• 17/07/2024

Viaggio a Godiasco Salice Terme

 Viaggio a Godiasco Salice Terme

Godiasco Salice Terme: dalle antiche origini romane alla riscoperta delle sue acque termali, fino alla rinascita contemporanea: il racconto di un borgo che unisce tradizione, benessere e sapori autentici

Intervista a Fabio Riva

sindaco di Godiasco Salice Terme

Nel cuore dell’Oltrepò Pavese, dove le colline si vestono di vigneti e i fiumi sussurrano storie antiche, sorge un luogo di incanto e mistero: Godiasco Salice Terme, piccolo borgo incastonato tra le pieghe del tempo, un luogo dove la natura e la storia si fondono in un abbraccio indissolubile. Con una posizione strategica sul percorso dell’antica Via del Sale tra la Liguria e la Lombardia, fu teatro di lotte fra i casati dei Duchi di Milano, dei Malaspina e dei Dal Verme che ne determinarono l’importanza storica.

Il borgo conserva i tratti di un illustre passato, con le vie che richiamano le antiche corporazioni medievali delle arti e dei mestieri: Via dei Fabbri, Via dei Conciatori, Via dei Boscaioli, Via del Mulino. In Via del Castello sono visibili i resti di una torre in pietra e ciottoli di fiume, decorata da una fascia di mattoni a vista. Questa torre, insieme con quella sita in Via della Cerchia faceva parte delle antiche mura del borgo. Sulla piazza, oltre alla chiesa, si affaccia l’elegante Palazzo Malaspina, con il bel portale in arenaria sorretto da due cariatidi. Al centro del cortile porticato si conserva un pozzo cinquecentesco in pietra sormontato da una statua.

«Furono per primi i romani a scoprire le acque di Salice Terme, come testimoniano anche i reperti rinvenuti nei pressi della Fonte Sales che risale al quarto secolo dopo Cristo ed è ancora oggi in attività – racconta il sindaco di Godiasco Salice Terme Fabio Riva –.  La leggenda narra che fu Giulio Cesare, di ritorno dalle Gallie, a far scavare il primo pozzo, profondo 18 metri,  in prossimità di una sorgente che affiorava dal terreno con le sue acque rosse e ad utilizzare quelle acque medicamentose per alleviare i dolori dei suoi uomini stremati dai combattimenti e dalle fatiche del viaggio».

L’acqua di Salice Terme fu la prima in Italia in cui fu scoperto lo iodio e la prima ad essere utilizzata ufficialmente in medicina. Tra il 1884 e il 1885 venne realizzato il primo stabilimento termale, che nel 1901 venne acquistato dalla Società Anonima delle Terme di Salice. Purtroppo nel 2017 lo stabilimento è stato chiuso.

Nonostante questo, il futuro di Salice Terme sembra promettente. «Dopo oltre quattro anni dal fallimento, le Terme di Salice torneranno al loro antico splendore. L’asta è stata aggiudicata a un gruppo importante che fa termalismo a livello nazionale, Terme Italia. Questo rilancio è atteso con grande entusiasmo non solo a Salice Terme, ma in tutto il territorio – dichiara il sindaco – anche dal punto di vista immobiliare c’è un discreto fermento».

L’inaugurazione è prevista per l’estate 2024: il nuovo parco termale prevede piscine termali, vasche idromassaggio, solarium e spazi a disposizione per varie attività e occuperà il lato sinistro del parco, adiacente il viale centrale.

«Abbiamo lavorato molto su questa convenzione e sono quindi molto felice che per la prima volta dalla sua nascita il parco di Salice, che era di proprietà delle società Terme, diventerà finalmente di proprietà comunale – sottolinea Riva –. È un fatto epocale e di enorme importanza per i residenti, ma anche per i molti turisti che frequentano la nostra località per le molteplici possibilità che questa acquisizione offrirà. Sono molto felice di aver potuto finalmente illustrare ai consiglieri comunali e ai miei concittadini presenti in sala i primi disegni ricevuti dalla Società Terme di Salice.

I disegni mi sono stati inviati dopo una serie di incontri avuti con l’amministratore delegato Stefano Zaghis, con il quale abbiamo anche parlato della conservazione della famosa quercia dedicata alla poetessa Ada Negri, che vogliamo insieme far diventare monumento nazionale».

Oltre alle sue acque termali, Godiasco Salice Terme è anche famosa per la Fiera di San Martino, un evento annuale che quest’anno ha raggiunto la sua 353esima edizione: «Dopo la Sesia di Voghera, è sicuramente la fiera più importante del territorio – ha affermato Riva –. Progetti di rilancio della località termale che, se fino a qualche anno fa sembravano un sogno, ora potranno essere realizzati grazie allo stanziamento di qualcosa come un milione e 861mila euro che il Comune di Godiasco ha ottenuto dalla Regione.

Un pacchetto di investimenti tale da poter far tornare il Comune la capitale turistica della provincia di Pavia».

Ma l’Oltrepò Pavese non è solo storia e natura, è anche una terra di sapori autentici, dove la tradizione enogastronomica regna sovrana: «I vigneti che si estendono a perdita d’occhio producono vini pregiati, come il famoso Bonarda e il Moscato – spiega il sindaco Riva – che accompagnano piatti ricchi e gustosi, frutto della generosità di questa terra. La nostra gastronomia locale offre una varietà di piatti che rispecchiano la ricchezza di questo territorio, come il Salame di Varzi,  la Robiola di Roccaverano e il Gorgonzola».

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Paola Idilla Carella

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