• 28/06/2022

Trezzi (Coldiretti): “Da agricoltura e turismo può crescere una sinergia vincente”

 Trezzi (Coldiretti): “Da agricoltura e turismo può crescere una sinergia vincente”

Gli agriturismi sono meta di un turismo internazionale: Olimpiadi saranno vetrina per una spinta ulteriore al segmento rurale

                                                                                                                                                                                                                                Olimpiadi e rilancio turistico? L’agricoltura lariana è pronta non solo a dare una mano, ma a giocare un ruolo di player di primo piano. Lo rimarca il presidente di Coldiretti Como Lecco Fortunato Trezzi, alla luce di una stagione che sta entrando nel vivo: “Turismo e agricoltura sono mondi interconnessi, che ormai da decenni sul lago di Como dialogano e possono costruire sinergie. Un primo dato di sviluppo in questo senso va letto nella crescita degli agriturismi, fenomeno che nell’ultimo ventennio ha saputo affermarsi tra le destinazioni turistiche senza sottrarre spazi, ma contribuendo alla diffusione del turismo turale made in Lario nel naturale bacino internazionale cui si rivolge, complessivamente, il territorio: lo confermano le prenotazioni che, anche tramite piattaforma web, arrivano ormai da ogni parte del mondo”.

Altro asso nella manica delle due province di Como e Lecco è rappresentata dalla vicinanza con la Svizzera e il centro Europa, oltre che con il bacino di prossimità che è l’area metropolitana di Milano.

E, non ultimo, una biodiversità agroalimentare davvero ricca ed eterogenea, che spazia dai formaggi, alla frutta con alcune identità particolari, soprattutto nel comparto lattiero caseario e nella tradizione degli alpeggi montani: prodotti che, grazie alla loro forza narrativa, sanno tradursi anche  in spunti di conoscenza e comunicazione. “Aggiungo il fatto che, da qualche anno, i prodotti a filiera corta sono sempre più protagonisti anche in una cucina gourmet che sta vivendo una rivoluzione copernicana: da qualche anno, addirittura, ci sono esempi in Italia, anche a noi molto vicini, di agriturismi premiati con la stella Michelin”.

Si assiste a un’evoluzione anche per quanto riguarda l’interesse dei turisti stranieri per il cibo, non più subito passivamente e non più relegato al ruolo del semplice “mainstream della cucina italiana” come avveniva qualche decennio fa.

“Oggi il turista viene in Italia per mangiare cucina regionale e scoprire le identità nascoste e peculiari di un territorio. Ecco, se a quel turista, che magari soggiorna in albergo e ha modo di assaggiare il made in Lario attraverso la sua cucina, riusciamo a trasmettere le giuste informazioni sulla storia e sui produttori di quel determinato cibo, egli avrà sicuramente voglia di approfondirne la conoscenza, di scoprire l’entroterra e le sue cascine e, di conseguenza, di allungare la sua permanenza sul territorio e di ritornarci”.

L’agricoltura, su questo, ribadisce la volontà di mettersi a disposizione. Ed è un’agricoltura che negli ultimi anni e decenni ha saputo crescere e trasformarsi, mettendosi al servizio della collettività e della crescita del nostro sistema Paese anche negli ultimi difficili anni, lavorando per assicurare il cibo alle famiglie anche durante la pandemia.

A questo proposito, l’affermazione dei mercati degli agricoltori nelle metropoli “ha consentito di ridurre la distanza tra produttore e consumatore rafforzando il legame tra aree rurali e aree urbane con un importante patrimonio di biodiversità che dalle campagne si trasferisce in città. Anche nei pesanti tempi del Covid i mercati contadini hanno offerto un contributo fondamentale, garantendo alla popolazione cibo sicuro e approvvigionamenti costanti nonostante le difficoltà legate alla pandemia riuscendo anche a rendere più trasparente per il consumatore il prodotto acquistato, tutelando la biodiversità, le specificità locali e valorizzando la custodia dei territori”.

Non ultimo, il tema della sostenibilità: “Agricoltura vuol dire ambiente, questo è un dato di partenza: un’agricoltura che disegna paesaggi fantastici e lo ha fatto nei millenni, pensiamo ai vigneti nel Chianti ma anche ai muretti a secco in collina e sulle montagne dell’Alta Lombardia.

Si tratta di un’agricoltura, insomma, molto diversa da quella di mezzo secolo fa, in grado di cogliere nuove sfide e di rappresentare un esempio di positiva reazione per il Paese. Vero anche che da sola non ce la può fare, ma con la forza congiunta dei consumatori sì: ed è un made in Italy positivo sul quale, davvero, vogliamo costruire un futuro nuovo per i nostri territori”.

Leggi anche