• 19/04/2024

Turismo italiano: politiche e strategie

 Turismo italiano: politiche e strategie

Si è aperta il 4 luglio a Roma, la decima conferenza scientifica internazionale sul turismo “Advances in Hospitality & Tourism Marketing and Management”, coordinata dalla prof.ssa Fabiola Sfodera di Sapienza Università di Roma e dal prof. Dogan Gursoy della Washington State University, patrocinata dal Comune di Roma e organizzata sotto l’egida di Fondazione Sapienza e Washington State University

La Conferenza, presso l’Aula Grande del Dipartimento di Scienze della Terra della Sapienza Università di Roma, si è aperta con la tavola rotonda “Il modello italiano del turismo: politiche e strategie”, moderata dal prof. Angelo Di Gregorio, di cui riportiamo qui il pensiero e la sintesi degli interventi.

Lombardia Economy - Turismo italiano: politiche e strategie
Angelo Di Gregorio

L’AHTMM Conference rappresenta un’occasione unica per accademici, ricercatori, practitioner e studenti per condividere le ultime innovazioni, le tendenze emergenti e le migliori pratiche nell’ambito del marketing e del management nei settori dell’ospitalità e del turismo. Questo evento internazionale offre una piattaforma di networking e scambio di conoscenze che promuove la collaborazione e l’interazione tra i partecipanti, provenienti da più di 41 Paesi.

In rapporto di continuità con il percorso strategico internazionale e comunitario, il Piano Strategico del Turismo 2023-2027 traccia le linee di indirizzo che guideranno nel prossimo quinquennio un ecosistema industriale complesso ed articolato, segnando un vero e proprio cambio di visione nella gestione del settore turistico.

Ponendo l’accento su un “sistema organizzato”, caratterizzato da un insieme variegato di attori, differenziati per natura, dimensione, competenze, interessi di business, il documento programmatico ne organizza le istanze specifiche all’interno di un sistema di policy, quali misure trasversalmente intese, articolate lungo cinque pilastri strategici, nel solco della transizione verde e digitale.

Sullo sfondo di un sistema di governance partecipata e condivisa Regioni-Stato, in grado di creare valore reale e diffuso nei territori, il Piano Strategico del Turismo intende attestare l’Italia come player internazionale di riferimento per un turismo innovativo, inclusivo, sostenibile e di qualità.

Prevede misure che spaziano dalla promozione di un sistema di digitalizzazione dei servizi, sia interni che esterni all’ecosistema industriale del turismo per l’attuazione di progetti strategici, appunto, a quelle volte ad accrescere la qualità dei servizi offerti in ambito turistico, dalla mobilità, agli standard di qualità ed inclusione delle strutture ricettive, al miglioramento infrastrutturale per accrescere l’attrazione e la valorizzazione di nuovi territori, in chiave di sostenibilità e autenticità.

Infine, riqualificazione ed accrescimento del capitale umano impiegato nel settore, attraverso una formazione dell’accoglienza, attrazione ed organizzazione turistica di altro livello, rappresentano un tratto essenziale per garantire una coerente attuazione delle misure individuate.

Le stesse, poi, vengono tradotte in una serie di specifiche indicazioni di policy e azioni di immediata applicazione, a beneficio dei comparti ritenuti di maggiore strategicità per lo sviluppo internazionale del turismo, quali: turismo organizzato, sia nella componente incoming che outgoing;

Fiere e MICE, quale comparto chiave per lo sviluppo turistico nazionale ed internazionale;

accessibilità e mobilità turistica, fondamentale per realizzare un’esperienza sostenibile ed inclusiva;

wellness tourism, nell’ottica di un concetto olistico di benessere;

turismo culturale, la cui ampia articolazione, dal turismo formativo e scolastico, religioso, esperienziale, a quello enogastronomico, al turismo delle radici, solo per citarne alcuni, restituisce la cifra dell’ampiezza dell’offerta nazionale;

strutture ricettive, per le diverse forme di hospitality;

turismo leisure, trasversale a molte forme di attività, ambiti e modelli di fruizione e offerta, dal turismo montano a quello del mare, al mondo dell’entertainment e dei parchi tematici, fino allo slow tourism (cammini, treni storici, ecc.);

turismo di alta gamma, in risposta ad un più moderno concetto di lusso.

Con la loro declinazione settoriale, le misure di policy, nell’individuare specifiche categorie di interlocutori, interventi puntuali, misure di liquidità e di finanziamento, rendono il Piano Strategico del Turismo 2023-2027 uno strumento in grado di sostenere realmente l’auspicato ed ormai non più procrastinabile cambio di passo per la gestione competitiva del settore turistico.

Politiche e strategie del modello italiano del turismo: il punto di vista dei partecipanti

ELENA DI RACO

Responsabile dell’Ufficio Studi e Statistiche ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo

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ENIT, l’Agenzia Nazionale del Turismo è la Destination Management Organization italiana che svolge le proprie funzioni di promozione dell’immagine turistica italiana, attuando strategie a livello nazionale ed internazionale, sotto la vigilanza del Ministero del Turismo e in raccordo con le Regioni.

Con il Transition Pathway for Tourism, l’UE ha delineato gli assi per uno sviluppo del turismo europeo bilanciato e sostenibile, temi su cui ENIT assume nell’ecosistema turistico, un ruolo attivo di coordinamento, accompagnamento, informazione e sostegno per lo sviluppo delle competenze e della competitività sui mercati.

Nel 2023, per la crescita del turismo a valore, tramite strumenti a supporto del sistema turistico e per l’internazionalizzazione delle destinazioni, ENIT ha sviluppato la strategia promozionale realizzando, direttamente e tramite 26 sedi nel mondo, azioni orientate alla crescita sostenibile e digitale, per un settore capace di innovarsi e competere nel tempo, facendo leva sui grandi eventi, attraverso partnership con i players internazionali, con un approccio data-driven al mercato.

ROBERTA GARIBALDI

Professoressa dell’Università degli studi di Bergamo.

Vicepresidente del Comitato Turismo OCSE

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Il turismo enogastronomico conferma nel 2023 la tendenza alla crescita. Il 58 per cento dei turisti italiani ha svolto almeno un viaggio con principale motivazione l’enogastronomia (+37 per cento sul 2016) e 7 su 10 hanno svolto almeno cinque esperienze a tema nel corso dei viaggi più recenti (+25 per cento sul 2021).

La domanda sta cambiando, stanno emergendo nuovi comportamenti che possono essere così sintetizzati. Varietà, con i turisti italiani che vogliono scoprire nuove mete e sperimentarsi in attività diverse a contatto con la natura. Frictionless, ossia i viaggiatori richiedono esperienze accessibili e facilmente acquistabili, ma forte è ancora il gap tra interesse ed effettiva fruizione. Green & social, che consiste in una forte attenzione alla sostenibilità e nella ricerca di proposte per stare a contatto con la comunità locale e contribuire al loro benessere sociale.

Infine, longevity, con il viaggio enogastronomico che è oggi occasione per dedicarsi al benessere e imparare ad adottare stili di vita più salutari.

LORETTA CREDARO

Presidente dell’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche – Unioncamere

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Nel 2022 sono state oltre 400mila le assunzioni con “difficoltà di reperimento” nel turismo (Unioncamere – ANPAL, Sistema informativo Excelsior).

Molteplici e complesse le cause, tra cui la velocità delle trasformazioni di mercato, le tecnologiche e le nuove competenze richieste, la carenza di politiche attive del lavoro e la difficile transizione scuola-lavoro, il declino demografico e i flussi migratori, i livelli retributivi e i cambiamenti culturali, soprattutto nei giovani, rispetto al lavoro, il ricollocarsi stabilmente in altri settori di una quota parte significativa di lavoratori.

L’impatto del digitale, la maggiore attenzione alla sostenibilità e alla sicurezza personale, la voglia di esperienze immersive e personalizzate richiedono nuovi profili di competenze professionali, sia formali che informali, che la filiera stenta a reperire, tanto da mettere a rischio la capacità competitiva della nostra offerta. Il capitale umano è quindi sempre più elementi chiave per rispondere ad una domanda turistica che, anche in esito alla pandemia, spinta da motivazioni nuove, risulta sempre più segmentata ed esigente.

NICA MASTRONARDI

Responsabile del Turismo, Formazione & Trasporti di ARET Pugliapromozione

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Il Piano Strategico Turismo Cultura 2030 è un nuovo viaggio per valorizzare i prodotti culturali e turistici che caratterizzano la destinazione Puglia. Partiamo da un’identità comune e condivisa, per generare una nuova cultura d’impresa mediante un’intelligente innovazione della strategia, a sostegno del lavoro dell’industria turistica e culturale: enogastronomia, cultura, spiritualità e tradizioni, sport natura benessere, mare e nautica, MICE e wedding.

Per tutto l’anno. A sette anni di distanza dalla redazione del Piano Strategico Puglia365 e in un contesto sociale ed economico nuovo, Pugliapromozione, mediante il coinvolgimento di operatori e rappresentanti del partenariato economico e sociale, attraversando territori e Comuni, ridisegna e aggiorna la strategia che determinerà lo scenario e la crescita turistica dei prossimi anni.

Lo sviluppo del territorio ha come leva l’empowerment del capitale umano, ed è legato a nuovi prodotti identitari delle aree ancora poco esplorate e dei borghi pugliesi. La competitività della destinazione Puglia si basa sull’esclusività di fattori determinanti e sulla innovazione della narrazione anche mediante la digitalizzazione.

RENATO TOMASI

Responsabile settore Valorizzazione territoriale e turismo culturale della Direzione Turismo Regione Sardegna

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Il tema del turismo lento e sostenibile assume un ruolo cardine all’interno della strategia promozionale della Regione Sardegna: “identità e tradizioni, accoglienza dei suoi territori e senso di comunità delle persone che li abitano, sono valori che si ritiene promuovere nei mercati nazionale e internazionale”.

Un modello di turismo esperienziale, nel quale rientrano cammini, borghi e ospitalità, che rappresenta una nuova proposta turistica unitaria, orientata ad integrare il tradizionale e consolidato turismo balneare. Il modello di sviluppo pone al centro temi importanti come quelli della sostenibilità, dello spopolamento, del presidio del territorio e, più in generale, si configura come strumento per diversificare nuovi segmenti dell’offerta turistica, soprattutto in periodi di bassa stagione valorizzando le zone interne.

“Noi camminiamo in Sardegna” è il format che vede vari gruppi di giornalisti, influencer, esperti di cammini, videoreporter e appassionati camminare contemporaneamente sui principali cammini e itinerari della Sardegna – 15 percorsi per circa 1.000 chilometri -, per poi incontrarsi in un borgo identitario del centro Sardegna (Laconi) per condividere un’esperienza unica e indimenticabile.

RODOLFO MARALLI

Presidente Fondazione Banfi

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Il vino è un prodotto complesso, che aggiunge ai criteri tradizionali di classificazioni dei vini, dimensioni simboliche e culturali, ad alto potenziale esperienziale, legate al luogo di origine e alle sue tradizioni. Il vino ha il vantaggio di racchiudere in una bottiglia esperenzialità, know-how, tradizione e stili e modalità di consumo.

Fin dalla prima metà degli anni ’90 il vino ha rappresentato una grande opportunità di sviluppo di intere destinazioni con diverse implicazioni come quelle paesaggistiche, economiche, sociali e identitarie e, non da ultimo, turistiche. Luoghi come Montalcino, dove ha sede Banfi, allo sviluppo della produzione vitivinicola hanno visto aumentare la loro notorietà e diventare destinazioni turistiche del turismo del vino.

Un turismo con elevata capacità di spesa in grado di apprezzare e valorizzare l’autenticità e l’identità dei luoghi e delle tradizioni. In questo processo evolutivo anche Banfi ha vissuto nel tempo un’importante trasformazione, aprendo la sua cantina a esperienze e iniziative, accogliendo gli ospiti nel Castello Banfi, valorizzando la cultura del vino e l’identità locale attraverso il festival Jazz & Wine in Montalcino e attraverso la scuola Sanguis Jovis.

ALDO BERLINGUER

Ordinario di diritto comparato nell’Università di Cagliari. Presidente dell’Osservatorio sull’insularità di Eurispes

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Gli ultimi dati Istat (2022) testimoniano un trend ormai consolidato, quello di alcuni territori italiani che perdono abitanti ed altri che li acquisiscono. In molti casi, si tratta di un vero e proprio travaso da sud verso nord, mentre le Isole si vanno spopolando ed impoverendo a tutte le latitudini del Paese.

Si tratta di realtà anche molto diverse tra loro che però esprimono grandi potenzialità e al contempo grandi fragilità, come dimostrano le poche e carenti infrastrutture materiali ed immateriali al servizio delle Isole, la loro vulnerabilità climatica, il divorante spopolamento; cui si aggiunge una domanda turistica molto concentrata e a tratti usurante.

Oggi, un nuovo comma è stato aggiunto all’articolo 119 della Costituzione, ai sensi del quale la Repubblica: «riconosce le peculiarità delle Isole» e «promuove le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall’insularità». Questa nuova norma ci consegna un compito, una sfida: cercare di comprendere come essa possa promuovere politiche adeguate alla valorizzazione delle Isole, adeguando e migliorando la loro capacità ricettiva ed esaltando le loro potenzialità nell’ambito di un turismo consapevole e sostenibile.

ALESSANDRO MASSIMO NUCARA

Direttore Generale Federalberghi

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Per una panoramica del settore alberghiero italiano, occorre sottolineare che l’Italia, con 32.425 alberghi, 1.075.000 camere e 2.241.988 posti letto è il paese leader in Europa per la consistenza dell’offerta turistica ricettiva, seguita dalla Germania (953.152 camere) e dalla Spagna (945.225).

Sul fronte della domanda, l’Italia si colloca al terzo posto in Europa, con 280.937.897 pernottamenti negli hotel e negli stabilimenti similari, dopo la Spagna (342.995.595 pernottamenti) e la Germania (306.848.903).

Il fatturato degli alberghi è pari a circa 21 miliardi di euro annui, i lavoratori dipendenti sono circa 300mila.

Gli alberghi italiani di fascia alta (4 e 5 stelle) esprimono il 41,6 per cento della capacità ricettiva (932.033 posti letto) e il 48,4 per cento dei pernottamenti (135.955.979). La dimensione media è di 33 stanze e 69 posti letto per ciascun albergo. Il mercato è caratterizzato da un’accentuata stagionalità: nei quattro mesi estivi, si registra il 54 per cento delle presenze.

ALESSANDRO ONORATO

Assessore di Roma Capitale ai Grandi Eventi, alla Moda, al Turismo e allo Sport

Lombardia Economy - Turismo italiano: politiche e strategie

La città di Roma nell’ultimo anno e mezzo è passata dalla grande crisi economica, quella provocata dal Covid con oltre 400 alberghi chiusi, a superare gli arrivi turistici record del 2019. La Capitale sta ripartendo ad una velocità che solo i più ottimisti potevano prevedere. Già lo scorso anno, togliendo i primi tre mesi, abbiamo recuperato i livelli pre-pandemici. Nel 2023 batteremo ogni record.

Un risultato che si otterrà unendo allo straordinario patrimonio storico e culturale della Città Eterna il potenziale dei grandi eventi dello sport, della moda, dell’arte. Abbiamo portato in città la sfilata di Valentino e l’arrivo del Giro d’Italia, i mondiali di skate sullo sfondo del Colosseo e il Padel Major Tour al Foro Italico, i concerti live del Circo Massimo e all’Olimpico, a Caracalla o all’Auditorium Parco della Musica.

Abbiamo inoltre valorizzato gli eventi già esistenti, come gli Internazionali di Tennis e la Formula E. Appuntamenti che abbiamo promosso nelle principali fiere turistiche internazionali, ciascuno dei quali è un motivo in più per scegliere o per tornare a Roma. Un approccio scientifico che ci ha consentito di uscire dalla crisi e trasformare il turismo in un’opportunità.

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Redazione

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