi terminati nel 2020, ha rilevato che a distanza di un anno dal diploma, per la Lombardia, la quota di occupati sul totale dei diplomati è pari al 79%, percentuale in linea con quella nazionale.

Quali sono i percorsi ITS nello specifico?

Sei sono le diverse aree tecnologiche considerate “strategiche” per lo sviluppo economico e la competitività del territorio e per il prossimo anno formativo riguarderanno per il 49% l’area tecnologica, attraverso 83 percorsi. Nuove tecnologie per il Made in Italy (meccanica, moda, casa, impresa, agro-alimentare), per il 21% (35 percorsi) l’area tecnologica tecnologie dell’informazione e della comunicazione, per il 9% (16 percorsi) l’area tecnologica tecnologie innovative per i beni e le attività culturali – turismo, per l’8% (12 percorsi) l’area Mobilità sostenibile, per il 7% (12 percorsi) l’area efficienza energetica e per il 6% (11 percorsi) l’area nuove tecnologie della vita. È evidente che il sistema lombardo ha raggiunto un’estensione tale da poter essere considerato come punto di riferimento della formazione terziaria professionalizzante per i giovani di tutta Italia. Infine, Regione Lombardia ha puntato molto non solo sul miglioramento quantitativo, ma anche qualitativo della propria offerta formativa: sostenendo il potenziamento e l’innovazione tecnologica dei laboratori delle Fondazioni ITS, sono stati messi a disposizione delle Fondazioni ITS lombarde 2,5 milioni di euro che sono stati utilizzati principalmente per macchinari per i laboratori, l’acquisto di PC portatili, tablet, stampanti 3D, scanner 3D, software gestionali, software di Cloud e SaaS, hardware, e molto altro.

Che tipo di investimenti ha fatto la Regione e quali sono in programma per un percorso di questo tipo?

Dal 2014 al 2021 Regione Lombardia ha investito quasi 101 milioni di euro nel sistema ITS, di cui 49,2 milioni provenienti dal POR FSE 2014/2020 (Assi I e III). Per l’anno formativo 2022/23 lo stanziamento di risorse è pari a circa 39 milioni di euro, 11 milioni in più rispetto alle risorse complessivamente stanziate per lo scorso anno.

Qual è la prossima sfida per la formazione ITS e gli obiettivi da raggiungere nell’arco dei prossimi anni?

L’auspicio per il futuro è che si possa presto arrivare ad utilizzare i fondi previsti dal Pnrr. L’investimento prevede uno stanziamento pari a 1,5 miliardi di euro per l’incremento del numero dei percorsi ITS, il potenziamento dei laboratori con tecnologie 4.0, la formazione dei docenti che siano in grado di adattare i programmi formativi ai fabbisogni delle aziende locali e lo sviluppo di una piattaforma digitale nazionale per le offerte di lavoro rivolte agli studenti in possesso di qualifiche professionali. In questo senso, come Regione Lombardia, al momento stiamo cercando di poter giungere ad ottenere quanto prima il riparto dei primi 500 milioni di euro a valere sulle risorse Pnrr per potenziare ulteriormente i laboratori delle nostre Fondazioni ITS.

Per approfondimenti: Corsi ITS

Antonella Tereo

Giornalista specializzata in attualità, lifestyle e turismo

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