• 17/07/2024

Worldrise, un tuffo nel mare di domani

 Worldrise, un tuffo nel mare di domani

Mariasole Bianco

Nata nel 2013, Worldrise è oggi una realtà dinamica in crescita capace di coinvolgere centinaia di volontari, associazioni, studenti e aziende. Ne parliamo con la presidente e fondatrice Mariasole Bianco

 Salvaguardare i mari partendo dalla consapevolezza e dall’impegno collettivo di tutti, questa è la mission di Worldrise, una onlus ideata da giovani professionisti che ha l’obiettivo di promuovere il cambiamento a favore della tutela e valorizzazione dell’ambiente marino. Un cambiamento sistemico capace di favorire un nuovo modo di pensare e agire, che renda tangibile la prospettiva di un mondo in cui il mare è protetto e ognuno di noi è consapevole dell’importanza di salvaguardarlo.

LOMBARDIA ECONOMY - Worldrise, un tuffo nel mare di doma

Worldrise è un’organizzazione no-profit che da oltre un decennio agisce per la conservazione efficace dei mari italiani: come e perché è nata l’organizzazione e qual è oggi la sua principale missione?

«Worldrise nasce nel 2013 dall’esigenza di creare un nuovo modello di conservazione del mare, basato su best practices internazionali. Al centro della nostra missione c’è un forte richiamo all’azione: proteggere in maniera efficace i mari italiani. Facilitiamo un cambiamento positivo che, partendo dalla consapevolezza dell’importanza del mare, si sviluppi nell’impegno collettivo per la sua salvaguardia.

Tuteliamo la biodiversità creando aree di conservazione marina locale e amplifichiamo l’azione delle aree marine protette, utilizziamo l’arte come potente strumento di comunicazione e mobilitiamo i futuri custodi del patrimonio naturalistico del Mediterraneo. Attraverso i nostri progetti e grazie ai nostri sostenitori, promuoviamo la protezione efficace di almeno il 30 per cento dei mari italiani entro il 2030».

Come riuscite concretamente a “proteggere in maniera efficace i mari italiani” e qual è il progetto ad oggi di cui andate più fieri?

«Nei nostri dieci anni di attività ci siamo resi sempre più conto dell’importanza di coinvolgere diversi strati della società nella conservazione efficace dei mari italiani. In quest’ottica abbiamo creato l’alleanza 30×30 Italia, un network oggi di oltre 60 associazioni di tutela ambientale che operano su tutto il territorio italiano, lavorando in sinergia per proteggere il mare e le sue incredibili risorse.

Oltre a favorire la collaborazione tra associazioni verso un obiettivo comune, Worldrise supporta il lavoro delle Ong, offrendo loro opportunità di capacity building in vari settori utili. Inoltre, lavoriamo sul miglioramento dell’efficacia di conservazione del mare, analizzando quali sono ad oggi le principali barriere per l’istituzione e una corretta gestione delle aree marine protette (AMP), uno dei nostri più validi alleati per la tutela del Pianeta Blu.

In questo senso, un esempio è la nostra AMP Academy, un toolkit composto da 13 moduli in formato video, gratuiti e dedicati a chiunque abbia interesse ad approfondire gli elementi chiave per un’efficace gestione di questi tratti di mare protetti, comprendendone a 360 gradi il funzionamento e garantendone l’efficacia per la natura e la società.

Il progetto di cui andiamo più fieri è SEATY, con cui dal 2022 creiamo aree di conservazione e educazione marina locale in tratti del litorale mediterraneo di particolare valore naturalistico, attraverso una strategia che abbraccia esplorazione, educazione, sensibilizzazione e ricerca scientifica. I SEATY sono vere e proprie “città marine”, in cui è consentita la balneazione in completa sicurezza tutto l’anno, diventando per chi le visita o chi ci vive una piattaforma per poter conoscere il mare, la sua biodiversità e imparare così a prendersene cura, attraverso attività gratuite guidate da esperti».

LOMBARDIA ECONOMY - Worldrise, un tuffo nel mare di domaUno sguardo al futuro: quali sono i prossimi progetti che vi vedono maggiormente impegnati e a cui credete maggiormente?

«Con un impegno costante per preservare l’oceano e le sue incredibili risorse, Worldrise abbraccia l’idea che il cambiamento duraturo di cui il nostro mare ha bisogno per tornare e continuare a prosperare richieda profondità, regolarità e un costante fluire.

Per questo motivo, l’organizzazione ha intrapreso un importante percorso verso il cambiamento sistemico, per amplificare il nostro impatto positivo sull’ambiente marino, immergendoci tra le cause sistemiche profonde dei problemi ambientali e culturali e riconoscendo l’importanza cruciale di coinvolgere diversi attori della società come parte delle soluzioni. Vogliamo più di un cambiamento superficiale: nel cuore di questa iniziativa c’è anche l’ambizione di favorire un nuovo modo di pensare e agire, che renda tangibile la prospettiva di un mondo in cui il mare è protetto e ognuno di noi è consapevole dell’importanza di salvaguardarlo.

Nel corso dei prossimi anni vogliamo portare avanti diverse azioni che andranno sempre più in profondità, favorendo l’incremento di consapevolezza, la creazione di network e facendo pressione in ambito di policy e regulation. In questo modo sarà possibile che tutti gli attori legati al sistema agiscano in maniera sinergica e integrata, per proteggere efficacemente almeno il 30 per cento dei nostri mari entro il 2030, per il beneficio dell’ambiente e delle persone».

LOMBARDIA ECONOMY - Worldrise, un tuffo nel mare di domaVolontariato e partecipazione per l’ambiente: quanto è stato fatto e quanto c’è ancora da fare? Cosa può fare ognuno di noi nella sua quotidianità?

«Anche il più piccolo contributo può portare grandi cambiamenti: volontari, donatori, studenti, aziende, istituzioni e ognuno di noi, nel suo piccolo, può fare la sua parte e migliorare le condizioni dei nostri mari. La soluzione parte dalla conoscenza, evolve in consapevolezza e si concretizza attraverso il rispetto e l’azione, perciò il primo passo è sicuramente quello di informarsi e condividere le nuove conoscenze, per poi passare all’azione, partecipando ad eventi di sensibilizzazione ambientale e unendosi all’onda del cambiamento.

Un gesto sottovalutato, ma che può fare davvero la differenza per il futuro del mare è per esempio la donazione del 5×1000: una scelta semplicissima e completamente gratuita, da compiere durante la dichiarazione dei redditi, ma su cui oggi ancora pochissimi italiani esprimono una preferenza. Devolvendo il 5×1000 a Worldrise contribuisci a proteggere il 30 per cento dei mari italiani entro il 2030, un obiettivo ambizioso tanto quanto fondamentale per il futuro dell’oceano e di tutti noi che dipendiamo dalla sua salute. C’è ancora tanto lavoro da fare ma ogni goccia conta e insieme possiamo fare la differenza per i nostri mari».

Coinvolgete i giovani e le scuole nel vostro progetto? Se sì, come?

«Ciò che da sempre contraddistingue le attività di Worldrise è la grande passione nel fornire opportunità di crescita e formazione pratica professionale ai futuri custodi del patrimonio naturalistico del Mediterraneo.

Per noi questo è l’investimento migliore che si possa fare per la salvaguardia del Pianeta e delle sue risorse. Attraverso attività interattive e creative, abbiamo coinvolto oltre 7mila bambini di tutte le età in progetti educativi alla scoperta del mare, ma con i nostri campus ci siamo dedicati anche ai più grandi, i change-makers di domani, offrendo una formazione gratuita su discipline scientifiche e leadership collaborativa a 140 giovani studenti e neolaureati.

Anche quest’anno continuiamo a portare avanti le attività legate alla formazione delle nuove generazioni, con un focus particolare verso la valorizzazione delle aree marine protette, per far conoscere la loro importanza ai più piccoli e fornire conoscenze pratiche professionalizzanti ai più grandi, che un giorno le dovranno gestire in maniera efficace».

LOMBARDIA ECONOMY - Worldrise, un tuffo nel mare di domaLa Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha ufficialmente connesso la crisi climatica alla tutela dei diritti umani: l’Europa si sta dimostrando pronta nella tutela dell’ambiente o a suo avviso è in pericoloso ritardo?

«Ci troviamo in anni cruciali per il nostro futuro e per quello del Pianeta, in cui le decisioni che prenderemo oggi condizioneranno la direzione e lo svolgimento di tutti quelli a venire. Abbiamo una grande responsabilità, soprattutto nei confronti delle prossime generazioni, ma questa può essere anche un’opportunità per cambiare rotta. L’Italia purtroppo è in grande ritardo su tutto ciò che riguarda la tutela dell’ambiente, mentre l’Europa sta andando nella giusta direzione, nonostante i freni che alcuni Paesi, compreso il nostro, stanno ponendo.

L’esempio più recente è quello che sta succedendo proprio ora con l’approvazione della Nature Restoration Law, la più importante legge sul ripristino della natura mai promossa dall’UE. C’è sicuramente ancora molto lavoro da fare per tutelare il Pianeta e, in particolare, gli ambienti marini, ma il primo passo è lavorare insieme per un obiettivo comune».

Per approfondire visita il sito di Worldrise

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Anna Fogarolo

Copywriter, scrittrice, esperta comunicazione digitale

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