• 06/12/2023

Top Employers certifica le eccellenze aziendali in ambito HR

 Top Employers certifica le eccellenze aziendali in ambito HR

INTERVISTA A

Massimo Begelle, regional manager Italia e Spagna

Top Employers Institute è l’ente certificatore globale delle eccellenze aziendali in ambito HR. Con una sua metodologia originale e indipendente, analizza, valuta e certifica le aziende e le loro condizioni di lavoro. Fondato nel 1991, presente in Italia dal 2008, Top Employers Institute è riconosciuto a livello globale e presente in tutti in Continenti. Il suo HQ è ad Amsterdam (Paesi Bassi)

“Per ottenere la certificazione Top Employers è necessario possedere una eccellenza di politiche e strategie HR – spiega Massimo Begelle, regional manager per Italia e Spagna – la Certificazione Top Employers, infatti, riconosce, a livello globale, le eccellenze aziendali in ambito HR. E lo fa attraverso un Programma di Certificazione consolidato e aperto ad aziende che abbiano un un team e una politica HR ben strutturate, un minimo di 250 dipendenti a livello nazionale e un minimo di 2500 a livello globale se sono multinazionali. Il Programma di Certificazione si protrae poi per parecchi mesi, nel corso dei quali, attraverso l’HR Best Practices Survey, vengono presi in esame politiche e strategie HR, e analizzate oltre 400 best practice. I risultati della Survey vengono poi sottoposti a una doppia Audit e se raggiungono gli standard richiesti, alle aziende viene riconosciuta la Certificazione Top Employers.

Come è cambiato il ruolo del datore di lavoro negli ultimi anni?

Noi, come Top Employers Institute siamo attivi a livello globale da oltre 30 anni e in Italia siamo presenti con la prima Certificazione dal 2009. In questi 15 anni abbiamo quindi potuto assistere a un profondo cambiamento del settore HR, il quale è passato da “Ufficio del personale” a Team strutturato e sempre più focalizzato all’ascolto, coinvolgimento, e motivazione delle persone. Auspicando anche un loro ruolo sempre più attivo e partecipe nel disegnare il proprio ruolo professionale e i propri percorsi di carriera. Parallelamente, hanno assunto sempre più peso nuovi valori di cultura aziendale, che vengono offerti al dipendente all’interno di un vero e proprio ecosistema dove, accanto agli elementi retributivi trovano spazio politiche di well being, inclusione, sostenibilità, caring, progettualità a 360°.

Con l’avvento della digitalizzazione che ha reso tutto maggiormente trasparente e accessibile quali sono le sfide che si presentano alle aziende?

Passata l’emergenza e l’urgenza di affrontare una digitalizzazione nei momenti critici della pandemia, per le aziende ora è il momento di affrontare con maggiore progettualità una trasformazione digitale che coinvolga tutto il nuovo modo di lavorare in azienda, sia in presenza, sia da remoto. Una trasformazione profonda, che necessita di adeguamenti tecnologici (accessi a piattaforme integrate, assessment periodici delle tecnologie, mappature delle esperienze digitali dei dipendenti) e nuovi percorsi di formazione. Una sfida importante, che affida un ruolo di primo piano al Digital HR, il quale si ritroverà a dover rendere ottimale l’esperienza digitale del dipendente, con l’aiuto di strumenti adeguati, tra cui monitoraggi periodici e proattivi.

Quali sono gli errori più comuni, in ambito HR, da parte delle aziende oggi?

Più che di “errori” preferirei parlare di criticità. È innegabile che, nel percorso di profonda trasformazione che ha coinvolto il settore HR, una delle criticità più sentite sia quella della comunicazione. Non è facile trovare e applicare nuove modalità di comunicazione e ascolto. Una difficoltà che si palesa in entrambe le direzioni. Top down, dai manager verso i dipendenti, ma anche bottom up, perché non è così scontato che i dipendenti ritengano prassi comune il dialogo, le proposte, l’apertura verso i loro manager.

Che consigli alle aziende che vogliono migliorare l’employer branding proposition?

Beh, mi riesce facile e gioco in casa nel dire che la partecipazione al Programma di Certificazione Top Employers sarebbe un asset perfetto per migliorare l’employer branding aziendale! Battute a parte, la Certificazione Top Employer non si limita a riconoscere un “bollino di qualità” alle aziende, un marchio da apporre in calce alle mail aziendali o un award da posizionare in bella mostra nelle reception o sale meeting. Ma è molto di più, perché offre un importante valore aggiunto e identitario che si riconosce in uno dei 4 pillars della Certificazione, appunto il Brand, e si concretizza nell’utilizzo del Marchio di Certificazione e in tutti gli strumenti di comunicazione e di marketing che vengono offerti alle aziende certificate. Strumenti che permettono di ottimizzare a più livelli e attraverso più canali la comunicazione della Certificazione e quindi il riconoscimento dell’azienda come Employer of Choice. Il che si traduce in un innegabile rafforzamento del Brand, ne aumenta l’attrattività, ne garantisce un’immediata riconoscibilità e costituisce una garanzia di eccellenza in ambito HR.

Per approfondimenti: Top Employers

Mariella Roberto

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