• 19/04/2024

Versalis per la circolarità della plastica

 Versalis per la circolarità della plastica

Mantova – Stabilimento

Versalis, società del gruppo Eni, si impegna nella circolarità della plastica. Il progetto Hoop® rappresenta un passo significativo in questo percorso

Il progetto Hoop® di Versalis consente un innovativo processo di riciclo chimico della plastica e la produzione di nuovi polimeri di alta qualità: una soluzione concreta per ridurre l’impatto ambientale e promuovere la piena circolarità di questo materiale.

L’impianto demo Hoop® di Mantova, che sarà avviato a fine 2024, potrà gestire 6 mila tonnellate di materia prima seconda. Abbiamo intervistato sul tema Nicola Fiorotto, responsabile Ricerca, Sviluppo e Innovazione Tecnologica di Versalis.  

Perché l’impianto demo Hoop® è importante in un’ottica di riciclo e circolarità? 

«Versalis, società chimica di Eni, già da anni sta investendo nella ricerca e sviluppo di nuove tecnologie di riciclo della plastica. Lo fa con un approccio improntato alla massima complementarità, riconoscendo la necessità di una pluralità di soluzioni, sinergiche tra di loro, capaci di gestire una questione complessa come quella dei rifiuti in plastica.

È in quest’ottica che nasce Hoop®, il progetto di Versalis per lo sviluppo di nuove tecnologie per il riciclo chimico dei rifiuti di plastica. L’impianto demo è un passo fondamentale nello sviluppo della tecnologia: esso consentirà di testare non solo la tecnologia di riciclo chimico, ma anche tutta la filiera, dal rifiuto fino alla produzione dei nuovi polimeri di qualità identica a quelli vergini. Dalla sua conduzione ricaveremo le informazioni necessarie per il successivo passaggio di scala».

Perché il riciclo meccanico della plastica non basta?

«Il riciclo meccanico è il metodo principale utilizzato e gestisce in modo efficiente i flussi di rifiuti pre-assortiti (ad es., monomateriale, meno contaminati, ecc.). Un buon esempio sono le bottiglie d’acqua in PET. Tuttavia, il riciclo meccanico ha alcuni limiti.

Le fasi di ritrattamento portano al degrado delle proprietà del materiale e possono causare una riduzione della trasparenza. Inoltre, incide sul numero di volte che la plastica può essere riciclata. Forse, però, il più grande inconveniente è l’impossibilità di gestire flussi di rifiuti in plastica più complessi e misti, che attualmente sono inceneriti o gettati in discarica.

Questo ci ha portato a investire in ottica di complementarità nel progetto Hoop®, per poter trattare questi flussi. Con il riciclo chimico non si intende sostituire il riciclo meccanico, che è già un’attività considerevole, basata su un sistema esistente e ben sviluppata per flussi di polimeri come PET, HDPE, PP, ecc.

L’obiettivo del progetto è quello di integrare il riciclo meccanico e migliorare drasticamente la circolarità dei prodotti in plastica, ampliando la portata dei flussi di rifiuti riciclabili».

LOMBARDIA ECONOMY - Versalis per la circolarità della plastica
Nicola Fiorotto

In cosa consiste la pirolisi?

«La pirolisi tratta la plastica da riciclare intervenendo sui legami chimici delle molecole che la compongono, trasformandola in una nuova materia prima chiamata “r-oil” o “olio da riciclo”, riutilizzabile per produrre nuova plastica.

Una materia prima utilizzabile nel ciclo e impianti di produzione della plastica, a integrazione o in sostituzione di quella tradizionale da fonte fossile. Prendiamo il processo di produzione tradizionale: nel suo complesso è come avere molte costruzioni di mattoncini differenti, che rappresentano le varie tipologie di polimeri (plastiche); con il riciclo chimico, le costruzioni vengono smontate per tornare a ricavare i mattoncini di base e ricostruirne di nuove.

Questo approccio ha svariati vantaggi: rende possibile trattare flussi di plastiche miste in quanto permette di “smontare la costruzione”, così facendo si azzera l’eterogeneità delle plastiche in ingresso; si riesce a ottenere nuovi prodotti plastici indistinguibili da quelli vergini e pertanto idonei a ogni applicazione, anche per il contatto con gli alimenti e per l’imballaggio farmaceutico; infine, essendo i nuovi prodotti plastici circolari identici a quelli tradizionali da fonte fossile, non avranno alcun impatto nei relativi cicli produttivi, già estremamente ottimizzati e nella filiera a valle».

Quando è iniziata la progettazione dell’impianto?

«Il progetto Hoop nasce nel febbraio 2020 da un progetto di sviluppo congiunto di Versalis con la società italiana di ingegneria S.R.S. (Servizi di ricerche e Sviluppo). Siamo partiti dal know-how del nostro partner e lo abbiamo ulteriormente sviluppato nel centro ricerca Versalis di Mantova, arrivando a ottenere oggi una tecnologia estremamente efficiente e flessibile, in grado di massimizzare resa e qualità del prodotto, minimizzando nel contempo i consumi energetici.

In collaborazione con il mondo universitario e in costante collegamento con Corepla (Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica), è stata condotta un’intensa sperimentazione che ci ha permesso di valutare il comportamento di differenti composizioni delle plastiche miste, capire l’influenza della loro preparazione e valutare l’influenza della composizione dell’olio da riciclo sulle performance degli impianti che producono la plastica.

Ne è risultata la possibilità di trovare l’ottimo combinato di tutte le fasi (preparazione, riciclo chimico, riutilizzo della materia prima prodotta). Inoltre, è stata avviata con Technip Energies, società leader nell’ingegneria e nella tecnologia per la transizione energetica, una partnership per l’integrazione con le loro tecnologie di purificazione dei prodotti da pirolisi delle plastiche, costituendo una piattaforma tecnologica per il riciclo chimico avanzato.

Sono orgoglioso di sottolineare che Hoop® è l’unica tecnologia italiana che si è aggiudicata, a fronte di 239 progetti presentati e i 41 vincitori totali, il bando 2023 per l’“EU Innovation Fund”, fondo stanziato dalla Commissione Europea di 3,6 miliardi di euro complessivi, dedicato a tecnologie innovative a bassa emissione di carbonio».

Come si inserisce questo progetto nella strategia di sostenibilità di Eni?

«Hoop® si inserisce alla perfezione come contributo alla strategia di sostenibilità di Eni, valorizzando i rifiuti di plastica mista che non sono riciclati meccanicamente, integrando una soluzione per raggiungere la piena circolarità della plastica. Attualmente, i rifiuti in plastica mista vengono inviati a incenerimento con recupero energetico o destinati a discarica.

Entrambe le soluzioni hanno un impatto ambientale. L’incenerimento porta a un aumento delle emissioni di CO2 e di altri inquinanti, mentre lo smaltimento in discarica provoca un’ulteriore dispersione dei rifiuti in plastica nell’ambiente. Il riciclo chimico contribuisce a ridurre questo impatto e, poiché riconverte i rifiuti in materie prime, contribuisce a ridurre la dipendenza dalle riserve di origine fossile».

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Irene Canziani

Giornalista

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